Sei un assassino Harry.
Hai le mani macchiate di sangue innocente.
Hai ucciso la tua migliore amica.
Hai ucciso delle ragazze.
Hai tatuato Lily contro la sua volontà.
L'hai maltrattata e violentata.
Come puoi dire di amarla ora?
Come puoi guardarti allo specchio?
Come puoi continuare a vivere?

Harry urlò mentre continuava a tenersi la testa pesante tra le mani, sentendola pulsare così forte da esplodere.
Tutto quello non poteva essere la realtà del suo passato.
Come poteva aver fatto davvero quelle cose?
Come poteva tener dentro così tanti segreti oscuri?

-Harry!- sbraitò il dottor Mare entrando nella stanza, accompagnato da un'infermiera.

-no.no.no.no.no.no.no.no.-

Il ragazzo continuava ad urlare e a tirarsi i capelli, volendo far uscire quell'insulsa vocina stridula e cattiva che continuava a ridere dentro di lui.
Sei un'assassino. Oh sì che lo sei.
Harry l'assassino.

-Harry?- il dottor Mare si inginocchiò davanti a lui preoccupato, chiedendogli cosa avesse.

Come puoi vivere adesso Harry?
Quante persone hai ucciso?

-Harry?- il dottore fissava il ragazzo scuotere la testa, capendo dopo che stava rispondendo alle voci che continuavano a parlargli nel suo oscuro subconscio.

Quanto ti sentivi bene mentre vedevi la vita di quelle ragazze morire davanti a te?

Il dottor Mare aveva liberato una delle mani che Harry usava per tirarsi i capelli, accarezzandogliela.
Fece cenno alla sua infermiera di estrarre la pesante siringa dal grembiule, mentre gli prendeva la vena del polso della mano che il dottore continuava a tenere stretta.

-va tutto bene- disse in tono calmo verso il ragazzo in preda ad una crisi.

Sei e sarai per il resto della tua insulsa vita un viscido assassino.

Harry aprì gli occhi sentendo un fastidioso pizzico, ovvero l'argo che entrava nella vena pulsante.
Un dolce e calmo sonnifero scorreva nelle sue vene, facendolo dolcemente risposare e calmare.
Il dottor Mare era fermo e vigile mentre osservava gli occhi preoccupati e attenti del ragazzo.
Stava per dirgli qualcosa.
Fu una semplice frase che il dottore riuscì a capire perfettamente.

-Li bruci. Bruci quei video, per favore.-

Harry fissava il dottore mentre sentiva la medicina iniziare a fargli effetto.
Sentiva le palpebre chiudersi e la vocina dentro di lui spegnersi.

-Lily- continuava a dire al dottore, bisognoso di vederla.

-ho bisogno solamente di Lily-

Il dottore annuì alla figura di Harry, mentre lentamente chiudeva gli occhi e addolciva la stretta che aveva sulla mano del dottor Mare.

-venga, mi aiuti- ordinò il dottore all'infermiera, mentre insieme trasportarono il corpo magro ma allo stesso tempo abbastanza pesante di Harry dalla sedia al lettino della clinica.
L'infermiera sbuffò per la fatica, sistemando al paziente sia il lenzuolo bianco che il cuscino.
Il dottore si strinse nel grembiule cercando di rimanere lucido, mentre lo sguardo e le parole scioccanti di Harry tornavano nella sua mente stanca.

-Lar,- l'uomo si fermò non appena vide l'infermiera riavvolgere i video dal televisore.

-che cosa sta facendo?- domandò irato, togliendo in pochi secondi il telecomando dalle mani dell'infermiera.

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