La giornata passò in fretta, molto più in fretta di ciò che pensavo e i ragazzi riuscirono velocemente a farmi passare dalla testa tutti i pensieri negativi che avevo in mente

Non andai a fare spesa con loro, lasciai che ci pensassero Cameron, Jenna e Travis. Rimasi con Sierra ad apparecchiare il tavolo, senza doverci discutere inutilmente.
Non parlai con Marcie per tutto il pomeriggio, avevamo passato il tempo con persone diverse. Lei chiacchierava spesso con Aubrey, tutti noi lo facevamo, specialmente per non farla sentire a disagio.
Maya ed io non parlammo più della sua vecchia relazione con Travis, anzi, quel pensiero scivolò proprio via dalla mia mente. Era stata una relazione inutile, un appoggio per Travis per conquistare Marcie.
Quindi avevo capito che lei me lo aveva detto solo per creare casino e confusione. Avevamo stretto una specie di patto di amicizia quella mattina, ma io sapevo che nulla era duraturo. Figuriamoci un patto tra me e Marcie Laurent.

Non riuscii neanche a parlare con Jenna ed Isaac di ciò che avevo visto sempre quella mattina, in realtà avrei solo voluto dirgli quanto fossi felice per loro due, perché se lo meritavano davvero.

Avevo notato come Luke ed Aubrey avessero iniziato a parlare. Prima di pranzo, li avevo beccati sulle sdraio in giardino a parlare sottovoce, ma non sembravano così amichevoli, anzi. Erano piuttosto seri, come se stessero parlando di una questione di stato.

"Quindi ceniamo qui e poi andiamo a cercare un locale a Miami" decise Cameron, alzandosi in piedi. "Chi deve ancora farsi la doccia la fa e magari si muove anche."

"Voglio sapere chi è stato!" ci interruppe Jenna. Buttò un mazzo di fiori sul tavolino, sotto i nostri occhi. Poi, con l'altra mano, lasciò cadere dei piccoli fiori accanto a quegli altri.
Jenna aveva ancora i capelli bagnati ed era furiosa in volto.

"Avanti, voglio sapere chi è così spiritoso" continuò, incrociando le braccia al petto.

"Io continuo a non capire, sono fiori, Jenna" borbottò Luke, passandosi una mano fra i capelli.

A Sierra scappò una risata. "Sì, il giglio e la rosa bianca indicano purezza, mentre quei fiori di arancio la castità."

"Potete essere ironici quanto volete, ma almeno abbiate le palle di dirmi chi è stato, non mi uccido eh" sbottò Jenna, facendomi sussultare.

"Io non sapevo neanche il loro significato, per me sono tutti uguali" disse Isaac, andandole accanto.

"Marcie è inutile che continui a ridere" le disse Jenna, scoccandole un'occhiataccia.

"Scusa Jenna, ma tu sicuramente non sei la persona più pura in questa stanza, hai perso la verginità a quattordici anni!" esclamò la bionda, facendo girare tutti verso di lei.

"Beh, se proprio vuoi vederla così, allora questa persona così simpatica ha sbagliato bersaglio, dato che hai visto più palle te che una sala da bowling" ribatté la mia migliore amica.

Spalancai la bocca per non ridere, Marcie fece per controbattere ma per fortuna ci pensò Isaac. Aiden iniziò a tossire, dopo la battuta di sua sorella. Stava bevendo un succo e gli stava andando sicuramente di traverso.

"Sentite, smettetela entrambe" disse mio fratello.

"Dove li hai trovati?" chiesi a Jenna, prendendo una rosa bianca tra le mani. Era davvero bella e con qualche odiosa spina posta sul gambo.

"Erano disposti sul mio letto e Charlotte non è tra noi, perciò..." mi rispose, facendomi trasalire.

Non avevo pensato ad un possibile ritorno, dopo l'incidente di Jenna, pensavo fosse finita sul serio.

Mi alzai e salii al piano di sopra, un po' timorosa. Aprii la porta della nostra stanza, sul letto di Jenna c'erano ancora alcuni fiori di arancio che presti e buttai nel cestino accanto l'armadio. Spalancai l'armadio e iniziai a cercare qualcosa da mettere per quella sera. Avevo pensato ad un vestito, anche se l'idea non mi convinceva molto. La maggior parte dei vestiti che avevo erano a motivi floreali e non avevo voglia di indossarli quella sera.

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