Rientrai in casa. Erano quasi le dieci, quindi pensai di trovare Isaac a dormire. E, infatti, fu così.

Non c'era traccia di nessuno in salone e la cucina era troppo pulita e ordinata. I miei erano al lavoro come sempre, ci eravamo praticamente alzati insieme quella mattina.

Salii le scale e aprii la porta della camera di mio fratello. Aveva la finestra aperta e il condizionatore della sua stanza spento. Le lenzuola aggrovigliate quasi per terra, la bocca semi-aperta. Iniziò a mugugnare qualcosa, poi si girò dall'altra parte, con le mani che sembravano abbracciare il materasso. Non persi occasione. Presi la rincorsa e saltai sul suo letto. Dato che io e Jenna avevamo dimenticato lo stretching, quello non mi avrebbe fatto male.

"Buongiorno!" esclamai.

Lui mugugnò parole incomprensibili.

"C'è una ragazza al piano di sotto che vorrebbe parlarti" gli sussurrai.

"Davvero?" chiese, stropicciandosi gli occhi con una sola mano. "Chi è?"

"Marion vuole sapere come vuoi le uova" risposi, scoppiando a ridere.

Prese uno dei due cuscini che usava e me lo tirò in faccia. "Fanculo. Si sente che sei andata a correre"

"Davvero? Grazie" risposi. "Forza, alzati. Stasera verranno i ragazzi a casa per parlare della partenza."

"Certo, glielo dici tu a mamma e papà?" chiese.

"Sono a cena con i genitori di Noah, io so la loro agenda a memoria, ormai" risposi. "Alzati, Isaac."

"Comunque alla colazione ci penso da solo, ho sognato di mangiare un cornetto e penso di volerlo sul serio" disse, mentre sbadigliava.

"Forte, io ho sognato di andare al college con metà del cast maschile di una serie che amo" mormorai, sdraiandomi accanto a lui.

"Ripeto: si sente che hai appena corso" mugugnò. "E, tranquilla, non dirò a Travis dei tuoi sogni proibiti."

Gli scagliai il cuscino contro e mi alzai di scatto. "Vado a farmi una doccia."

"Fai bene" rispose.
Avrei voluto dirgliene di tutti i colori, ma lasciai perdere. Corsi in camera a prendere il cambio e in poco tempo mi ritrovai sotto il getto dell'acqua fredda. Dopo aver corso, non sopportavo sentire l'acqua calda. Mi serviva qualcosa che mi svegliasse un'altra volta.

Non appena fui pronta, tornai al piano di sotto. Isaac stava facendo colazione, mentre sgranocchiava alcuni cereali al cioccolato. Mi buttai accanto a lui sul divano e ne presi un po'. Decisi di mandare i messaggi a Charlotte, Maya, Sierra e Travis. Travis fu l'unico a rispondere subito.

È inutile avvisare Luke, ha cambiato numero. Comunque, sai che verrò prima, vero?

Sorrisi. Ti aspetto.

****

Sentii suonare alla porta, così corsi ad aprire. Travis era davanti a me, con un sorriso stampato in faccia. "Scusa se ho fatto tardi."

"Quando mi hai detto di venire prima, non pensavo dieci minuti prima" ridacchiai.

"Ho avuto un imprevisto alla macchina" mi spiegò, lasciandomi un bacio sulle labbra. Chiuse la porta alle sue spalle e avanzò verso di me. "Tuo fratello?"

"È di sopra" risposi, sorridendo timidamente. Non sapevo neanche il motivo.

Mi strinse a sé e fece scontrare le nostre labbra, presi il suo volto tra le mani, mentre lui approfondiva ancora di più il bacio. Indietreggiai, fino a sbattere contro il divano e quasi cascarci all'indietro.

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