//perdonate in anticipo gli errori.

Quando aprii gli occhi lentamente, ero appoggiata a qualcosa di strano. Non capivo cosa fosse. Richiusi gli occhi di scatto, non avendo ancora la forza di aprirli e continuai a sbattere la testa dov'era appoggiata.

"Faith" mugugnò Travis.

Sbarrai gli occhi e li alzai verso il suo volto. Solo dopo mi resi conto di avere la testa sul suo petto. Mi guardai intorno, poi guardai la sveglia: erano le nove e mezza del mattino.

Sbadigliai e mi riappoggiai a lui, osservandolo. Sembrava così perfetto anche appena sveglio, mentre io non avevo il coraggio di guardarmi allo specchio, dato che la sera prima non mi ero struccata.

"Buongiorno." Mi sorrise e io pensai non ci fosse buongiorno migliore.

"Buongiorno anche a te" mormorai, con la voce ancora impastata dal sonno. Travis aveva dormito con me perché glielo avevo chiesto io, avendo troppa paura che l'anonimo colpisse anche me, come con Jenna.

E in quel momento capii anche perché, appena sveglia, avevo riconosciuto un profumo familiare. Il profumo di Travis era il mio preferito.

"Tra mezz'ora dobbiamo stare in ospedale" mi fece notare, accarezzandomi un braccio.

"Da quanto sei sveglio?" chiesi.

"Mh, dieci minuti" rispose, tirando giù un forte sospiro. "Riesci a prepararti in mezz'ora?"

"Devo andare in ospedale, non ad un matrimonio, Trav" sottolineai. "E devo andare a trovare Jenna, quindi devo farcela per forza! Su, dai, in piedi."

"Sei tu che mi stai addosso" ridacchiò.

"Hai ragione" mormorai, tirandomi su con il corpo. Notai le lenzuola buttate in un modo disordinato in fondo al letto. Non ricordavo nemmeno se le avevo spostate con i piedi mentre dormivo o se magari le avevo tolte prima di chiudere gli occhi.

Mi alzai dal letto e Travis mi raggiunse subito. Mi circondò la vita con le braccia e mi stampò alcuni baci sul collo, regalandomi un fantastico buongiorno. Mi girai di scatto verso di lui e sorrisi, per poi baciarlo.

"Penso di non avere un ottimo alito" ridacchiò, sottovoce.

"Già, neanche io" replicai, con il suo stesso tono e sorridendo, come solo lui riusciva a farmi sorridere.

Mi stampò un bacio sulle labbra e si chinò per prendere la maglietta. La infilò al volo.

"Ti do dieci minuti per cambiarti, ti aspetto in macchina, così dopo andiamo da Jenna" disse. "Spero che Luke abbia davvero portato i cornetti."

Feci spallucce. "In tal caso abbiamo il bar." Gli stampai un altro bacio e corsi ad aprirgli la finestra. Lui si buttò e io rimasi ferma ad osservarlo, mentre correva sul prato fresco di mattina, verso la sua auto.

Si girò e mi fece il segno dell'okay, io scossi la testa ridacchiando e andai verso l'armadio. Afferrai dei semplici pantaloncini con una maglietta e li indossai al volo, buttando poi i panni della sera prima sul letto. Avrei sistemato tutto non appena tornata a casa. Infilai le scarpe e legai i capelli in una treccia al volo, mentre scendevo le scale. Sbuffai quando mi accorsi di avere una ciocca che mi incorniciava il viso, ma in fondo non importava. Come avevo detto a Travis, non era una cerimonia.
Mi assicurai che il viso fosse pulito e mi girai di scatto.
"Perché c'è la macchina di Travis, qui fuori?" Quasi saltai dallo spavento. Mio padre era seduto su una poltrona, stava sfogliando un quotidiano ed era di spalle a me. Mi guardai intorno, ma non c'era traccia di mia madre.

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