Il giorno dopo mi svegliai di buon umore, a differenza degli ultimi giorni. Mi vestii in fretta e quando scesi in cucina Isaac mi chiese il motivo della mia assurda felicità. Così aveva detto.

"Mh, come tutti i giorni" risposi.

"Okay, so che hai lasciato Noah" disse.

"Sì, non eravamo fatti per stare insieme" gli spiegai.

Lui annuì semplicemente, rigirando una mela rossa tra le mani. "Allora, questi esami per la North?"

"Benissimo" mentii. "Sai se è già passato il postino?"

Scosse la testa, così mi affrettai ad uscire di casa con lo zaino che sbatteva ripetutamente sulla mia schiena. Controllai la cassetta delle lettere, ma non c'era traccia di nulla.

Respirai. Dovevo stare calma.
Magari era davvero la buona volta che i miei genitori mi spedivano in collegio. Quella mattina erano entrambi al lavoro e la sera prima avevo cenato da sola perché loro erano ad un altro stupido evento, mentre Isaac aveva già mangiato con Nancy.

Andai a scuola a piedi, era ancora presto, quindi sarei potuta arrivare in tempo e passeggiare un po' non mi avrebbe fatto male. Anzi, mi fermai al bar dove lavorava Jenna e comprai un cornetto e una bottiglia di thé al limone perché non avevo mangiato nulla a casa.

Osservai gli altri studenti, dal vetro del locale. Chi correva, chi camminava lentamente, chi da solo, chi in gruppo. Alcuni studenti arrivavano con le loro auto, altri accompagnati dai genitori, o con le loro moto. Altri ancora su uno skateboard. Osservai chi stava ripassando, sicuramente per un compito, e chi, invece, quasi rischiava di esser investito perché era al cellulare.

Sentii un vassoio sbattere sul mio tavolo, così tornai con lo sguardo dritto.

"Posso?" Era Charlotte.

Annuii sorridendo e presi un sorso di thé. "Come mai così presto?"

"Potrei farti la stessa domanda" rispose. "Comunque, abito qui dietro, non impiego molto ad arrivare e non sono abituata a prendermela comoda."

"Io mi sono svegliata presto" spiegai, addentando un pezzo del cornetto.

"Gli avevo chiesto un cornetto al cioccolato e me lo ha dato alla crema, è il secondo giorno di fila che sbaglia" disse.

Scoppiai a ridere, osservando il fiocco che aveva usato come un cerchietto, per tenere indietro i capelli.

"Parli ancora con tu sai chi?" mi chiese.

Annuii. "Con Travis? Sì."

"Devi fare attenzione" disse.

"Lo farò." E questa volta davvero, avrei voluto aggiungere. Ma non avevo voglia di una ramanzina alle otto e dieci del mattino.

"Io ho finito" continuai. "Credo che andrò fuori."

Lei annuì. "Ci vediamo più tardi in mensa."

Annuii e corsi fuori. Sentii il rimbombo di un tuono.

Fantastico, pensai, ci mancava anche un temporale.

Non avevo né un cappuccio al giacchetto, né un ombrello e il cielo si stava riempiendo di nuvoloni grigi quasi quanto gli occhi di Maya.

Andai verso il parcheggio, dove sperai di trovare Travis, ma vidi scendere da un auto Jenna, Aiden e Maya.
Aggrottai le sopracciglia quando vidi Aiden andarsene subito dai suoi amici, invece che salutare Maya come sempre. Tuttavia, lei alzò gli occhi al cielo e si diresse con passo spedito dentro l'edificio.

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