Chiusi la porta alle mie spalle e corsi in salone. "Papà?"

Nulla. Silenzio assoluto.

"Papà?" riprovai.

"Sei già a casa?"

Sobbalzai alla voce di mio fratello. "Isaac! Tu che ci fai qui?"

"Tecnicamente, la North è più vicina, arrivo prima, sai?" disse.

Sbuffai. "Pensavo di esser da sola."

"Aspettavi Travis?" chiese.

"Cosa? No!" risposi.

Mi sedetti sul divano, così seduta potevo controllare la porta dello studio di mio padre.

"Ma papà è in casa?" chiesi.

"No" rispose.

"Okay.." dissi. "Senti, devo parlarti."

"Riguardo cosa?" chiese.

"Maya."

Si sedette vicino a me. "Ti ha per caso raccontato tutto?"

"Mi ha raccontato che avete passato la serata insieme" risposi, togliendo le scarpe e incrociando le gambe. "Ti piace?"

"Cosa?" disse.

"Hai capito, Isaac." Alzai gli occhi al cielo.

"Beh, mi interessa" rispose.

"E in che senso?"

"Mi... affascina" disse, come se avesse già usato parecchie volte quella parola.

Aggrottai le sopracciglia. "Beh, è la mia migliore amica e ha già sofferto per Aiden, vacci piano, okay?"

"Dille da parte mia che ha delle labbra perfette" disse ridendo. "Senti, Maya mi piace, non ci sto giocando o robe simili, ma devo cercare di sorprenderla. Mi ha detto che nessuno l'ha mai sorpresa e ieri sera ci sono riuscito abbastanza."

"Non ho capito nulla ma va bene" dissi.

"E da Travis?" chiese. "Com'è andata?"

Sorrisi al ricordo della sera precedente. Tirai le gambe più vicino a me e iniziai a raccontare. "Allora, è stato fantastico. I genitori di Travis sono simpaticissimi e normali e anche suo fratello è molto socievole, abbiamo riso e scherzato per tutta la serata, non gliene importa niente se sono una Evans o no, a loro basta che Travis sia felice! Poi sono invitata al matrimonio di Matt e Melanie ma questa è un'altra storia. Il punto è come a Leah e Robert non importi nulla degli Evans, quindi perché a papà importa così tanto e a loro la cosa è indifferente?"

"Perché papà è cocciuto?" tentò.

Scossi la testa, mi sembrava di esser tornati ai tempi in cui mio zio ci preparava la caccia al tesoro e noi dovevamo trovare i foglietti per prendere le caramelle.

"Papà è testardo, fa sempre di testa sua, è egoista e tanto altro ma voglio scoprire cosa c'è sotto" dissi.

"Perciò tu farai Sherlock e io farò Watson?" chiese, alzando un sopracciglio.

"Beh, se vuoi anche giocare allora si" risposi.

"Aspetta, perché tu devi essere Sherlock?"

"Stavo pensando che magari potremmo trovare una risposta nel suo studio, no?"

"Nel suo studio? Ci saranno diecimila fogli diversi per le sue aziende, Faith" disse.

"E allora?" ribattei. "Non sei curioso di scoprire cosa nasconde?"

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