Era passata una settimana da quando i ragazzi si erano diplomati. Ma non erano successe poi così tante cose.
Anzi, si era accesa una routine che non mi dispiaceva, ma mi stancava da un'altra parte. Mi alzavo la mattina tardi, stavo con Travis o le ragazze, pranzavamo e continuavamo a stare insieme e poi tornavo a casa.
Non che la cosa mi dispiacesse, forse mi aspettavo soltanto qualcosa di più divertente.

Quel giorno, Central Park non era pieno di gente come immaginano. Genitori che giocavano con i propri figli, signori anziani che passeggiavano all'ombra, ragazzi che portavano a spasso i cani. E, infine, io e Jenna.

Avevamo iniziato a camminare come esercizio fisico quando avevamo capito di non avere nient'altro di meglio da fare. Erano giornate piene di sole e la scuola era giunta al termine. Per quello avevamo iniziato. Poi, quando avevamo visto due signore anziane correre del tutto, abbiamo deciso di darci al jogging e all'aria fresca del parco.

Sospirai e mi fermai, respirando a pieno l'aria. Poi, mi girai verso Jenna.

"Luke ti ha stancato troppo ieri sera?" ridacchiai, mentre mi sistemavo meglio i lacci delle vecchie scarpe.

"Ah-ah" disse, raggiungendomi. "Da quando battute del genere sono alla tua portata?"

"Ah-ah" ripetei. "Forse mi state influenzando troppo."

Scoppiò a ridere. "Luke ed io non facciamo più nulla, ormai."

"Perché?" chiesi, stranita.

"Diciamo che siamo in pausa" rispose. "Ieri sera ne abbiamo parlato meglio e abbiamo deciso di prenderci una pausa."

"Aspetta" la fermai. "E me lo dici così? Con tutta questa tranquillità?"

Lei annuì, appunto, tranquilla. "Senti, Faith, se la nostra relazione doveva continuare con le sue occhiatine ad ogni ragazza o ad ogni suo cedimento ad un flirt, allora una pausa è davvero quello che ci vuole. Perché posso passarci una volta, due. Ma non una terza. Luke non è pronto per una relazione seria e lo ha ammesso. E a me va bene così. Siamo amici, andiamo d'accordo, possiamo continuare ad uscire insieme senza baciarci. È okay. Siamo in pausa. Quando lui si deciderà a scegliere una ragazza tra le tante, può farmi uno squillo."

"Non hai tutti i torti" ammisi. Se Travis avesse iniziato a cedere ad ogni ragazza, anche se non si trattava comunque di andarci a letto, mi avrebbe dato fastidio. Era il mio ragazzo, non di certo il loro. "Però mi dispiace, sembravate così perfetti insieme."

"La perfezione inganna" replicò lei, alzando le spalle. "E non mi dispiace esser tornata single. Non è poi così male quando ci ritorni. È come se sei appena uscito da un luogo caldo all'aperto. Cambia tutto!"

"Contenta te" mormorai, sorridendo. "L'importante è che non sei triste o-"

"Te l'ho detto: siamo amici. A me non potrebbe andare più che bene, anzi, mi sarebbe dispiaciuto perderlo, dopo tutto... sai cosa."

"Beh, avete sempre avuto un ottimo rapporto" concordai.

"Sai se Maya ha conosciuto Wayne?"

"Non era Wyatt?"

"Sì, insomma, il tipo con la W" rispose. "Alla consegna dei diplomi sono stata decisamente troppo brutale! È solo che pensavo stesse cercando qualcuno per provare a stare bene. E non vorrei che stesse male un'altra volta."

"Perché non glielo hai detto?" le dissi.

"Mi conosci, prima apro bocca, poi apro il cervello" rispose, riprendendo a correre. La seguii subito. Una volta pensavo fosse stressante e noiosa la corsa. Invece mi rilassava davvero e riuscivo a svuotare la testa e basta, non pensavo più a nulla. Come una sorta di medicina o droga, solo più efficiente.

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