Prologo

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Sento solo urla. Urla e dolore.

Non so quanto tempo è passato...

Sono al buio. Non ricordo nemmeno dove.

Sento solo i colpi duri e crudeli di mio padre sulla schiena e il freddo e duro pavimento sotto il seno.

Sento le urla forsennate di mia madre, ma non posso fare niente. Mi sono stancata di lottare...

Credo stia finendo tutto...
Non riesco più a respirare. I miei polmoni stanno cedendo, non ce la fanno più...

Una luce. Una piccola luce e una persona che si avvicina.

Spero sia qualcuno che possa aiutarmi...

Altre urla. Vedo altre persone.

Poi qualcuno mi prende in braccio. Lo guardo.

Cerco di tenere gli occhi aperti e di mettere a fuoco, per poter vedere chi mi ha preso, ma le lacrime e la stanchezza non me lo permettono.

Però sento il suo corpo forte e possente che mi mette una coperta addosso e cammina.

<Piccola, sei al sicuro adesso> sento solo la sua voce e poi, come se mi cantasse una ninna nanna, mi addormento.

Amami dove io mi odioLeggi questa storia gratuitamente!