Big news

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Beep

Beep

Beep

Mi lamentai e sbattei la mano sulla sveglia, spegnendola.
Seppellii la mia faccia nel cuscino e mi riaddormentai.

"Char, alzati!" Esclamò mia madre.

"Solo altri cinque minuti." La supplicai, chiudendo gli occhi.

"No , alzati. Non vorrai essere in ritardo a scuola." Disse e mi tolse le coperte. L'aria fredda mi circondò. Rabbrividii leggermente quando i miei piedi entrarono in contatto col pavimento freddo.
Mi diressi al bagno. Sbadigliai, stiracchiando le braccia.

Mi tolsi i vestiti e mi voltai verso la doccia. La mia mano continuava a controllare la temperatura. Era calda.

Entrai nella doccia e iniziai a canticchiare, mentre mi lavavo i capelli. Usai il mio shampoo preferito. Limone. Risciacquai i miei capelli e lavai il mio corpo, poi uscii fuori.

Mi avvolsi in un grande asciugamano soffice e uscii dal bagno, andando dal mio armadio.

Presi un paio di pantaloncini bianchi e una camicia blu scura con un cardigan bianco. Indossai un paio di carini sandali bianchi.

Camminai verso lo specchio e decisi di arricciare i capelli. Dopo aver fatto, applicai del trucco che era principalmente: mascara, eye-liner e un gloss per le labbra.

Dopo essere stata soddisfatta del mio aspetto, afferrai il mio zaino è scesi le scale per la colazione.

Mia mamma era ai fornelli che stava cucinando le uova strapazzate, mentre mio padre stava leggendo il giornale e beveva il suo caffè.

Mangiai dei toast con delle uova strapazzate e bevvi un bicchiere d'aranciata.

Dopo aver baciato entrambe i miei genitori sulla guancia, mi diressi fuori. Camminai verso la mia auto ed entrai.

Raggiunsi la scuola in dieci minuti. Mi guardai intorno e finalmente avvistai i miei due migliori amici. E li raggiunsi.

"Sup?" Dissi a fianco alla mia migliore amica, facendola saltare dalla sorpresa.

"Char, non spaventarmi." Disse scherzosamente, colpendo le mie braccia.

"Jazzy, mi perdoni?" Dissi con la voce da bambina e le feci la faccia da cagnolino. Sapevo che non poteva resistere.

"Uhg, sai che non posso resistere alla faccia da cagnolino." Mi disse.

"È ovvio che non puoi." Affermai.

"Continua a ripetertelo." Mi disse.

Mi voltai per trovare i miei altri migliori amici, e li vidi divertirsi.

"Hey Lucas." Dissi.

"Hey Char." Rispose.

Jasmine- alias Jazzy- ed io iniziammo a chiacchierare e camminammo verso i nostri armadietti. Eravamo molto fortunati ' perchè tutti e tre avevamo gli armadietti vicini. Non è fantastico?'
Notai che mentre stavano parlando, Lucas continuava a fare delle occhiate a Jasmine, e vice versa. Sapevo che si piacevano a vicenda, ma non hanno il coraggio di dirselo.

Le lezioni passarono in un lampo, e prima che lo sapessi, era già l'ora di pranzo. Mi diressi al bagno, dopo aver detto ai miei amici di incontrarmi alla caffetteria.

Aprii la porta del bagno e venni accolta dal suono di una ragazza che singhiozzava, confortata dalla sua amica. Già sapevo il perchè per cui stava piangendo.

Dopo aver fatto, uscii dal bagno e cominciai a camminare verso la caffetteria, e sbattei su qualcosa.
Di sicuro,sapevo che non era un muro, dato che i muri non avevano le braccia.

Alzai lo sguardo per vedere il diavolo in persona. Il motivo per cui quella ragazza in bagno stava piangendo. Mi allontanai velocemente dalle sue braccia e gli lancia un'occhiataccia.

Sollevò il sopracciglio, sghignazzando.
"Prego." Disse.

"Per?" Dissi, incrociando le braccia.

"Oh, lo sai. Il fatto è che ti ho salvato la vita." Rispose.

"Già, perchè sono caduta, e mi avresti ucciso." Dissi sarcasticamente, e poi andai via.

Raggiunsi la caffetteria ed entrai. Presi il mio cibo e mi diressi verso il tavolo dove c'erano i miei amici.

Finimmo rapidamente di mangiare, in tempo per il suono della campanella.

Sapevo che la scuola sarebbe finita in fretta, ed andai alla mia auto. Saltai su ed iniziai a guidare verso casa.

"Sono a casa!" Gridai non appena entrai. Andai nel soggiorno per trovare i miei genitori seduti sul divano.

"Tesoro, dobbiamo parlarti." Mi disse mia mamma.

"Sono nei guai?" Domandai.

"No. Hai fatto qualcosa per essere nei guai?" Domandò mio padre.

"No." Risposi.

"Bene cara. Tuo padre ed io dobbiamo andare via per poche settimane per lavoro." Disse mia madre.

"Definisci le poche settimane." Dissi.

"Uno o due mesi." Affermò.

"Due mesi?" Domandai shoccata.

"Sì dolcezza." Disse.

"Così dovete lasciarmi qui da sola?" Domandai.

"No. Abbiamo chiesto a dei nostri amici, e sono molto felici di lasciarti stare con loro fino al nostro ritorno." Mi spiegò.

"Oh, okay." Risposi.

"Dovremmo partire domani, da sabato, così oggi inizi a fare i bagagli." Mi disse.

"Okay." Dissi prima di salire di sopra.

Non me l'aspettavo.

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È la mia nuova traduzione, commentate, grazie.

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