2.

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"Mi mancherai, sai?" Zayn mi osserva mentre tento di far stare tutti i miei vestiti nella valigia forse un po' troppo piccola che ho usato per il viaggio. È seduto sul letto che da domani non sarà più mio e giocherella con la collana che porta al collo.

"Anche tu" gli rispondo. Mi fermo solo un attimo per lanciargli un'occhiata. Ha i capelli arruffati e il viso appena sorridente, è sveglio da poco meno di un'ora. Anche a me mancherà. Mi mancherà vederlo la mattina appena sveglio, prenderlo in giro perché è un disastro in cucina, mi mancherà persino alzare gli occhi al cielo quando mi fa notare che è molto più alto di me. Sarà difficile riabituarmi a parlargli solo attraverso una chat. "Ci vedremo presto, però. Abbiamo... abbiamo un contratto, ricordi?" mi mordo appena il labbro inferiore, sentendo le guance diventarmi più calde.

"Come potrei dimenticarlo?" si alza e, dopo avermi fatto segno di sedermi sulla valigia, chiude la zip. Subito dopo si posiziona davanti a me e si passa una mano tra i capelli "mi hanno chiesto di salutarti come si può dire... affettuosamente".

"Cioè?" gli chiedo, lasciandomi scappare una risatina. Spero non si tratti di niente di imbarazzante.

"Cioè tu sei la mia ragazza, ricordi?" imita il tono di voce che ho usato io pochi attimi fa e appoggia le sue mani sui miei fianchi "cercherò di sembrare dolce e tutto il resto".

"Beh, buono a sapersi" alzo gli angoli delle labbra in un sorriso e lo guardo in quegli occhi castani di cui sentirò la mancanza non appena salirò sull'aereo. Il volo è tra poche ore, tra non molto io e Zayn dovremo uscire di casa e andare in aeroporto. Non so quando ci rivedremo, ma sono sicura che se non saremo noi due ad organizzarci, saranno i suoi manager a pensarci. Non mi stupirei se mi imponessero di volare fino a Bradford ogni giorno dopo la scuola, onestamente.

Zayn sospira appena e sposta lo sguardo sulla parete dietro di me, mi chiedo se anche per lui sia tutto così difficile. Il pensiero di separarci tra poco e di stare lontani per giorni è snervante, rimarrei qui volentieri.

"Forse è meglio uscire di casa adesso" mi propone, la sua solita allegria è totalmente assente in queste parole pronunciate contro voglia "è già capitato che uno dei due perdesse l'aereo". Mi fa un occhiolino e io sorrido al ricordo.

La prima notte che abbiamo passato insieme, quando lui è venuto da me senza dirmi niente ed è rimasto al mio fianco fino alla mattina dopo. Ricordo ancora quando è sparito dietro la finestra della mia stanza dopo avermi lasciato un bacio sulla fronte. Lo ricordo come se fosse appena accaduto.

E così qualche minuto dopo ci troviamo nella sua auto, diretti verso l'aeroporto, che dista circa un centinaio di kilometri. Nessuno dei due parla durante il tragitto, ma il silenzio non è di quelli pesanti, non è per niente di quelli che vuoi far di tutto per riempire. È il tipo di silenzio a cui non servono parole.

"E quindi siamo arrivati" mormora Zayn, non appena spegne il motore "probabilmente lì dentro l'attenzione sarà puntata su di noi, per questo ho deciso di prendere un po' di tempo per salutarti. Intendo che qui ci siamo solo noi due e non abbiamo bisogno di recitare".

Annuisco e non dico niente, non voglio interromperlo.

"Non so bene cosa dire" una risata imbarazzata gli esce dalle labbra, facendolo sembrare più dolce di quanto sia di solito "è che non vorrei vederti partire".

"E io non vorrei vederti rimanere" ammetto. Vorrei potesse venire con me ad Upton, forse non faremmo tutte le cose meravigliose che abbiamo fatto qui a Bradford, ma renderebbe tutto più facile.

"Proverò a non farti sentire la mia mancanza" accenna un lieve sorriso, uno di quelli da far mancare il respiro.

"Come?"

"Ti riempirò di messaggi, ti sembrerà di avermi lì con te" ride, anche se quel suono non è del tutto sincero. Distolgo lo sguardo da lui e lo porto sulle mie mani, sull'orologio che ho al polso leggo che al mio volo manca poco più di un'ora, è il momento di andare. Lo dico a Zayn, che torna serio. Prende un respiro profondo, ma prima di scendere dall'auto si volta verso di me. "Dobbiamo fargli credere di essere innamorati, dai il meglio di te" dice, con il suo solito tono sarcastico.

Che la recita abbia inizio.

Ci prendiamo per mano e, trascinando la mia valigia, iniziamo a camminare verso l'ingresso. Per un attimo penso di essere fortuna, l'aeroporto sembra quasi deserto in confronto a come me lo aspettavo. È solo dopo aver superato il check in che inizia l'inferno.

Decine o, forse centinaia, di fotografi sono ammassati nello spazio che pare essersi ristretto, per un momento mi sembra quasi di soffocare. Zayn mi stringe un po' più forte la mano, mentre io cammino di fianco a lui in silenzio. Ad ogni passo domande confuse mi vengono poste, ma preferisco non rispondere. Vorrei solo mandare via tutti e passare questi ultimi istanti da sola con lui, ma è inutile dire che non è possibile.

Ci fermiamo solo quando arriviamo davanti al nastro che Zayn non può superare. Alzo lo sguardo verso di lui, consapevole che tutti gli occhi sono puntati su di noi. Mi sento come paralizzata, non so cosa fare. Cerco di farlo capire a Zayn, che senza esitare mi attira a sé, stringendomi in un abbraccio.

Chiudo gli occhi, tentando invano di rilassarmi. Respiro il suo profumo, mentre sento le sue braccia avvolgermi i fianchi. Non pensavo che sarebbe stato così difficile.

"Sta tranquilla" sussurra piano, in modo che io sia l'unica a sentirlo "tra poco andrai dall'altra parte del nastro e lì non ci sarà nessuno".

Annuisco appena, percepisco il suo respiro sulla mia pelle, talmente è vicino. "Scrivimi non appena arrivi, così saprò che sei sana e salva".

Mormoro un debole "okay", ma non accenno a lasciarlo andare e per un po' non lo fa nemmeno lui. Solo un paio di minuti dopo lo sento allontanarsi appena.

"È ora" mi dice, poi mi lascia un bacio sulla fronte, come fa ogni volta che dobbiamo salutarci.

"Sì" abbasso lo sguardo, non voglio proprio andare.

"Allora ci sentiamo più tardi" mi passa la mia valigia, che mi affretto ad afferrare "ti voglio bene, non dimenticarlo".

"Neanche se lo volessi" accenno un sorriso "te ne voglio anche io, Zayn".

Sembra che lui stia per aggiungere qualcosa, ma poi scuote la testa. Ci scambiamo un ultimo abbraccio, poi inizio a camminare verso il mio gate.

Sarà tutto più complicato del previsto.

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Private chat è al secondo posto in storie brevi. Continuo a non sapere come ringraziarvi.

Se vi va, passate a leggere la nuova one shot di zaynsthink, si intola Colors ed è stupenda. Sono sicurissima che piacerà anche a voi❤

Fake relationship (Private chat sequel)Dove le storie prendono vita. Scoprilo ora