Sussurri nella notte
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La notte era silenziosa, come se l'intero mondo trattenesse il fiato. Le luci della U.A. si erano spente da ore, lasciando solo il lieve ronzio dell'elettricità nei corridoi deserti. Le pareti, un tempo vibranti della voce degli studenti, ora sembravano respirare un'ansia inquieta. C'era qualcosa nell'aria, qualcosa di denso. Come sangue.
Izuku Midoriya camminava in punta di piedi, il fiato corto. La sua spalla fasciata pulsava ancora dal dolore, un dolore che non riusciva a ignorare, ma che non poteva nemmeno permettersi di ascoltare. Ogni passo era accompagnato dal timore che quel suono, quel respiro dietro di lui, potesse tornare. Era stato pugnalato ore prima. Non sapeva da chi, non allora. Ma adesso aveva un nome, o almeno... una maschera.
Ghostface.
La ferita era profonda ma non mortale. Forse lo aveva fatto apposta. Forse voleva che Izuku continuasse a correre. Come un topo nel labirinto. Come un gioco malato.
Il sangue era colato giù lungo il corridoio, lasciando piccole tracce come briciole per un mostro. E lui lo sapeva. Lo sentiva. Quel bastardo lo stava seguendo. Ma non con l'urgenza di uccidere. No. Con l'eccitazione di chi sapeva che il momento più bello non era il colpo finale, ma la paura.
Izuku si appoggiò alla parete. Respirò lentamente, cercando di zittire il battito del proprio cuore che martellava come un tamburo di guerra. La luce d'emergenza sopra la sua testa tremolò. Un suono metallico risuonò lontano, come una porta spalancata con violenza. Poi... silenzio.
Un brivido gli corse lungo la schiena.
La voce risuonò, disturbata dal distorsore vocale. Calma, beffarda,rauca.
"Aw, non fare così, Deku... Mi stavo divertendo."
Izuku sussultò. La voce era ovunque. Dentro le pareti. Dentro di lui. Si lanciò verso l'aula più vicina, si infilò dentro e chiuse la porta piano, senza far rumore. Il sangue continuava a gocciolare. Maledizione. Lasciava tracce ovunque.
La stanza era buia, illuminata solo dalla luna che filtrava dalle finestre. Si nascose nell'armadio in fondo alla parete, il cuore in gola, il respiro trattenuto. Aveva già vissuto abbastanza film horror da sapere che era una pessima idea. Ma non aveva scelta.
Fuori, i passi si avvicinarono. Lenti. Decisi.
Un respiro pesante. Il suono di un coltello che striscia contro il muro. E poi...
Silenzio.
Per alcuni secondi tutto fu immobile. Izuku tremava. Il dolore alla spalla lo accecava. E poi...
La porta della classe venne spalancata con un calcio. Un tonfo secco. Qualcuno entrò.
"So che sei qui, piccolo nerd."
La voce era diversa stavolta. Più... personale. Meno distorta. Quasi riconoscibile.
Ghostface avanzò nella stanza con calma, scrutando ogni angolo con movimenti felini. Era alto, muscoloso, la maschera bianca lucida come un teschio di porcellana sotto la luna. Il coltello brillava ancora di sangue.
Poi si fermò.
Guardò verso l'armadio. Una porta leggermente socchiusa. Un dettaglio minuscolo.
Troppo minuscolo per sfuggirgli.
Si avvicinò. Passo dopo passo. Izuku cercò di ritrarsi, ma lo spazio era minuscolo, opprimente. Poteva sentire il proprio sudore scorrere freddo giù per la schiena. Gli occhi spalancati. Le mani strette sul fianco, cercando di ignorare il dolore.
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Flashback
"Non puoi diventare un eroe, Deku!"
Katsuki lo aveva spinto a terra, ancora una volta. Erano bambini, ma le parole erano lame già allora. Eppure, sotto la rabbia, Izuku aveva visto qualcosa. Una solitudine. Una rabbia che non gli apparteneva.
Un giorno, avevano riso insieme. Una volta sola. Avevano condiviso un bento sotto la pioggia, rifugiati in un vecchio capanno. Avevano undici anni. E Bakugo, per un attimo, gli aveva sorriso davvero.
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Fine Flashback
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Ghostface spalancò la porta.
Uno scatto. Una mano al collo. Lo sollevò con una forza disumana, sbattendolo contro la parete interna dell'armadio.
"Ti ho trovato."
Gli occhi dietro la maschera si accesero di piacere. Di trionfo. Il coltello premette contro la gola di Izuku, ma non affondò.
"Ho vinto."
E in quel momento, Izuku lo guardò negli occhi.
E riconobbe l'inferno.
Il respiro mancò. Non per la stretta al collo. Non per il terrore. Ma per lo shock puro. Per la ferita invisibile che si aprì nel petto.
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Maschere Infrante
Fanfiction🩸 Sinossi: A Musutafu, una serie di omicidi scuote la comunità eroica. Le vittime sono studenti della U.A. e i messaggi lasciati dal killer hanno sempre una firma beffarda: Ghostface. Izuku Midoriya è una delle prossime vittime. Ferito, braccato, m...
