capitolo 2

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Si alzò e si precipitò verso gli interruttori situati alle sue spalle, accendendo tutte le luci appena li raggiunse. L'ufficio s' illuminò e il rumore cessò di colpo. Marta non vide nessuno.
«Saranno stati dei rumori dal piano di sopra...» pensò prendendo un po' di coraggio.
Si diresse lungo il corridoio verso l'uscita. Arrivata in fondo si guardò intorno: alla sua sinistra si trovava la stanza con la stampante e la fotocopiatrice, alla sua destra l'ufficio del Dott. Alessi, il suo capo. Si diresse a sinistra.
La porta era socchiusa e dalla stanza buia intravide i led della stampante che lampeggiavano. L'unico rumore che si udiva era il tremolio dell'alimentatore elettrico. Accese la luce e illuminò la stanza vuota. Si girò e andò verso l'ufficio del suo datore di lavoro. Provò a entrare, ma era chiuso a chiave. Accostò l'orecchio alla porta. Dall'interno non proveniva alcun rumore.
Si rilassò e tornò alla sua scrivania: le rimanevano ancora sette schede da inserire nel database.
«Ok, finiamo questo lavoro e andiamocene a casa...» disse alla stanza vuota. Riprese il suo lavoro e in dieci minuti riuscì ad inserire i dati di sei clienti. Salvò il file (questa volta in duplice copia, anche sulla sua chiavetta USB) e prese l'ultimo foglio. Alle sue spalle avvertì chiaramente la voce di una bambina.

«Ciao!»
Marta rimase immobile, paralizzata dal terrore, con una mano appoggiata al mouse e l'altra sospesa a mezz'aria sopra la tastiera. Nel suo monitor intravide il riflesso di una figura alle sue spalle. La mano con cui teneva il mouse iniziò a tremare e la freccia del puntatore sul monitor iniziò a muoversi velocemente da destra a sinistra.

«Vuoi giocare con me?» si sentì chiedere da una vocina infantile alle sue spalle.

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