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Ehi Tu!

Sono passati mesi dall'ultima lettera che ti ho scritto, ma qualche giorno fa sono finita per caso vicino al nostro albero e ho deciso di riprendere la penna in mano.

Da quando sei partito è stata la prima volta che sono tornata lì. Quel sicomoro rappresenta il nostro albero, e da sola non sapevo cosa raccontargli.

Ti ricordi quando lo abbiamo trovato e ci siamo subito arrampicati? Penso siano trascorsi quasi quindici anni e, come sai, non ho ancora imparato a scendere senza finire con il sedere a terra e questa volta non ci ho nemmeno provato! Quel giorno, poi, abbiamo anche deciso che sarebbe stato il nostro posto segreto, il luogo che avrebbe conservato i nostri pensieri.

Ne è passato di tempo...

L'altro ieri gli ho raccontato della tua partenza e di tutto quello che è successo tra di noi.

Ti sembrerà strano ma era triste e mi ha lanciato contro le sue foglie, all'improvviso, come se volesse rimproverarmi di qualcosa. Gli ho detto che non doveva preoccuparsi, che tutto sarebbe tornato a posto, che saremmo tornati insieme a trovarlo e a raccontargli le nostre avventure.

Penso che alla fine abbia creduto alle mie parole.

Anch'io ci credo.

A proposito di avventure, ho incontrato tuo padre e mi ha detto che hai deciso di partire. Sono davvero felice per te e come poteva essere altrimenti? Abbiamo trascorso troppo tempo a fantasticare su come sarebbe stato.

E allora? Dimmi... Come ci si sente a realizzare il proprio sogno?

Io sto ancora lavorando per raggiungere il mio, ma non mi arrendo. Il mese prossimo tornerò in città per un nuovo lavoro, il tirocinio è andato molto bene e mi hanno offerto di rimanere. Inizialmente lavorerò con gli altri come assistente per capire meglio i vari ruoli all'interno dell'agenzia (però questa volta mi hanno promesso che le fotocopie se le faranno da soli) e dopo qualche settimana mi faranno scrivere i primi progetti. Non sto più nella pelle!

Vedremo come andrà.

E' strano scriverti così, come se nulla fosse successo. E' stato il periodo più lungo, da quando ci conosciamo, che siamo rimasti senza sentirci.

Doveva andare così.

Il tempo passa e tutto cambia, ma non necessariamente in peggio.

All'inizio mi sei mancato tantissimo, poi, piano piano, ho scoperto luoghi e cose da fare solo mie. Ho trovato, nella solitudine, una parte di me che non conoscevo ancora.

Ti penso spesso, anzi, ti penso tutti i giorni, inutile negarlo ma rimanere lontani per un po' mi ha fatto bene.

Quando mi hai chiamato per chiedermi un consiglio, sono rimasta meravigliata. Non pensavo sarebbe mai successo. Non credevo fosse possibile andare avanti pur rimanendo legati al passato. Adesso l'ho capito e per questo motivo ti sto scrivendo.

Sono certa che in questo tour andrà tutto bene, che proverai delle emozioni nuove, che sarai eccitato, ma anche spaventato. E proprio in quei momenti, se penserai di non potercela fare, ricorda chi sei, dove vuoi arrivare e che io ci sarò sempre, per qualunque cosa, come ti ho promesso prima di partire, sotto il nostro albero.

Adesso è il momento di prendere una riconcorsa, correre e saltare in alto... volare. Senza pensare ad altro, solo al tuo sogno. Ce la farai!

Insieme alla lettera troverai qualcos'altro. Penso che tu l'abbia già visto, ti piace? Non provare nemmeno a negarlo! Sono stata al concerto dei Jamestown Story e appena l'ho visto, non ho resistito! Il PLETTRO VERDE! Proprio come lo volevi tu e non l'hai mai trovato. Spero che sia buono, sai che non ne capisco nulla di queste cose tecniche. Al peggio consideralo un portafortuna e se ti va portalo comunque con te.

E' il mio modo di dirti che continuerò a pensarti.

Adesso è meglio che chiudo qui questa lettera. Avrei ancora tante cose da dirti, ma al momento mi sembrano tutte banali o superflue.

Spero solo di rivederti presto.

Il nostro albero ci sta aspettando.

Ciaoooo Tu!

Fai buon viaggio.

Sara.

Avevo cercato meglio nella busta e l'avevo trovato: il plettro di colore verde. Sara aveva ricordato la mia fissazione, e come poteva dimenticarsene? L'avevo assillata e trascinata in tutti i negozi di strumenti musicali della zona per trovarlo e non ci eravamo riusciti. Ci avevano detto che di quel colore non ne facevano normalmente e ci avevano consigliato di cercarlo on line; ma io volevo comprarlo in un negozio, lo consideravo un gesto scaramantico. Dopo anni di ricerche ci eravamo riusciti, o meglio, Sara c'era riuscita.

Appena l'avevo visto, avevo deciso di portarlo con me in tour. Nell'attesa dell'inizio del tour lo avevo messo nel portafoglio, in una tasca interna, al riparo dai miei movimenti maldestri che lo avrebbero sicuramente fatto cadere senza che me ne fossi accorto.

La lettera di Sara mi aveva messo di buonumore. Era riuscita ad allentare un po' l'ansia che mi assaliva prima della mia partenza. Sapevo benissimo che le cose non sarebbero mai tornate come prima, ma le sue parole rappresentavano un nuovo inizio.

Ero uscito dalla mia camera con un sorriso stampato sul volto e mia madre l'aveva notato.

- Tutto ok con Sara, adesso?

- Certo! Non c'erano mica problemi.

- Ah! Se lo dici tu... Stasera faccio la pizza, la vuoi invitare?

- La chiamo e vedo se è libera.

Avevo chiamato Sara, che mi aveva risposto al secondo squillo.

- Ehi tu! – L'avevo salutata come ci salutavamo di solito nei nostri messaggi e lei aveva capito che avevo letto la lettera.

- Ehi tu! Che combini?

Non sapevo se prendere o meno, il discorso della lettera. Non volevo rovinare l'equilibrio che sembravamo aver ritrovato.

Avevo atteso un attimo e poi avevo deciso: scappare non era la soluzione.

- Ho letto la lettera. - Sara non mi aveva risposto. – Grazie. Le tue parole sono davvero importanti per me, non so come ringraziarti.

- Non devi ringraziarmi. Lo sai che ci sarò sempre per te, non importa cosa succederà o sia successo. Su di me puoi sempre contare.

- Lo so.

L'avevo ringraziata di nuovo e avevo chiuso la telefonata invitandola a cena, avevo capito che non serviva dire altro sulla lettera e ciò che mi aveva scritto.

- Pomodoro e mozzarella di bufala?

- Penso di si, mamma non mi ha detto nulla ma figurati se non farà la tua pizza preferita.

- Ahhh! Adoro tua madre.

- Più di me?

- Ovviamente più di te! Che domande...

- Allora ritiro l'invito.

- Tanto Gabriella mi farà entrare lo stesso.

- E' un complotto! Tu e mia madre insieme... Cosa ho fatto di male?

- Torniamo sul drammatico eh? – Sara aveva cercato di soffocare una risata, fallendo miseramente. Eravamo tornati ai nostri scherzi e alle nostre battute. – A che ora devo venire?

- Mammaaaa! Sara vuole sapere a che ora si cena.

- Alle otto!! – Aveva risposto mia madre.

- L'hai sentita vero? Giuro che prima di partire la porto dall'otorino. E' diventata totalmente sorda.

- Finiscila di fare la principessa sul pisello! Ci vediamo dopo.

Avevo riattaccato la telefonata ed ero andato ad aiutare mia madre per la cena. Come al solito lei mi aveva cacciato dalla cucina definendomi un intralcio al suo lavoro.

In attesa dell'arrivo della mia amica ero finito davanti alla televisione a fare zapping.

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