Capitolo 26: Sogno?

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Poi fu tutto nero....o meglio, bianco.
Mi guardai intorno stralunata e cercai di mettere a fuoco qualche immagine con gli occhi e ancora indolenziti per la troppa luminosità di quella stanza.
Sentivo il fastidioso 'bip-bip' del macchinario che monitora i parametri vitali. Mi ci volle una manciata per capire che mi trovavo in una stanza d'ospedale.
La porta si aprì ed un medico comparve dietro di essa.

-Si è risvegliata, bene.- Si aggiustò gli occhiali, non sembrava molto sorpreso di trovarmi in quello stato.

Lo guardai interrogativa. Non capivo cosa ci facevo in ospedale. Ricordavo solo che mi ero sentita stanca, e poi Thomas.
Oh Dio! Thomas!
Prima che potessi dire qualcosa il dottore, che ormai aveva posato i fascicoli su un tavolino lì vicino e dopo essersi accomodato su uno sgabello ed avermi scrutata da capo a piedi, disse:
-Te la senti di ricevere qualche visita?-

Il mio pensiero fu subito: Thomas, rivedrò Thomas.
-Si!- gridai con voce spezzata.

-Okay, okay. Non c'è bisogno di urlare così tanto- Disse con un mezzo sorriso.
Il dottore scivolò fuori dalla porta, che si riaprii poco dopo.
Accompagnati da un'infermiera, comparvero nella stanza bianca tre visi che non identificai, ma che in qualche modo mi erano famigliari. Guardai fuori dalla parte di vetro della porta per cercare il volto di Thomas, ma dopo una manciata di minuti sotto gli sguardi interrogativi degli ospiti mi arresi e volsi lo sguardo altrove rassegnata e intristita.
Osservai le tre persone che erano entrate: una piccola bambina( che poteva avere si è no 5 anni) con dei grandi occhi marroni e due trecce dello stesso colore, un signore alto con dei capelli neri e degli occhi celesti ed una signora di poco più bassa del signore con dei capelli piuttosto biondi e degli occhi marroni.

Non riuscivo a capire perché in qualche modo mi sentivo legata a quelle persone.
La prima ad aprire bocca fu la bambina che avvicinatasi al mio volto mi accarezzò una guancia e poi sorrise e disse:
-Ti sei svegliata, come la bella addormentata.-
La sua voce mi fece rabbrividire, ma non di paura, ma di nostalgia, la sua voce era simile, se non uguale a quella della mia cara vecchia coscienza.

-Sai, quando tu dormivi venivo spesso qui a raccontarti la mia giornata, così potevi sentire che ti ero vicina, ma negli ultimi giorni non sono venuta molto spesso.- La mia vista si appannò, presi il suo volto fra le mani e una lacrima rigò il mio viso.

-Ricordi qualcosa?- Disse la signora.

Scossi la testa-È tutto molto confuso, ciò che ricordo ho paura che non sia vero.-

-Sai chi siamo noi?- chiese l'uomo preoccupato.

Dei ricordi sfocati e confusi riaffiorarono nella mia mente. Esitai, poi dissi poco sicura: -I miei genitori?-

Annuirono ed io scoppiai in un pianto disperato.
-Non piangere Sorellona.-
Disse la bambina.

-Sai perché ti trovi qui?-chiese esitando la donna.
Scossi la testa.

Sospirò.-Sei su questo letto di ospedale perché...dopo un incidente...- le parole uscirono pesanti e cariche di dolore.

-Insomma, sei finita in coma.- completò la frase il signore, o meglio mio padre, abbassando la testa.

-Ma ora sei qui!- Disse la mia sorellina facendo un mezzo sorriso.

Scoppiai a piangere ancora più forte di prima portandomi le mani al volto. Quindi Thomas non era reale, ciò voleva dire che Angela, Nathan, la mia coscienza e.....Thomas non sono reali.
Piansi finché non finii le lacrime ed i singhiozzi presero il loro posto.
Mia madre mi abbracciò e mi sussurrò:-Cosa c'è tesoro? Cosa c'è che non va?-

-Un sogno..- dissi a fatica fra i singhiozzi.

-Hai fatto un incubo nel tuo periodo di, ehm, diciamo riposo?-

Scossi la testa e con voce stridula e rotta dissi in preda ad una crisi di singhiozzi e lacrime secche. -No. Era un sogno bellissimo.....-

-E allora perché piangi?- chiese mia sorella.

Calmai i singhiozzi e poi dissi in un sussurro:-Perché non potrà mai essere realtà...-



Quando mi fui calmata i miei genitori mi spiegarono un po' cosa era successo nell'ultimo periodo e mi dissero che avevo dormito per quasi 6mesi e mezzo.
Dopo tutta la fiorata passata insieme mi lasciarono da sola, mi spiegarono che potevo essere dimessa solo dopo essere stata riabilitata, dovevo imparare tutto da capo, dovevo reimparare a camminare, ecc....
Insomma ero una bambina un po' cresciuta.

Quasi fu notte e il sole era ormai calato dietro i palazzi mi stesi sul letto e guardai fuori dalla finestra.
Sorrisi, avevo una famiglia, dei genitori e una sorella.

E poi Thomas, Nathan e Angela non gli avrei mai persi. Gli rincontrai ogni sera nei miei sogni.

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Ecco ragazze l'ultimo capitolo.
So che è particolarmente triste, però spero vi piaccia.
Immagino che ora molte di voi mi vorranno morta🤗
Un bacio.😘
E grazie davvero di cuore a tutte le ragazze che hanno letto questo libro o lo leggeranno.
Ringrazio sopratutto anche tutte quelle adorabili ragazze che hanno commentato la storia(soprattutto per i ritardi nelle pubblicazioni🤗😘).
Detto ciò il libro è finito e spero che vi sia piaciuto per quanto corto sia stato.

❤️

NadineLeggi questa storia gratuitamente!