"Sorellastra di Maya?" sbottai, girandomi di scatto verso Luke.

Maya sbucò all'ultimo dalla cucina, con un mestolo in mano. "Prima in viaggio ho trovato una ricetta deliz- che ci fa lei qua?"

"È quello che vorrei sapere anche io" rispose Sierra, lanciando un'occhiata omicida alla ragazza davanti a lei.

Marcie era bella sul serio, una barbie in forma umana. Il corpo perfetto, la pancia piatta, gli occhi azzurri e i capelli biondi che le ricadevano in boccoli oltre il seno.

"Se mi fate entrare, magari, potrei spiegarvi" disse incrociando le braccia e squadrandomi da capo a piedi.

"Vuoi anche un bel piatto di pasta caldo già che ci sei?" chiese Maya, poi si rivolse alla ragazza accanto. "E tu chi sei? Sierra 2.0?"

"Okay, okay, smettiamola" intervenne Luke. Osservava intensamente la ragazza accanto a Marcie, quella con gli stessi occhi azzurri, molto particolari, e i capelli lisci neri come la pece. Scuri quanto i miei pensieri omicidi su Marcie.

Non la volevo lì. Non volevo che rimanesse a Miami ad infastidirci e sicuramente a rovinarci la vita. Guardai Maya, ancora non riuscivo a credere che la sua famosa sorellastra francese fosse davvero Marcie.

"Smettiamola? La rispedisco a calci in culo a Parigi!" sbottò Maya, sorprendendomi. Non pensavo davvero che il loro rapporto fosse messo così male.

"Tesoro, calma i tuoi spiriti bollenti" la rimbeccò Marcie. Notai le valigie al suo fianco.

"Beh, entrate" dissi alla fine, attirando l'attenzione su di me. "Tanto è inutile che state sulla porta."

"Andiamo in salone?" propose Jenna, avanzando verso la stanza.

Isaac sbuffò. "Di nuovo seduti?"

Ci sedemmo lo stesso, nonostante le sue proteste. Chi sulle poltrone, chi per terra, chi sul divano.
Marcie scelse la poltrona proprio davanti il divano su cui ero seduta io.

"Tu chi sei? Prima intendevo sul serio" disse Maya, allungando una mano verso la sconosciuta. "Io sono Maya Marton."

Calcò bene il suo cognome, lanciando un'occhiataccia alla sua sorellastra, e si mise seduta sul bracciolo della poltrona dov'era seduta quella ragazza che, vagamente, ricordava Biancaneve.

"Io sono Aubrey" si presentò, alzando una mano. "Aubrey Stan-Asven, solo Stan se preferite."

"Sei straniera Audrey?" chiese Jenna, aggrottando le sopracciglia.

Aubrey e comunque si, cioè in parte" rispose. "Mio padre ha origini russe."

"Forte, io portoghesi" commentò Travis, sedendosi sul bracciolo al mio fianco. Sentii gli occhi di Marcie addosso ma non mi girai verso di lei.

"Non è vero, non le hai! Lo sono i genitori di tua madre e sono anche quelli adottivi" replicò subito Aiden.

"Marcie che ci fai qui?" Sierra andò dritta al punto, sembrava davvero seria.

"Ho fatto scalo" iniziò a spiegare. "Sono venuta dal Quebec, in Canada. Mi sono trasferita lì con mia madre perché lei ha parenti lì e ha preferito così, in Francia non avevamo molto. Dicevo, sono partita dal Quebec ma per tornare a New York non ho trovato un volo diretto, avrei dovuto fare scalo dall'aeroporto di Miami e poi andare, il problema è che ho perso il volo. Io ed Aubrey abbiamo la stessa valigia, ce le siamo scambiate e quando ci siamo accorte di avere la valigia sbagliata, siamo tornate indietro e abbiamo perso il volo."

"Anche tu andavi a New York? Dalla Russia?" chiese Jenna. Sembrava più interessata ad Aubrey che a Marcie stessa.

Aubrey scosse la testa. "Non vivo in Russia, ma nel Nevada."

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