Buio

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"Ti prego resta in vita, fallo per me"

Nadja si sentiva stanca e dolorante, non riusciva ad aprire gli occhi e la testa le pulsava.
Che le era successo? Era morta? Stava morendo? Era avvolta nel buio più totale, ma non era sicura di voler aprire gli occhi e vedere quello che stava succedendo.
Sentì una mano toccarle le fronte, era una mano freschissima.
Qualcuno stava parlando, ma lei non riusciva a distinguere le parole, era tutto così confuso.
Si sentì sollevare e sentì una fitta di dolore al fianco. Qualcuno le accarezzò i capelli. Avrebbe voluto scacciare quelle mani che sfioravano i suoi bei capelli, che suo padre amava tanto.

"Papá mi fai male" si lamentò lei mentre suo padre le spazzolava i capelli.
"Sst. Hai dei capelli meravigliosi, ma devi tenerli spazzolati e senza nodi"
Nadja guardò una ciocca e studiò le varie sfumature. I suoi capelli erano particolari, all'attaccatura erano di un bel castano intenso ma scendendo verso il basso viravano verso il biondo arancio.
"Ecco fatto" esordì suo padre "ora sei bella come una principessa"

Nadja si sentiva leggera, il dolore che aveva provato in tutto il corpo le sembrava qualcosa di lontano ed estraneo, la fame che l'aveva tormentata, adesso era svanita. Si sentiva come una bambola, senza sentimenti, senza emozioni. Nulla aveva più importanza. Si chiese quanti giorni fossero passati e semmai si sarebbe risvegliata.

"Ti prego resta in vita, fallo per me"

La voce di suo padre era come un girdo disperato nella sua testa. Il dolore riemerse e iniziò a sentire di nuovo i morsi della fame. Lo stomaco le faceva male, la testa pulsava, i polsi bruciavano e così anche i suoi occhi. Avrebbe voluto piangere, urlare a squarciagola! Ma non riusciva a fare nulla, si sentiva morire.

"Ti prego resta in vita, fallo per me"

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