-io un caffè al vetro con tanta cannella grazie-

Harry alzò frettolosamente la leva della macchina per il caffè posizionando di nuovo un'altra tazzina pulita, ma questa volta di vetro.
Aspettò altri cinque secondi per permettere al liquido marrone di fuoriuscire dal beccuccio e per cadere delicatamente nella tazzina, sprigionando il suo aroma tagliente.
Il ragazzo prese di sfuggita il barattolo in polvere della cannella e lo agitò sulla bevanda, riempiendolo come la cliente lo desiderava.
Si girò di scatto per consegnare l'ordine quando notò infondo ad un tavolo la ragazza della scorsa notte.
Harry rimase fermo con il caffè in mano mentre tentava di guardare cosa la ragazza stesse facendo.

-scusi?- domandò spazientita la cliente mentre prese dalle mani di Harry il suo caffè, per pagarlo e per portarlo al tavolo.
Il ragazzo incassò quanto guadagnato e tornò a guardare la ragazza parecchio distante da lui.
Sentì intorno il mondo spegnersi prima ancora di reagire alla tremenda pacca sulle natiche che Tina gli aveva inflitto.

-te l'ho già detto.. attento che sbavi-

Harry si sbrigò a controllare mentre fulminò Tina con lo sguardo.

-ci casco sempre- si lamentò ancor prima di ricevere l'ordine del tavolo con il quale Tina aveva appena smesso di parlare.
Cinque ragazzi sedevano lì e tutti e cinque avevano ordinato un caffè ristretto.

-ci penso io qui- si offrì Tina passando dietro il bancone per iniziare a preparare l'ordine.

-non c'è nessuno ora che ordina, posso farcela- ammiccò Harry prendendo una tazzina dal lavandino.
Tina gliela tolse dal palmo della mano per sostituirla con un taccuino e una penna.

-credo che quella ragazza debba ancora ordinare.. potresti andarci al posto mio?-

Harry odiava quando Tina cercava in tutti i modi di mettersi in mezzo.
La verità era che Harry sentiva una forte attrazione verso quella ragazza che neanche conosceva, ma ogni giorno si interrogava sul perché.
Non riusciva a capirlo e questo lo spaventava.
Tina alzò un sopracciglio prendendo il vassoio per iniziare a posizionare i caffè per quel tavolo.

-dico ma ti muovi?-
Harry non sapeva cosa fare,era a disagio.
Non voleva andare lì dopo la breve conversazione della sera precedente.
Non poteva andare lì dal nulla come se non fosse accaduto niente.

-io non posso andare da lei-

Tina sbruffò spingendo Harry fuori dal bancone, mentre lo continuava ad incitare nell'andarle a parlare.

-devo farti cadere letteralmente sul suo tavolo?-

Il ragazzo tornò nuovamente dietro il bancone posando il taccuino e la penna con un insolito rumore agghiacciante.

-non posso andare da lei e basta-

Tina lo osservò per qualche secondo tornando a posizionare l'ultimo caffè sul vassoio in plastica rosso scuro.

-Harry è normale aver paura.. ma perché non vuoi solamente provarci? Sembri interessato a lei-

Il ragazzo scosse la testa spaventato mentre prese dalla cucina il muffin per consegnarlo alla signora che sedeva sullo sgabello poco distante da lui.

-ieri sera, una volta usciti l'ho incontrata che stava seduta su una panchina- iniziò a raccontare il riccio con un delicato gesto della mano.
Tentava di spiegarle la conversazione e Tina tentava di seguire il filo logico come meglio poteva.

-quindi, quando ti sei addormentato l'hai sognata mentre ti diceva che dovevi seguire il tuo cuore e tu ancora che rimani qui in piedi dietro uno stupido bancone di legno?-

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