Dovetti aspettare insieme a mio fratello che arrivasse Maya e tutti sapevamo che la mia migliore amica bionda era una ritardataria cronica.

Si presentò sotto casa alle otto meno dieci, trovando me ed Isaac abbastanza spazientiti. Era arrivata con un taxi e il tassista le aveva anche scaricato le valige perché, a quanto pare, era un amico di sua madre.

"È quasi mezz'ora che ti aspettiamo" le fece notare Isaac.

Maya fece spallucce. "Mi conoscete, potevate prendervi un caffè o fare una merenda pre-cena. Allora, andiamo?"

Si vedeva che era eccitata dal viaggio, proprio quanto me. Entrammo in macchina di mio fratello e io abbassai subito lo specchietto per controllare.

"Stai bene, Faith" mi disse lei.

Scrollai le spalle. "Allora, con questo Wyatt?"

"Beh, il nostro incontro è stato puramente causale." Alzò le mani in aria. "Giuro di non averlo fatto apposta!"

"Che cosa?" chiese Isaac, ridacchiando. Ero contenta che quei due erano rimasti in buoni rapporti, si comportavano come ottimi amici, ridevano e scherzavano e a me andava più che bene.

"Praticamente stava passando davanti lo spogliatoio femminile, ma poi ho aperto la porta di colpo e gliel'ho sbattuta in faccia" raccontò.

Isaac ed io scoppiammo a ridere nello stesso momento, mentre Maya sbuffò. "Grazie, davvero, siete confortanti quanto Jenna quando è acida! E, comunque, gli ho chiesto scusa e lui ha accettato, insomma, a patto che gli pagassi un caffè al bar della palestra."

"Sono davvero contento per te Maya" le disse Isaac.

Battei le mani. "Si, anche io. E poi?"

"E poi abbiamo parlato e spesso ci incontriamo in palestra, stop" concluse, facendo spallucce. "Sai, a me va bene così. Questa volta, più le cose vanno lente e meglio è. Senza offesa, Isaac.

"Oh, figurati" borbottò lui. "Ma almeno abbiamo imparato che mettersi insieme dopo circa tre giorni di conoscenza non porta a nulla."

"Era una settimana, ma va bene lo stesso" lo corresse.

"Se avessi avuto più confidenza, avresti potuto proporgli di venire con noi, ma è stato meglio così, hai ragione tu" le dissi.

"E dove dormiva?" replicò subito mio fratello. "Nella vasca da bagno?"

"Beh, se avete l'idromassaggio non è male come idea" ribatté Maya. "Comunque va bene così, davvero. E poi non sono l'unica senza coppia, insomma, Luke, Charlotte e... e te e Jenna. Avete più parlato?"

Isaac scosse la testa, mentre girava a sinistra. "Spero di farlo stasera o comunque il prima possibile. Mi sento davvero una merda."

"Questa volta risolverete tutto, vedrai" lo consolai.

"Sarà un'estate perfetta" affermò Maya. "Jenna ha tolto il gesso, non ricevete più messaggi pedofili, sono single e quindi posso provarci con tutti e stiamo andando a Miami! Okay? Miami. Certo, voi sarete abituati, avrete visto anche la casa di Babbo Natale, ma io non mi sposto quasi mai da New York."

"Fidati, viaggiare con voi è molto meglio che viaggiare con gli Evans" dissi, appoggiando la testa allo schienale per sedermi meglio.

Arrivammo davanti casa White pochi istanti dopo, con la musica ad alto volume perché Maya voleva così e Isaac l'aveva accontentata per farla stare zitta. Scesi subito dalla macchina con uno scatto.

"Mi hai fatto venire il mal d'orecchie" mi lamentai.

Lei rise. "E allora? Aspetta stanotte."

"Ti metterò un sonnifero nel bicchiere" replicò Isaac, sorpassandola. C'erano già le auto di Travis e quella di Luke, macchina che Isaac stava fissando intensamente. Lasciammo le valige nella sua auto ed entrammo in casa senza bussare perché la porta era ancora aperta.

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