.I'm not afraid

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"Cosa pensi di fare a Natale tesoro?" domanda Anne, la madre di Harry. È una donna fantastica che in questi mesi si è presa molto cura di me, quasi come se fossi sua figlia. In queste settimane ho cercato di capire quel sentimento che si prova ad avere una mamma che ti vuole bene, che ti accetta per come sei.
"Non lo so. Io potrei andare anche a casa mia s..."
"Questa è casa tua. Ti ho detto mille volte di non preoccuparti di questo, sei la benvenuta" sospiro rassegnata. Ho provato due volte a ritornare in quel posto dove vivono Liv, James e Zayn, ma è difficile.
"Buongiorno piccola" vengo risvegliata dai miei pensieri da lui che mi da un caloroso abbraccio del mattino.
Arrossisco involontariamente sia per il gesto affettuoso sia per la presenza di Anne che ci scruta divertita e piena di felicità.
"Ma cosa hai preparato per colazione?" chiede dolcemente sedendosi accanto a me.
"Del semplice caffé tesoro, devo scappare al lavoro ora" da un bacio sulla fronte sia a lui che a me e poi se ne va. É sempre così impegnata, lavora costantemente.
"Harry"
"Mmm?"
"Se ti va possiamo andare a fare colazione da qualche parte insieme" sorrido dolcemente.
"Perchè no? Vado a vestirmi e vengo" annuisco per poi andare in salotto. Mi siedo accanto la finestra e guardo la pioggia cadere rabbiosa. Sembra quasi che il cielo si stia liberando di tutto quello che prova, cerca di far capire la propria rabbia al mondo, si sfoga, si libera. Amo i temporali, i fulmini, le pozzanghere, ma odio tenere un ombrello in mano; preferisco bagnarmi dalla testa ai piedi. Mi aiuta questo tempo, mi fa sentire meglio.
"Sono pronto piccola" gli do un bacio a fior di labbra prima di indossare il cappotto e andare.

"Sono Ross Lynch, vengo dagli Stati Uniti, ho 19 anni e..."
"19 anni?" chiede Melissa sempre troppo curiosa.
"Sono stato bocciato varie volte"
"Grande fratello!" urla Anderson in fondo all'aula.
"Tu per quale motivo? Perchè io sono stato costretto" aggiunge.
"Non ti ha obbligato proprio nessuno!" replico infastidita. Non l'ho mai forzato e non capisco perchè deve mettere in mezzo la questione, odioso.
"Sei solo una rompi cazzo!"
"Parla quello che non ne ha nemmeno uno!"
"Tu parli troppo"
"E tu non sai fare altro che prendertela con quelli più piccoli vero bocciato?"
Prima che possa aprire bocca vieniamo interrotti dal professore che ci caccia.
"Tutte e due dal preside appena finita la lezione! Ma vi sembra questo il modo!? Andate subito fuori!" sbuffiamo entrambi e usciamo dall'aula, lui provocando un rumore fastidioso sbattendo la porta.
"Ma stai calmo!"
"Parla quella che urla" ruota gli occhi al cielo e mi supera.
"Dove vai?" non risponde, continua a camminare verso il cortile.
"Me ne dai una?" sbatto le scarpe tra di loro nervosamente con le mani nelle tasche dell'enorme felpa e sguardo basso.
Prendo la sigaretta che porge e mi siedo accanto a lui.
"Sai che sei proprio un coglione? Hai da accendere?"
"Forse" scrolla le spalle e mi passa l'accendino.
"Voglio dire, non capisco. Ora saresti fuori da questa merda. Non avresti dovuto farti bocciare" aspiro.
"Io..." lo scruto in attesa del suo discorso.
"Ne avevo bisogno, avevo b-bisogno di stare accanto a te altrimenti non ce l'avrei fatta" guarda davanti a se incantato. Mi sento così in colpa.
"Andi"
"Si?"
"Io ti ho voluto bene, sei stato importante, non mi pento della nostra amicizia" sorrido dolcemente.
"Io..." ripete picchiettando la mano sulla fronte diverse volte. Mi preoccupo solo quando il viso gli diventa rosso ricorperto da lacrime. È disperato, ma fa bene. Era proprio quello che volevo: che si sfogasse nella maniera più liberatoria possibile, senza dare calci e pugni al mondo, solo piangendo.
Appoggio la testa sulla sua spalla, ma non prima di averlo abbracciato.
Restiamo così per vari minuti finché non si decide a parlare : "Scusa".
"Scusa"
"Tu non devi farlo Lexi"
"Sì, non avrei dovuto baciarlo. Ora magari le cose sarebbero diverse" scrolla le spalle.
"Ma non lo saranno vero?"
"Spiegati meglio"
"Voglio dire, continuerai a stare con quello, giusto?" ridacchio annuendo.
"Tu mi piaci, lo sai vero?" mi giro verso Andi per poi alzarmi.
"Dobbiamo andare" mi tende la mano che afferro e ci diregiamo in presidenza.

2 settimane dopo
"Sei felice"
"Sì" faccio un sorriso a trentadue denti
"Come mai?"
"Per noi, finalmente!" lo abbraccio.
"Scema" gli faccio la linguaccia.
Inizio a ballare e canticchiare una canzone a caso. Andi sorride guardandomi con quei suoi magnifici occhi verdi e segue i miei stessi movimenti.
"Sembri una scimmia" dice.
Scrollo le spalle per poi allontanarmi e prendere la rincorsa per saltargli addosso.
Come risultato ci ritroviamo a terra che ridiamo dal ridere, solo alla fine i nostri nasi si scontrano.
"Non mi sento affatto in imbarazzo per questo sai?" confesso sinceramente.
"Neanche io"
"Se lui lo sapesse non so se lo accetterebbe"
"Harry? Lo so, ma siamo solo amici. Se ti aspetti un bacio beh..."
"Non voglio un tuo bacio, ho paura che rovini tutto questo come anche l'altro" ridacchia nervosamente.
"Eh?" mi siedo.
"Come eh?"
"Andi! Spiegati cazzo!"
"Non mi piace pronunciare i loro nomi, ma parlo delle minacce di Harry e Zayn, no?" si gratta la nuca. Probabilmente perchè nessuno gli ha mai messo i piedi in testa e chissà che hanno fatto.
"Non voglio sapere le parole dette da loro, immagino siano stati duri, ma capisco soltanto adesso perchè non hai più beh sai... nell'ultimo periodo"
"Pensavo sapessi, eri così tranquilla"
"Ero tranquilla perchè non avevo paura alzassi le mani, no!?"
"Si ma loro l'hanno fatto con me!" si mette in piedi furioso. Si allontana dal parco percorrendo un lungo percorso da solo, per poi ritornare.
"Solo per sapere, tu che ne pensi?" vorrei scappare, rinchiudermi in una scatolina piccolissima e scoppiare.
"Hanno fatto bene" aggrotta le sopracciglia.
Questa volta lo raggiungo pronunciando quelle parole sincere, ma dure : " Sì, hai capito. Ti hanno fatto bene, te lo meritavi dopo tutto quello che hai fatto al mio corpo. Le tue mani che navigavano sempre su di me, bruciandomi, graffiandomi, facendomi male. Te lo meriti perchè almeno sai che significa sentirsi terrorizzati ogni volta. Quindi, Andi, tu hai paura di loro e io non ho paura, io non ho più paura. Non ho paura di te, di Harry, di Zayn o qualsiasi altra persona. Succeda quello che succeda. Io e te restiamo amici che loro lo vogliono o no e io sto con Harry che tu lo voglia o no"
Rimane a bocca aperta per un po', ma ormai me ne sono andata, lasciando che rifletta e capisca...
L'amicizia è così preziosa,ma abbiamo bisogno di persone che ci facciano capire il loro affetto, il loro vero e altrettanto bisogno di noi. Sentirsi soli fa schifo, quella voglia di andare, scappare, urlare. Sì. Urlare..."Sussurrando" le parole mai dette.

I'M NOT AFRAID, ANYMORE I'M NOT AFRAID.
-ALEX.

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