Maya si alzò di scatto e mi raggiunse. "Che-che vuol dire che ha avuto un incidente?"

"Che ha avuto un incidente, Maya, cosa cazzo vuol dire secondo te?" sbottò Aiden. Uscì da casa, sbattendo forte la porta. Chiusi gli occhi al botto e sentii i ragazzi alzarsi e venire verso di noi.

"Forza, andiamo" mi disse Isaac.

Uscimmo di casa e Travis chiamò Aiden. "Abbiamo ancora tre macchine, possiamo darti un passaggio, lo sai."

"Beh, cosa stiamo aspettando?" disse Isaac, tirando fuori le chiavi della sua auto. Entrai in macchina di Travis con lui, Maya, Luke e Sierra. Isaac, Cameron, Aiden e Charlotte presero un'altra macchina.

"Sai qual è l'ospedale?" chiese Sierra.

"Seguirò loro" gli rispose Travis. Notai che aveva appoggiato il mio telefono vicino il cambio marce, così lo presi al volo e lo misi in tasca cercando di non farmi vedere. Lui non mi notò, troppo impegnato ad aspettare che Isaac partisse per primo.

Partimmo anche noi. Notai Luke lanciarmi un'occhiataccia dallo specchietto, ma non me ne importò molto. Rigiravo il telefono tra le mani, troppo nervosa e agitata per poter parlare. Le parole si bloccavano in gola, non riuscivano ad uscire, forse perché ero davvero senza parole.

Davanti l'ospedale, Maya, Sierra e Luke scesero al volo e io stavo per fare lo stesso, quando Travis bloccò gli sportelli. Ripartì velocemente.

"Dove stiamo andando?" chiesi, la mia voce rabbrividiva.

"So che hai preso il telefono" disse, guardandomi.

"Travis, voglio vedere come sta la mia migliore amica, non tornare a casa!" urlai.

"Non ti sto portando a casa, stiamo andando alla centrale di polizia" replicò, lanciando un'occhiata allo specchietto retrovisore. Lo aggiustò meglio e continuò a guidare. "Perché non mi hai mai parlato di questo ragazzo?"

"Io..." Deglutii, mentre quella domanda si ripeteva più volte nella mia mente. "Non-non ne ho mai avuto il coraggio" conclusi.

Lui sbuffò. "Cosa significa che-"

"Avevo paura che potesse farvi del male" dissi. Le lacrime stavano riempiendo i miei occhi, quasi non vedevo più. Chiusi gli occhi. "Avevo paura che fosse qualcuno di pericoloso. Io penso di averlo visto al prom, vestito da diavolo, ed era anche in spiaggia. E ho avuto paura potesse farti del male, fare del male ai bambini o rovinare il matrimonio di tua sorella." Mi scapparono altre lacrime, sembravo una bambina di quattro anni. "O forse avevo solo paura che potesse succedere qualcosa anche a me, non-non lo so."

Aprì la bocca per parlare, ma non ne uscì nulla. E, se avesse voluto parlare, la suoneria del mio telefono lo bloccò.
"S-sarà Maya" balbettai. Lo accesi e andai a leggere il messaggio, rabbrividendo subito.

"È lui, vero?" mi disse.

"Sì" risposi, rileggendo più volte la risposta nella mia mente. Mi ordinò di leggerla, così feci.

È stato davvero un incidente? Ti avevo avvertita, piccola Evans. Mi conosci, sai come sono fatto, o almeno fisicamente, e sapevi anche che se non avessi fatto tacere la tua amica, ci avrei pensato io.
Complimenti per averla uccisa.

"Travis, ti prego fermati da qualche parte" dissi, ferma. Il telefono mi cadde dalle mani subito dopo aver letto la frase ad alta voce. Subito dopo aver realizzato tutto. Travis accostò bruscamente davanti ad un bar, in un posto per disabili perché a quell'ora era l'unico libero.

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