" Non hai buttato giù neanche un misero birillo. " mi rinfacciò Harry, tenendo la sua palla blu cobalto con una mano.

" Fammi vedere quello che sei in grado di fare, maestro. " feci una smorfia e, lui sorrise mettendosi in posizione.

" Ed... " lasciò cadere la palla " È strike! " urlò avvicinandosi al tavolo, per fare una pausa con la sua lattina di birra.

Rebecca era seduta e squadrava Harry attentamente. Il tacco delle sue scarpe colpiva perennemente il sedile di velluto su cui era seduta. Cercavo di capire cosa stesse facendo.

" Smettila di guardarmi. Sembri più matta del solito. " Harry le diede una bottarella sulla sua fronte.

" Rifallo e ti raso i capelli di notte. " Rebecca si alzò, arrivando quasi alla sua altezza, grazie ai trampoli.

" Non ti farei entrare in casa mia nemmeno se mi regalassi un lingotto d'oro. " ribatté lui.

Niall sospirava pesantemente al mio fianco, e cercava di trovare la palla più adatta a se stesso.
Ne prese una verde con tre stelline dorate sopra.

" Non la smetteranno più, lo sai vero? È meglio se uno di noi due li andasse a distrarre. E io ho le mani occupate, quindi. " mi mostrò la palla.

" Certo, quindi tocca a me fare il lavoro duro. "

Harry e Rebecca continuarono il loro litigio bambinesco fino alla fine della serata, né io né Niall riuscimmo a farli stare calmi per un minuto.

Pensavo che, se lui era ancora così bambino come poteva crescerne uno tutto suo? Questo dubbio mi sorgeva spesso.
Quella sera mi portò a casa e, dopo aver toccato la mia pancia, mi salutò con un semplice ciao e andò via.
Lui era lì con me per il bambino, era chiaro.

Alle 6.21 la mia sveglia prese a fare baccano; il bello è che non avevo mai puntato la sveglia a quell'ora.
Mi alzai e mi voltai verso la porta, sentendo dei rumori.

" Harry cosa diavolo mi hai portato? " gli occhi mi si chiudevano da soli ed ero troppo stanca per picchiarlo.

" Una palla per fare ginnastica. " rispose sorridente.

" Avevo notato la tua stupida. Palla. Rosa. Fluorescente. Enorme. "

" In questa casa vi nutrite di soli yogurt acidi o l'acido scorre direttamente nelle vostre vene? " entrò nella camera, con la palla sottobraccio e chiuse la porta. " Mike camminava con gli occhi praticamente chiusi, viene a sbattermi contro e se la prende anche? Ma che... " scosse la testa.

" Hai sabotato tu la mia sveglia? " domandai con gli occhi stretti a fessura.

Adesso volevo frantumare quell'adorabile sveglia rosa, con i glitter dorati, che era stata mia sin dall'età di sei anni. La mia dolce buongiorno la chiamavo.

Già, che dolce risveglio.

" Forse. " si coprì la faccia con le mani.

" Sono incinta e stanca. Perché. Lo. Hai. Fatto? "

" Volevo portarti questa palla. " mi lanciò la palla colpendomi la testa, facendola sbattere contro il muro. " Stai bene? " rise.

" Quella palla... sai bene dove puoi mettertela. " serrai le labbra per evitare di imprecare.

" Ah ah, bambina cattiva. Non si dicono queste parole allusive. "

" Non stavo alludendo. Ti stavo semplicemente dicendo quello che dovevi fare. "

" Non parlare così, potrebbe sentirti. " mi rimproverò toccando, ovviamente, la pancia.

Era la sua fissazione. Non smetteva di toccarla.

" Vai sotto e, prendi una tazza di latte, anzi... il succo di... non lo so scegli tu. Poi devi portare anche qualcosa da mangiare. I biscotti. Si, voglio i biscotti alla crema. "

Mi guardò perplesso.

" Sono diventato il tuo schiavo? No, che non ci vado. Scendi dal letto, fai le scale e mangi come tutte le persone normali. In cucina. " gesticolò.

" Sei uno stronzo. E non sei per niente premuroso. " sputai molto infastidita, scendendo dal letto e uscendo dalla stanza.

Mentre mi abbuffavo di biscotti alla crema, mi venne in mente un'idea geniale.
Sia per fargliela pagare, ma anche per aggiustare le cose. Non mi andava più bene così.
Organizzai tutto perfettamente.
Una volta aver terminato di far colazione, tornai in camera, con una sorpresa.

" Entra, torno subito. " dissi a Louis, che entrò e, quando lo vide stava per balzare fuori dalla stanza, ma con un rapido gesto chiusi a chiave la porta.

" Cosa cazzo vuol dire questo? " urlava Harry. " Apri questa porta. "

" Caitlyn apri. " diceva Louis colpendola.

" Potrei sfondarla da un momento all'altro. " disse Harry.

" Non lo farei se fossi in te, mia mamma sarebbe molto lieta di andarti a denunciare... quindi, ecco. Adesso parlate. Ad alata voce voglio sentirvi. "

Le voci non si sentirono subito, ma i loro sbuffi pieni di fastidio e rabbia assolutamente si.

" Potrei lasciarvi qui e andare a scuola, quindi prendete una decisione. " comunicai.

Harry: " Ciao. "

Louis: " Ciao. "

Ottimo passo.

" Scusa se ti ho rotto un braccio. " le scuse di Harry non sembrava provenissero dal suo cuore, ma almeno si era scusato.

" Scusa se ti ho spaccato la testa. " rispose Louis.

Harry: " Sono solo due punti, non mi hai aperto la testa a metà. "

Louis: " Ovvio, saresti morto. "

" Pensavo mi avresti ucciso. " iniziò a scherzare Harry.

La tensione tra loro si stava affievolendo.

" Oh, non sai quanto ci ho pensato io. Mi sono buttato addosso a te come un wrestler. "

Harry: " Si, infatti hai spaccato un tavolino e una sedia. "

" Li aggiusterò. "

Quanto era bello sentirli parlare insieme. Parlare e non litigare. Erano due così grandi amici. Non potevano stare divisi. Avevano un rapporto simile a quello mio e di Rebecca.

Aprii la porta.
Si strinsero la mano e si diedero una pacca a vicenda sulla schiena, per poi voltarsi verso di me con uno sguardo da serial killer.

" Non mi ringraziate? " chiesi.

Dissero che lo fecero per ringraziarmi, m probabilmente lo fecero solo per loro stessi. Mi portarono in una pasticceria e, facemmo tutti e tre colazione ( per me doppia ) con una fetta di torta. La mia torta era deliziosa ed estremamente soffice, una torta al cioccolato con un cuore di cioccolato fuso.
Harry prese la mia stessa torta, mentre Louis prese quella al mango, affermava che fosse ottima.

" Lo chiamerete Louis, vero? " addentò la torta.

" A quanto pare si chiamerà; Niall Liam Zayn Louis Styles. " rise Harry.

" Wow!  È strepitoso e unico come nome. " annuì Louis.


A strange proposal » H.S. [CORREGGERE]Leggi questa storia gratuitamente!