Tornare a casa sarà una cosa insopportabile. Già lo so. Posso immaginarmelo. Lasciare gli amici,il mare,la sabbia bollente che ti ustionava i piedi e soprattutto lui. Quel meraviglioso ragazzo che mi serviva sempre il cappuccino con la brioches al mattino presto. In queste due settimane non ho neanche mai saputo il suo vero nome. Dico 'vero nome' perchè tutti lo chiamavano con un soprannome a dir poco generico,"bel giovane". Per tutti quanti era solo il bel giovane del bar. Mi facevano venire la nausea. Ma il fatto è che non era neanche per il nome,ma come lo dicevano. Era insopportabile. Ma lasciamo stare gli altri,questa é la mia storia.

Era l'ultima giornata di mare e io e mia madre stavamo salutando tutti quelli con cui avevamo legato di piú,praticamente tutta Viserbella.
Avevo dimenticato la felpa in stanza,decisi cosí di tornare su al primo piano per riprendermela.
Mentre stavo entrando in ascensore ad un tratto qualcuno mi toccó la spalla,mi presi un colpo incredibile.
Mi voltai spaventata e rimasi senza parole. Era lui. Il "bel giovane",con un vassoio di caffè. In quel momento fare qualcosa di sensato era molto difficile; ero paralizzata.
Lui sorrise e dopo quel meraviglioso sorriso,non sapevo se ridere o piangere. Rideva perchè ero carina? O perchè avevo fatto una pessima figura? Ero nel panico piú totale.
Ad un tratto mi disse ridacchiando:
-"Sono cosí brutto?"
-"Ehm,nono ecco io...ceh insomma...vabbe lasciamo stare. A che piano vai?" Chiesi io balbettando come una mongola.
-"Primo grazie" Rispose lui sorridendo.
Schiacciai il bottone con scritto "1" e così dopo un instante,iniziammo a salire. Peró a distanza di due secondi, sentimmo un rumore insolito. L'ascensore si era bloccato.



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