BONUS NATALE 🎄🎅🏻

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LAYLA

Il Natale a Londra non esplode mai all'improvviso.

Si insinua lentamente, come la luce grigia dell'alba che filtra dalle tende spesse della nostra camera da letto, scivola sulle pareti chiare e si posa sui mobili moderni rendendoli più morbidi, meno freddi. Fuori, il cielo è un miscuglio di nuvole basse e umidità, e so già che l'aria sarà pungente, di quella che ti entra nei polmoni e ti costringe a stringere il cappotto fino al mento.

Dentro, invece, è caldo.

Il piumone è pesante, profuma di bucato pulito, e accanto a me Cole dorme profondamente. È disteso su un fianco, una mano posata sul mio fianco con una naturalezza che mi fa sorridere: come se, anche nel sonno, il suo corpo sapesse esattamente dove trovarmi. I ricci castano scuri gli ricadono sulla fronte, spettinati, e le labbra sono appena socchiuse mentre respira lento.

Resto immobile per qualche secondo, osservandolo.

Penso che potremmo restare così ancora un po'.
Solo io e lui.
Solo il silenzio.

Mi sistemo istintivamente un ciuffo di capelli dietro l'orecchio, come se qualcuno potesse vedermi, e chiudo gli occhi per assaporare quell'attimo.

La porta si spalanca.

«MAMMA! PAPÀ!»

La voce di Ethan attraversa la stanza come un colpo secco. Sobbalzo appena, mentre Cole emette un suono confuso e si muove nel sonno.

«È Natale! È arrivato Babbo Natale!»

Un secondo dopo, Denise entra di corsa, i ricci scuri completamente in disordine, il pigiama storto. Senza esitazione, si lancia sul letto.

«Svegliatevi! È mattina! Apriamo i regali!»

Il materasso sprofonda sotto il peso dei loro corpi. Cole geme piano quando Denise gli atterra quasi sul petto.

«Papààà!» ride lei, stringendogli il collo con le braccia.

Cole apre un occhio, poi l'altro. Si passa una mano sul viso, sbadiglia rumorosamente e borbotta:
«Mi sembrava di essere... in vacanza.»

Denise scoppia a ridere, una risata limpida che riempie la stanza. «A Natale non si dorme.»

Io mi sollevo sui gomiti, sorridendo. «Buongiorno anche a voi.»

Ethan si è già seduto sul letto. Ha undici anni, eppure in questo momento ha lo stesso sguardo acceso di quando ne aveva sei. Prima di parlare si morde il labbro inferiore, un gesto nervoso che fa sempre quando è troppo emozionato.

«Mamma...» dice, trattenendo il fiato. «Possiamo scendere? Subito?»

Cole si gira verso di me, ancora mezzo stordito, e mi guarda con un sorriso assonnato. Allunga una mano, mi sfiora il polso.

«Che dici, tulipano?» mormora.

Mi avvicino e lo bacio piano. È un bacio lento, caldo, che sa di sonno e di casa.

«Possiamo,» rispondo. «Ma prima—»

«EW.» Ethan si copre gli occhi. «Di nuovo.»

Denise applaude entusiasta. «Bacino di Natale!»

Cole ride, finalmente sveglio, e solleva Denise come se non pesasse nulla. Lei strilla felice, le gambe che penzolano.

«Va bene,» dice lui. «Regola numero uno: colazione.»

«Noooo!» protesta Denise.

Ethan sospira, cercando di sembrare adulto. «Va bene. Però veloce.»

Scendiamo insieme le scale, un groviglio di pigiami e risate. Il soggiorno è ancora immerso nella penombra, ma le luci dell'albero brillano sotto le grandi vetrate. I pacchi sono lì, sotto i rami, ordinati solo in apparenza.

Basta un attimoDove le storie prendono vita. Scoprilo ora