"Sicura che non ho detto nulla di imbarazzante?" mi chiese.
Annuii. "Sicurissima."
"Ho detto a qualcuno della mia paura dei clown?" domandò ancora.
"No, Trav, a nessuno" risposi ridacchiando. "Come fai a non ricordarlo? Hai anche portato me e Maya a casa, non mi sembravi un pazzo ubriaco alla guida."
"Non lo ero, infatti" replicò. "Per esempio, ricordo di aver fatto così."
Si sporse verso di me e mi baciò. Mi appoggiai allo schienale del divano e lui si avvicinò di più. Sentii le nostre lingue giocare, le mie mani sulle sue spalle e le sue che mi tenevano, come se avessero paura di perdermi da un momento all'altro.
Si staccò leggermente. "Sicura anche che siamo soli in casa?"
"Sicura anche di questo, i miei tornano stasera per le dieci e oggi è l'anniversario di Isaac e Nancy, quindi anche mio fratello è fuori gioco per un po'."
"Dalla North? Ancora nulla?"
Scossi la testa. "Ma prima o poi arriverà."
"E adesso che Isaac sa di noi..."
"E anche Noah..."
"Non pensiamoci, okay?"
"Travis, non ti lascerò anche se i miei genitori vogliono che lo faccia, di questo ne sono sicura" dissi.
Intrecciò le nostre mani. "E io ne sono contento."
Sorrisi, prima di ritrovare le sue labbra sulle mie.
"Tra cinque minuti devo andare, devo vedermi con Luke, Cameron ed Aiden" disse.
"Riunione tra amici?" chiesi.
"Beh, sì" rispose. "Cameron ieri ha confessato di essere gay e secondo me non se lo ricorda neanche. Luke sta con Jenna, Aiden e Maya si sono lasciati e noi due stiamo insieme... abbiamo un po' di cui parlare."
"Capisco" dissi. Mi morsi un labbro, indecisa se dirglielo oppure no. "L'altra sera, quando sono tornata a casa con Isaac, dopo che lui mi ha beccata da Melanie, mi sono fermata in un bar perché come al solito avevamo litigato. Lì ho visto Jenna e Luke, cioè, io già lo sapevo."
"Perché non me lo hai detto?"
"Jenna non voleva" spiegai.
Lui annuì. "Non sono arrabbiato, tanto sono venuto a saperlo il giorno dopo."
"Okay" sussurrai.
Mi rubò un altro bacio e probabilmente avremmo continuato a baciarci, peccato che la porta si aprì di scatto. Buttai Travis per terra.
"Mamma? Papà?" urlai. La porta si richiuse. Vidi Isaac passarmi davanti per salire, le scale.
Le rose rosse gli caddero per terra mentre saliva velocemente.
"Oh, menomale, è solo tuo fratello" sussurrò Travis, sedendosi di nuovo sul divano. "Ma non doveva essere con Nancy?"
Mi alzai e andai a raccogliere le rose. Tre avevano dei piccoli diamanti al centro e il bouquet era perfetto, raccolto in un telo verde e legato con un fiocco bianco candido. Pensai che le rose fossero i fiori preferiti di Nancy.
"Penso che abbiano litigato" dissi.
"Vuoi andare a parlargli?" chiese, avvicinandosi.
"Ti dispiace?"
"Cosa? No, tanto devo andare dai ragazzi" rispose. "E devo anche impedire che Luke ed Aiden litighino."
"Tiene molto a Jenna, eh? Intendo, Aiden" dissi.
"È l'unica persona che gli è rimasta, se si esclude nonna Mariah e qualche parente lontano" mi spiegò.
Annuii. Mi lasciò un bacio sulla fronte, sorrise ed uscì.
Non sapendo cosa fare con le rose, le appoggiai sul divano e salii velocemente le scale. Tutte le porte delle stanze erano chiuse, ma quando mi avvicinai a quella di Isaac, sentii come un rumore strano.
Piangeva. Ecco cosa stava facendo.
Bussai, tre volte, ma non rispose, così entrai da sola.
Era seduto per terra, appoggiato con la testa sul letto. La testa tra le mani, i ricci scompigliati. Mi sedetti accanto a lui e appoggiai la testa verso il materasso.
"Isaac, se avete litigato, andrà tutto bene, Nancy ti ama e riuscirete a risolvere le cose" gli dissi, accarezzandogli un braccio.
Lui scosse la testa e mi guardò. Gli occhi erano leggermente rossi. "No, non risolveremo nulla. Né con lei, né con quel figlio di puttana."
Aggrottai le sopracciglia e lui trasse un sospiro. "Dopotutto, penso di meritarmelo. Magari il karma esiste veramente e mi ha ripagato degli errori che ho fatto lo scorso anno."
"Isaac, io sono qui, se vuoi parlare."
Lui annuì. "Era il nostro anniversario, volevo prepararle qualcosa di perfetto e avevo intenzione di farle una sorpresa. Volevo portarla a fare un giro in barca, sulla costa, a lei è sempre piaciuto. Poi saremmo andati a mangiare nel suo ristorante preferito e infine avremmo fatto una passeggiata o qualcosa di romantico insomma. Le avevo detto che oggi non ci sarei stato, che sarei dovuto andare a Yale perché mi avevano chiamato lì. Volevo sorprenderla davvero. Questa mattina non sono andato a scuola, sono andato a comprarle un mazzo di rose proprio come piacciono a lei. L'idea era quella di farmi trovare in camera sua, mentre lei entrava tornata da scuola. Sapendo che i suoi non erano in casa, sono entrato dalla finestra della sua camera e loro erano lì, aggrovigliati tra le coperte, svestiti..."
Deglutii. "Lei e Noah?"
Isaac annuì. "Sì, lei e quel bastardo. Lo stavano facendo, ma lei non mi ha visto. Nessuno dei due mi ha visto in realtà. Sono scappato subito, penso di essermi anche fatto male alla caviglia per la fretta. Sai, fare l'amore è una cosa ma vederlo è disgustoso."
Ridemmo entrambi, poi lui tirò su il naso e io gli accarezzai una mano. "Puoi vendicarti, sei Isaac Evans, ci sono tante ragazze che ti aiuterebbero a vendicarti."
"Ci penserò" sussurrò. "Mi sento un mostro Faith. Io-io lo scorso anno ho tradito Jenna, magari non così, ma ho capito adesso come lei si è sentita quando io gli ho riso in faccia. E lei non aveva quasi diciotto anni, no, era una ragazzina e l'ho trattata di merda."
"È stato un grande errore" dissi.
"E adesso puoi dirle che ha avuto la sua vendetta" disse.
"No, Jenna non ha bisogno di vendetta, adesso lei sta bene con un altro ragazzo" replicai.
"Beh, sono felice per lei" disse. "Mi sento uno schifo, Faith. Sono uno schifo di ragazzo, uno schifo di fratello..."
"È Nancy quella che fa schifo, non tu!"
"No, anche io. Perché ho fatto cose di cui adesso, come adesso, me ne pento veramente. È quando provi veramente qualcosa che tu hai fatto agli altri, quando il karma ti si ritorce contro, che capisci che genere di essere umano sei."
"Okay, magari hai provato ciò che Jenna ha provato quel giorno, Isaac, ma tu, come lei, devi andare avanti. So che è dura, cioè, potrei capirti. So come ci si sente quando qualcuno a cui tenevi veramente tanto, ti delude così tanto da distruggerti pezzo per pezzo" sussurrai.
"Faith, mi dispiace per tutto" disse. "Mi dispiace per essermi comportato come uno stronzo con te, dovresti andartene, stare con Travis o con le tue amiche e invece sei qui a consolare uno stronzo del genere. Perché?"
"Perché anche se sei uno stronzo, sei mio fratello" risposi.
Appoggiò la sua testa sulla mia spalla e io gli passai una mano tra i capelli ricci. "Magari potremmo ricominciare da capo."
"Sì, sarebbe una buona idea" accettò. "Ma prima, devi sapere una cosa."
Lo guardai, invitandolo ad andare avanti. "Io sapevo della scommessa. Io sapevo tutto."
Aprii la bocca per parlare, ma la richiuse essendo senza parole. Lui proseguì. "Non te l'ho mai detto, perché sembri così piccola, ingenua-"
"Non sei il primo a dirmelo."
"Volevo in qualche modo difenderti! Insomma, cosa avrei potuto dirti? Ehy, il ragazzo che ti piace ti ha preso per culo fin dall'inizio? Non mi avresti mai creduto, così ho pensato che, dicendo ai nostri genitori ciò che facevi, loro avrebbero potuto tenerti a casa e al sicuro da Walker."
"Ogni cosa che gli hai detto era per farmi stare lontana da Travis?"
Annuì. "Sapevo che prima o poi, lui avrebbe ricevuto i suoi soldi e tu un grande schiaffo in faccia. Ricordi quel giorno? Quando sei andata a pranzo con Noah e hai trovato Travis qui? Lui stava passando per puro caso e mi ha fatto una battuta sulla cosa di Jenna. Per questo ho capito che c'era sotto qualcosa e ho capito subito."

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