Pioveva.

Non mi era mai piaciuta molto la pioggia, né da bambina né a sedici anni né mai.
Il cielo si oscurava, diventava di uno strano grigio che metteva angoscia e tristezza. Tutto diventava più scuro, tutto era oscurato.
La pioggia risultava quasi noiosa.

Fortunatamente era sabato, ero a casa da sola e Travis era arrivato per portarmi dai gemelli.

Infilai le chiavi di casa nella borsa, mi assicurai di prendere l'ombrello e spalancai la porta.

Varie pozzanghere erano sparse per la strada. Avrei voluto portare Haley e Sean al parco, ma con quel tempo non potevamo andare da nessuna parte.
Chiusi la porta di casa alle mie spalle e aprii l'ombrello giallo che avevo rubato ad Isaac.

Lui era ad allenarsi per la partita che ci sarebbe stata il giorno dopo. Era ansioso, lo capivo solo da come si muoveva frettolosamente negli ultimi giorni. In più, doveva pensare ad un bel regalo per Nancy, dato che a giorni avrebbero festeggiato il loro primo anniversario e sicuramente era in ansia anche per quello.
Sapevo anche che il loro coach li stressava duramente, specialmente per una partita del genere.

Dall'altra parte, Travis mi sembrava piuttosto tranquillo. Si comportava come sempre, non mi sembrava affatto agitato per la partita, anzi. Pensai che il giocatore più agitato fosse Luke. Dopotutto, era lui che aveva minacciato Travis di cacciarlo dalla squadra se avesse continuato a passare del tempo con me.

Non potevo dire di conoscerlo, sapevo soltanto che era un po' arrogante, ogni volta che mi trovavo difronte a lui, Luke rideva di me o mi minacciava. Non avevo mai avuto una conversazione seria, con lui.
E pensai che non l'avrei mai avuta.

Entrai nell'auto in fretta, prima di chiudere l'ombrello.

"Ciao" salutai Travis. Mi avvicinai verso di lui e, un po' intimorita, gli lasciai un bacio sulle labbra.

Lui sorrise e mi attirò di nuovo a sé, unendo le nostre labbra. Portò una mano su un mio fianco, le mie braccia gli accarezzavano il collo.

Si staccò. "Ciao. Allora, hai già idea di cosa preparare per cena?"

"Pensi già alla cena?" Sospirai. "Comunque, vediamo cos'ha Melanie nel frigo."

"E se si è dimenticata di fare la spesa?" chiese.

"Vorrà dire che uscirai a comprare qualcosa e io rimarrò con i ragazzi" risposi.

"E perché io?"

"Sono io la babysitter, qui."

Scosse la testa ridacchiando. "Quanto cazzo piove!"

Non impiegammo molto ad arrivare a casa di Melanie, furono circa una ventina di minuti e non c'era neanche traffico, cosa abbastanza strana, dato che eravamo a New York in un giorno di diluvio universale.
I muri di casa apparivano ancora più scuri a causa della pioggia.

Travis mi prese per mano e mi trascinò con lui, correndo, sotto il portico di casa Barness. Quando la mia mano toccò la sua, sussultai leggermente. Non ero abituata ad avere un ragazzo. Travis era il primo.

Ogni volta che ero con lui mi sentivo agitata, non sapevo come comportarmi o cosa fare. Come se avessi paura di sbagliare.
A volte, però, mi tiravo uno schiaffo mentalmente. Era Travis e solo perché stavamo insieme, non significava che era cambiato qualcosa.

Bussammo contemporaneamente e quando lo capimmo scoppiammo a ridere.

Melanie ci aprì subito. "Entrate, svelti."

Passammo velocemente le scarpe sul tappeto ed entrammo in casa. Una vampata di calore ci colpì in pieno.
"Si sta bene qui" dissi.

"Sì, ho acceso il camino un'ora fa" mi spiegò Melanie. "Haley è da una amica, quindi oggi sopporterai solo Sean."

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