"Faith, cosa sono quelle scatole nel cesto della spazzatura?" mi chiese subito mia madre, appena finito di mangiare.

"Ehm, ieri ero da sola e ho ordinato da mangiare a casa, non avevo molta voglia di cucinare" risposi.

"L'unica voglia che dovresti avere è quella di studiare, sai dell'opportunità che ti ha dato la North" mi ricordò mio padre.

Annuii semplicemente, mentre Isaac guardava prima uno e poi l'altro.

"È successo qualcosa?" domandò alla fine.

"Tua sorella dovrà fare gli esami per entrare alla North tra un paio di settimane" rispose mio padre, con una leggera nota di orgoglio nella sua voce.

Non lo avevo mai sentito così orgoglioso, quando parlava di me. E invece di iniziare a studiare per quell'esame, non facevo altro che pensare alle parole di Travis la sera prima.

"Andiamo, Faith" mi disse Isaac, alzandosi da tavola. Confusa, mi alzai con lui e mi diressi in salone.

"Dobbiamo uscire" mi disse. "Noah vuole vederti, voleva farti una sorpresa ma sei in punizione, perciò..."

"Grazie" sussurrai.

Corsi di sopra a prendere un giacchetto, sentii Isaac parlare con i nostri genitori. Chissà quante cavolate gli stava raccontando. Chissà quante ne ha sempre raccontate.

Uscii di casa con lui, sembrava strano passare del tempo insieme ma sapevo che non sarebbe durato molto.
Isaac mi stava proteggendo dai nostri genitori solo perché stavo con Noah.

"Dove mi vuole incontrare?" gli chiesi, mentre viaggiavamo per le strade newyorkesi.

"In una palestra" rispose.

Aggrottai le sopracciglia ma non dissi più nulla. Non pensavo che la palestra fosse un luogo molto romantico, ma Noah probabilmente aveva una sorpresa.

"Tu uscirai con Nancy?" chiesi, per parlare un po' con Isaac.

Eravamo fratelli ma sembravamo totalmente estranei. Non sapevo nulla di lui. Pensavo di conoscerlo, ma Isaac, in fondo, è sempre stato un enorme punto interrogativo.

"Fatti gli affari tuoi" rispose.

"Farete un anno tra un po', vero?"

Annuì semplicemente. "Manca quasi meno di un mese."

"Forte, e mentre stavi con Nancy ti occupavi di Jenna?"

Poteva essere quasi perfetto. Stavamo parlando tranquillamente senza litigare, ma, ovviamente, avevo la lingua troppo lingua per essere fermata.

"Non farei mai una cosa del genere a Nancy, a Jenna ci ho pensato prima" disse, continuando a tenere lo sguardo sulla strada.

"Mi fai quasi schifo" sbottai.

Fermò l'auto di scatto. "Siamo arrivati, scendi. Noah ti riporterà a casa."

Scesi dall'auto senza dire nulla. Rimasi di spalle, sapendo comunque che Isaac era già ripartito. Non avevo una borsa con me, non sapevo neanche cosa avremmo potuto fare in una palestra.

Due braccia mi circondarono presto le spalle e due labbra si posarono sulla mia guancia.

"Sono contento che sei potuta venire."

Mi girai completamente verso Noah, ma lui non lasciò la presa sui miei fianchi e la cosa non mi dispiaceva affatto. Ripensai all'abbraccio che mi aveva dato Travis la sera prima, poi decisi di cacciarlo subito dalla mia mente.

Le sue braccia intorno ai miei fianchi, il suo profumo.

"Non sarei mai mancata" dissi a Noah, osservando il suo stile sportivo di quel giorno. Pantaloncini di una tuta lunghi fino al ginocchio, canotta bianca e felpa azzurra.

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