Dedico il capitolo a Suor Isacca, ai suoi ornitorinchi e al suo viaggio in Burundi. (Chi vuol capire capisca).

Mi svegliai di soprassalto, dopo uno strano sogno. Mi grattai la testa e sobbalzai quando mi ritrovai davanti due occhi azzurri.

"Rose?" Farfugliai. "Che ci fai qui?"

Dalla finestra potevo ammirare il panorama di Londra, con il Big Ben in fondo. Lo avevo visitato molte volte, durante lo scorso anno, ma a me sembravano visite più recenti.

"Devi alzarti o perderai l'aereo per New York!"

"Aereo?" ripetei.

"Ma ti sei presa qualcosa ieri sera? Faith, sei stata ammessa alla North, andiamo!" esclamò mia cugina.

"Non sono mai stata ammessa alla North, posso chiamare Travis?"

"Travis chi, scusa?"

"Travis! Il mio Travis, il mio ragazzo."

Rose mise le braccia sui fianchi. "Che cosa stai dicendo? Hai la febbre?"

Sbuffai. Presi il mio telefono ma fu come se tutti i numeri fossero scomparsi. Non trovai Travis, Maya, Jenna... nessuno.

"Che mese è?" chiesi.

"Siamo ad inizio settembre" rispose Rose, ancora confusa.

"Oh mio dio, non sai cosa ho sognato!"

"Faith, Faith, Faith!"
Aprii gli occhi di scatto. Travis era a cavalcioni sopra di me, con un sorriso stampato in viso. Mi guardai intorno, ricordandomi che la sera prima ci eravamo addormentati sul divano.

"Buongiorno" disse.

Annuii, ancora assonnata. "Ho sognato che era tutto un sogno."

Si sedette accanto a me. "Beh, sai, si chiamano sogni quelli che fai la notte."

"Era tutto un sogno la South, tu... ero ancora a Londra ed ero stata ammessa alla North."

Mi batté una mano sulla coscia. "E allora sì, era tutto un sogno. Guarda fuori la finestra."

Mi girai dall'altro lato e sgranai gli occhi nel vedere tanti piccoli fiocchi bianchi. Mi alzai di scatto per uscire fuori. "Oh mio dio, sta nevicando Trav!"

Lui mi raggiunse e mi baciò sotto l'orecchio. "Sai cosa significa?"

"Che sta per arrivare il Natale? Siamo solo a fine novembre" dissi.

"No, che dobbiamo andare ora che sta nevicando leggermente" rispose.

Mi girai verso di lui. "Tanto prima o poi devo affrontarli, no?"

Ridacchiò. "Di nuovo? Stavo pensando che un giorno potremmo portarci i gemelli."

"Perché no? Mi faccio una doccia e torno, okay? Tu prepara la colazione."

"Vedo quello che c'è."

All'interno del bagno trovai una vasca e pensai fosse meglio, dato che avevo bisogno di rilassarmi prima di affrontare la tempesta. E non la neve, ma i miei genitori.

Non lavai i capelli, riempii la vasca e quando fu piena di schiuma, entrai.
Indossai i vestiti di ricambio che avevo preso e tornai da Travis, che era seduto sul divano a parlare con qualcuno al telefono.
Quando attaccò, si girò verso di me. "Ci fermiamo ad un bar per strada, va bene?"

Annuii. "Con chi parlavi?"

"Con Cole."

Presi il giacchetto e rimisi lo zaino sulle spalle, tirando su la zip per coprirmi bene. Anche Travis prese il suo, tirò fuori uno zaino da sotto il divano e se lo mise in spalla. "Andiamo?"

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