Prologo

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-Padre, ma per quale motivo non mi volete accettare?-
-Perché tu non sei normale, Louis! A un uomo dovrebbe piacere una donna, non un altro uomo!- urlò arrabbiato re Richard, mentre camminava lungo il corridoio del palazzo reale, seguito dal figlio -Padre, vi scongiuro, lasciatemi solo...- ma non ebbe tempo di finire la frase, che gli fu chiusa una porta in faccia. Louis tornò in camera sua, sconfitto e sospirò, mentre guardava fuori dalla finestra della sua stanza. La sua finestra si affacciava su tutta la cittadina intorno al castello e faceva vedere alla perfezione il porto di legno. Louis guardò verso il mare, che era leggermente agitato a causa del cielo grigio, con i gabbiani che vi volavano in picchiata per prendere il pesce. "Chissà se un giorno la smetterò di fingere?" si chiese Louis, sentendosi come attratto dal mare.
Sin da piccolo, aveva sempre dovuto indossare maschere e interpretare personaggi che non gli appartenevano. Dal ragazzo educato, al principe rispettato da tutti. E pian piano, era anche riuscito a diventare quei personaggi che non lo rispecchiavano.
Ma Louis era diverso. Lui desiderava l' avventura, la libertà e il divertimento, che per un principe come lui, consisteva nel assistere a duelli mortali. Roba per suo padre, mica per lui. Però, non li odiava i duelli, lo incuriosivano. Gli interessava come due spadaccini potessero essere forti, nonostante la stessa bravura. Ma lui non aveva mai imparato a duellare, anche se gli interessava molto.
-Principe Louis?- lo chiamò la sua badante Margoo, dopo aver bussato -Avanti.- una donna sulla quarantina, robusta e con una cuffia bianca in testa entrò nella stanza, facendo un inchino -Vostro padre vi stá aspettando per pranzo, sire.-
-Grazie, Margoo.- la ringraziò, con un bacio sulla fronte e lei lo condusse in sala da pranzo.
La tavola era banchettata con il tonno, la frutta candita e una torta di more. Louis mangiò tranquillamente, guardando di tanto in tanto il padre, che non lo degnava di uno sguardo. Entrambi erano seduti a capotavola, divisi da tutto il cibo che c' era e dalla lunga tavola.
-Padre, possiamo parlare di...-
-No.-
-Ma padre...-
-Niente ma, Louis! Non tollero un figlio effeminato nella famiglia di sangue blu! Vedi di cambiare gusti il prima possibile.- disse, guardandolo con disgusto. Louis dovette per forza annuire. Era inutile. Suo padre era una testa dura. Dopo pochi secondi di silenzio, un maggiordomo entrò, camminando a passo svelto. Arrivò vicino al re, bisbigliando qualcosa al suo orecchio. Il re sbiancó e guardò il suo "informatore" -Ma ne siete sicuri?- l' uomo annuí. Re Richard sospirò, spaventato e fece un gesto con la mano, facendo capire all' uomo di doversene andare. Il re guardò suo figlio e tentò di non essere terrorizzata in voce -Figliolo, stanotte voglio che resti in camera tua. Chiudi a chiave la porta, non guardare fuori dalla finestra e se senti dei rumori, ignorali.- Louis si acciglió leggermente -Perché, padre, che sta succedendo?-
-Niente, Louis. Affari che non ti riguardano.- detto questo, si alzò e se ne andò, lasciando suo figlio da solo e confuso.

Le spade dei due spadaccini si scontrarono, facendo partire altre urla di divertimento e schiamazzi. Zayn era veloce e scattante, Liam era forte e tenace. Ogni volta che si sfidavano, nessuno dei due vinceva o perdeva. -Arrendetevi, sir Liam, e vi sarà risparmiata la vita.- scherzó Zayn, facendo partire altre risate dalla ciurma -Giammai, sir Zayn, piuttosto la morte!- si finse offeso Liam, scimmiottando i reali che si sfidavano a duello.
Il loro duello era molto diverso da quello dei lord: loro lottavano seriamente e non si limitavano a un semplice touché.
-Lo ammetto, sir Liam, siete abbastanza abile da poter lottare per il cuore di una fanciulla!-
-Siete voi la mia fanciulla, sir Zayn! Avete già il corsetto, oh mia lady?!- lo prese in giro Liam, facendo scoppiare l' ilarità generale. Rise pure Zayn, sapendo che stava scherzando... be', per metà. Sì, perché Zayn era veramente la fanciulla che si rotolava con sir Liam nelle sue lenzuola, quando ne aveva l' occasione!
-Basta!- quel comando congeló tutti sul posto. Dalla cabina di comando scese un ragazzo sui ventidue anni, con i capelli ricci al cioccolato e due occhi verdi che ricordavano le gemme più preziose. -Non siamo qui per fare i combattimenti fra di noi come i bambini!- urlò, scendendo gli scalini e andando dai suoi uomini, con il vento che gli scompigliava i capelli nonostante il cappello da capitano -La One Direction è in viaggio ormai da sette mesi e tra poco arriveremo alla nostra meta, in Inghilterra. Sapete tutti qual è il nostro compito: prendere il principe, chiedere il riscatto e rimanere ricchi e felici per il resto delle nostre misere vite. Noi siamo pirati, per l' amor del cielo e questo è l' unico modo per avere quello che vogliamo! Abbiamo riposato anche fin troppo. Quindi, basta cazzeggiare! Payne, leva l' ancora. Malik, spiega le vele. E Horan, prendi il timone. Andiamo a far visita a sua maestà!-

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