CAPITOLO UNO

Settembre 2008

Daniel guardò attentamente il monitor e vide il dito della dottoressa che gli indicava i contorni di sua figlia. Non riusciva a sentire nulla di ciò che lei stava dicendo. Spostò lo sguardo sulla sua ragazza e la osservò attentamente: se ne stava distesa sul lettino col pancione nudo in bella mostra.

L'aveva notata subito, appena lei e le sue amiche si erano trasferite nell'appartamento accanto al suo. Elizabeth o Elle era quella più esuberante, che non smetteva mai di parlare e che aveva un opinione su qualunque cosa; Savannah era la ragazza più forte, quella che vedeva ciò che agli altri sfuggiva, che riusciva a leggerti la mente. La sua Samantha invece era quella che rimaneva sempre un po' ai margini, parlava poco con gli estranei e se si accorgeva di essere osservata faceva di tutto per scappare. Guardando il suo viso paffuto e felice, non sarebbe mai riuscito a quantificare quanto l'amava.

«Ora sentiamo il cuoricino»

Dan rimase immobile per alcuni secondi. Ascoltando quel suono si rese conto di ciò che negli ultimi mesi non aveva mai avuto il coraggio di ammettere. Come stupito da se stesso si portò una mano alla bocca, iniziò a sentire una sorta di velo freddo che lo avvolgeva. Quando riportò gli occhi su Samantha, la vide mentre lo guardava. I suoi occhi avevano perso la felicità di poco prima. Aveva capito.

...

Una volta usciti dall'ascensore Dan cercò di dirigersi verso l'appartamento delle ragazza, ma Samantha lo prese per mano e lo portò verso l'appartamento che condivideva con suo fratello James. Una volta entrati in casa, lei si assicurò che fossero soli e poi rimase li a guardarlo. Quei bellissimi occhi marroni che fino a qualche ora prima lo guardavano con amore, adesso sembravano pugnalarlo.

«Daniel sto aspettando»

«Avevi ragione tu è troppo preso. Non voglio avere un figlio ora»

«Una figlia Dan. Lei è una bambina»

«Sam, Io ...»

«Cosa?! Cosa vuoi dire?! Abbiamo passato un interno anno a discutere di quest'argomento. Ti avevo detto che era presto, che era meglio aspettare perché siamo giovani. Ma tu no, tu volevi un figlio subito e alla fine mi hai convinta che era la cosa giusta da fare»

Samantha stava faticando a mantenere il controllo. Poi sentì un leggero movimento dentro di sé e istintivamente portò una mano sul pancione. Sentiva il bisogno di rassicurarla, di farle capire che sarebbe andato tutto bene.

«Sam lo so che ero io a volerlo però ... dai non è un problema»

«Sono al sesto mese di gravidanza e tu pensi che non sia un problema»

«Possiamo darla in adozione. Credo che sia la scelta migliore. Io e te continueremo ad avere una vita felice insieme, ci sposeremo la prossima estate come avevamo già deciso e magari tra qualche anno potremmo pensare di avere dei figli. L'adozione e la scelta migliore per tutti, insomma pensa a come crescerà sapendo che ci ha rovinato la vita e che noi non l'amiamo»

Dan si avvicinò a Samantha e le prese le mani. Le sorrise come aveva fatto mille e mille volte, si chinò verso di lei con l'intenzione di baciarla, ma Sam si tirò indietro.

«Chi ha mai detto che io non la amo» lei si staccò da lui e tornò verso la porta

«Sam»

«Sei libero Den, vivi la tua vita e io vivrò la mia con mia figlia». Samantha uscì dall'appartamento e si richiuse la porta alle spalle, si accarezzò il pancione e la senti muoversi ancora «Non ti preoccupare tesoro, andrà tutto bene, resterò con te per sempre»

...

Samantha era distesa sul lettino della sala parta, era stanca e sudata, ma quando vide per la prima volta la bambina tutto il doloro scomparve all'improvviso. Era grinzosa e rossa, aveva la testa avvolta da una peluria nera, la pelle morbidissima e gli occhi socchiusi. Se ne stava buona sul suo petto con i pugnetti chiusi. Samantha sentì le lacrime che iniziavano a scendergli agli angoli degli occhi, non riusciva a smettere di sorridere. Si voltò verso suo fratello e lo vide piangere

«Chris» lui si avvicino a sua sorella e le accarezzo la testa. Guardò la sua nipotina. Avvicinò una mano a lei e si rese conto di guanto fosse piccola e indifesa

«Che nome hanno scelto le ragazze?»

«Sophia»

...

Sam uscì dalla sua camera e si diresse verso il soggiorno. Chris stava finendo di appendere gli ultimi palloncini, mentre James sistema una coroncina di plastica sulla testa della nipotina.

«Sei bellissima. Sei la bambina più bella del mondo» James le diede una bacio sulla guancia paffuta e la bambina iniziò a ridere.

Sentì la porta dell'ingresso aprirsi, si affacciò in corridoio e vide Elle che teneva la porta, mentre Sav cercava di far passare la torta di compleanno attraverso la porta.

«Forse l'anno prossimo sarà meglio prendere due torte di compleanno medie, invece che una gigantesca»

«James liberare il tavolo in cucina» le ragazze fecero passare la torta attraverso la porta e la portarono in cucina.

Samantha si avvicinò alla sua bambina e la prese in braccio. La piccola la guardò con i suoi due occhioni azzurri e le strinse le braccia paffute intorno al collo.

«Non ci posso credere che hai già un anno amore» Samantha strinse forte la bambina a sé e le baciò il nasino

«Ti voglio tanto tanto bene tesoro»

«Mamma bene»

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