Avanti ragazza, affronti vampiri tutti i giorni, puoi sopportare anche questo.
Metto un piede sopra al metallo ed immediatamente, mi sento portare in alto, verso il piano superiore -Non capisco il senso-
-Serve per non fare le scale a piedi!- 
-Perché mai uno non dovrebbe fare le scale a piedi?-
-Perché è faticoso per gli umani- 
-Motivo in più per farlo! Sarebbe un ottimo allenamento per i loro muscoli rinsecchiti- 

Vedo Rosi alzare gli occhi al cielo, e limitarsi ad una piccola risatina.

-Sai, non ero mai stata in un centro commerciale prima d'ora. Mio padre diceva che era un inutile spreco di tempo e che le cose materiali non danno la felicità ...- faccio io scendendo da quelle strane scale ed avvicinandomi ad una vetrina di cosmetici.

-Beh è così, ma io non lo faccio per darmi felicità, io lo faccio per essere una Vampira sexy e alla moda- scherza lei ironica -E comunque sia, non muore nessuno se ogni tanto ti lasci tentare. Dopotutto per essere apprezzata dagli altri, prima devi essere apprezzata da te stessa, che per me è la cosa più importante. E quale modo migliore per apprezzarsi se non farsi belle?- 

Non condivido pienamente il suo ragionamento, non sento la necessità di farmi eccessivamente bella. O meglio ... non sento la necessità di comprare oggetti che alla fine si rovineranno e butterò via. Forse è qua che si scontrano le due parti di me: mi piace ricevere regali e, come Rosi, mi piace avere ricordi del passato. Come ai Vampiri, mi piace avere stupidi possedimenti, ma l'altra parte di me, mi dice che è sbagliato. Che me stessa è tutto ciò di cui ho bisogno. Forse dovrei trovare un compromesso, forse dovrei, unire le due cose. Avere oggetti materiali il cui ricordo duri per sempre. 

Mi osservo attorno incuriosita, soffermandomi sull'innumerevole quantità di umani che vagano per i negozi come anime condannate ad un limbo eterno. Ovunque mi giri vedo solo: vestiti, cosmetici, scarpe ed ancora vestiti. 

"Il paradiso di Rosi"

Ci avviciniamo ad un lussuoso negozio dalla scritta in oro, "La boutique di Monnie" -Ok prima di entrare, tre cose importanti: Prima cosa: la proprietaria è una vampira e quindi non devi accennare al fatto che sei un Licantropo, se ti chiede qualcosa tu sei una mia amica. Seconda cosa: non allontanarti mai da me! Mai. Se mi stai accanto l'odore del mio sangue, riuscirà a camuffare il tuo, ma non devi allontanarti più di due metri da me. Terza cosa: Monnie ha un particolare accento francese, fai finta di apprezzarlo e ci farà un ottimo sconto- mi spiega la principessa facendomi l'occhiolino.

-Credevo che i vampiri detestassero il mondo degli umani, e che vivessero tutti nella vostra "città nascosta"-
Dopo le mie parole, vedo la giovane rabbuiarsi.

-Te lo spiegherò dopo, in macchina ...- dice in fine lei, aprendo la porta del negozio che ci accoglie con il rumore di un campanella.

Appena la ragazza dagli occhi blu e i capelli bianchi fa la sua entrata, una donna più o meno sui trentacinque anni, ci viene in contro -Oh Madame Rosì! È meraviglioso rivederla. La sua classe e il suo buon gusto sono mancati a tutte le dipendenti della boutique- fa la donna accennando ad un fastidioso accento francese.
Ha i capelli corti, quasi da uomo, neri come la notte, mentre gli occhi sono color del miele. È molto alta e magra, indossa una lunga gonna rossa a tubino è una deliziosa camicia a scacchi bianca e nera, assai elegante.

-Anche per me è un piacere rivederti Monnie- la saluta cordialmente Rosi -Ho la mia amica qui presente, che avrebbe bisogno di una vestito da sera per una cena romantica- spiega la giovane indicandomi con il dito.

-Oui, Oui, Oui! Giusto oggi mi è arrivata la nuova collezione!- esclama esuberante la proprietaria, per poi farci accomodare su delle comode sedie bianche.

La ragazza Lupo [in revisione]Leggi questa storia gratuitamente!