4 || Una staffetta da capogiro (R)

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«Quanto amo le giornate di sole come questa!» esclamò Sam, portandosi le mani dietro la nuca e schiudendo le labbra in un lieve sorriso.

Quel giovedì mattina il sole risplendeva su tutta Stamford, l'aria profumava di funghi e foglie secche. L'autunno era iniziato già da un pezzo, eppure la temperatura era così piacevole che sembrava essere in una giornata di inizio primavera, e la pioggia fitta di un paio di giorni prima era ormai un lontano ricordo.

Dopo aver pranzato in sala mensa insieme a Ted, Perla e Sam avevano deciso di godersi il resto della pausa pranzo nei giardinetti che si trovavano nei pressi del campo da football, in attesa che la campanella suonasse l'inizio dell'ora di ginnastica. Erano distese l'una di fianco all'altra ad occhi chiusi, lasciandosi inebriare dalla piacevole sensazione data dal tepore dei raggi solari che accarezzavano i loro volti.

«Anche io» concordò Perla, sospirando profondamente. «Resterei qui tutta la vita.»

«E pensa che quell'idiota di Ted ha preferito andare a un incontro con i secchioni di chimica, piuttosto che venire con noi.»

La bionda ridacchiò e aprì un occhio, tirandosi su sui gomiti. «Sei gelosa, per caso?»

«Gelosa? Io? Come ti viene in mente?» esclamò l'altra con le guance in fiamme. «Io non sono gelosa. Perché dovrei esserlo?»

«Perché sei stracotta di lui, ecco perché!»

«Ah, questa è bella!» Sam si alzò in piedi con un balzo e si pulì i pantaloni con le mani. «Ma che ti sei fumata stamattina a colazione?»

Il suono acuto della campanella impedì a Perla di proseguire quella discussione. «Salvata dalla campanella» mormorò, alzandosi in piedi.

«Gnè gnè» le fece il verso Sam, e lei non poté fare a meno di ridere.

Strinse la mano che le stava porgendo l'amica e si alzò in piedi; poi si avviarono verso gli spogliatoi femminili della palestra. Non appena aprirono la porta arancione dello stanzino, vennero invase da un profumo di deodorante alla lavanda, misto a un insopportabile fetore di piedi.

«Non oso immaginare la puzza che ci dev'essere nello spogliatoio maschile» esclamò Sam con una smorfia.

Cercando di ignorare quell'odore, Perla si spogliò dei jeans e della camicetta rossa che indossava per sostituirli con un paio di leggings neri e una maglietta bianca a maniche corte con il logo della Stamford High stampato al centro. Guardò la sua migliore amica, che aveva indossato dei pantaloncini color grigio topo e una maglietta dei Red Hot Chili Peppers, e uscirono dallo spogliatoio a braccetto. In pochi minuti raggiunsero la pista di atletica leggera, che faceva da perimetro all'enorme campo da football in cui i Black Knight si stavano riscaldando per l'allenamento.

Un fischio acuto attirò l'attenzione delle due, e la figura tarchiata del professor Blake entrò nel loro campo visivo.

«Buon pomeriggio, ragazzi» esordì l'uomo, sistemandosi il berretto rosso che teneva sulla testa pelata. «Questa mattina, divisi in gruppi da quattro, parteciperete a una staffetta. Questo è il testimone» continuò, mostrando agli studenti il bastone di plastica lungo una trentina di centimetri che teneva in mano, «e dovrete passarvelo, senza mai farlo cadere.

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