Harry si asciugò le mani bagnate sulla divisa bordò, ormai abbastanza sporca da dover essere lavata, mentre guardò con curiosità quella ragazza davanti a lui che continuava a fissarlo.

-Harry- quella flebile voce ad Harry sembrò così stranamente familiare che se ne stupì perfino lui.

-posso aiutarti?-
La ragazza non rispose attirando l'attenzione di Tina che sedeva poco distante da loro.

-i-io..-

Quella ragazza era completamente scossa dal freddo, mentre sotto il cappuccio sembrava non sfoggiare una delle solite chiome che avevano tutte le ragazze per riuscire a fare colpo.
Lily, infreddolita e scioccata continuava a rimanere lì in piedi, davanti all'amore della sua vita senza riuscire a dirgli neanche una parola.
Harry alzò un sopracciglio prima di prendere tra le mani un secondo bicchiere per pulirlo e lavarlo dallo sporco.
Lily sembrò talmente confusa da iniziare a recare dubbi a quelle poche persone che sedevano dentro la caffetteria in un solito pomeriggio di New York.

Tina, notando la situazione intervenne alzandosi dallo sgabello.

-vuoi che ti porti una tazza di cioccolata calda per riscaldarti? sei completamente fradicia tesoro-

Ma Lily, persa nei suoi pensieri si strinse nella giacca marrone.
Harry fissò quella ragazza così a lungo da carpirne ogni singolo dettaglio della sua particolare bellezza.

-non riesco a capire per quale motivo tu non riesca a parlare- ammise Tina esasperando la situazione.

Agli occhi di tutti Lily stava facendo la figura della pazza, ma la povera ragazza stava in realtà pensando al perché Harry non l'aveva riconosciuta.
Guardava quel ragazzo dagli occhi verdi e ne intravedeva un'angoscia e una tristezza nascosta.
Ma che cosa ti è successo amore mio?
Lily continuava a pensare a quella frase mentre Tina continuava a schioccarle due dita davanti al viso.

-ehi ragazza?-

Lily notava lo sguardo curioso di Harry mentre la fissava.

-se non ordini nulla puoi anche andare via-

-Tina!- la rimproverò Harry.
Quel tono autoritario fece scoppiare di gioia il cuore di Lily per qualche secondo.
Dopo attimi passati nel silenzio Lily estrasse una manica dal giaccone marrone e ordinò.

-vorrei un caffè- sorrise lievemente mentre gli occhi iniziarono a velarsi di lacrime.
Harry, fermo davanti a lei iniziò a prepararglielo.

-te lo porto al tavolo, puoi andarti anche a sedere se vuoi- le spiegò Tina mentre Lily si sedette al tavolo più vicino ma a quello più isolato del locale.

Quando sentì il suo corpo cederle si aggrappò per qualche secondo alla sua giacca pesante, ispirandone l'odore di chiuso, di fumo e di Harry.
Quella era una delle poche giacche che Harry aveva lasciato con le sue altre quattro cose dentro l'appartamento di Lily dopo la sua presunta morte.
Ma la verità era che Lily non era morta.
Lily era viva e vegeta.
Aveva fatto credere a tutti di essere morta, così che sua madre avrebbe visto il suo corpo apparentemente dentro una bara il giorno del suo funerale, privo di vita.
Tutti, escluso Zack avrebbero dovuto piangere la sua morte.
Tutti avrebbero dovuto credere che Lily Anne Davis era morta in quell'incidente d'auto.
Lily, come aveva pattuito con Zack quella famosa notte, avrebbero fatto passare un paio d'anni prima di uscire fuori per cercare Harry e per comunicargli che la ragazza era viva.
Lily aveva fatto tutto quello per la madre, per liberarsi una volta per tutte di lei.
E c'era riuscita, finalmente.

Adesso era finalmente atterrata da più di due giorni a New York in cerca dell'amore della sua vita, quando improvvisamente iniziò a piovere dal nulla.
Decise così quel tardo pomeriggio di entrare in una caffetteria e lì trovò Harry.
Il suo Harry.
L'Harry che aveva sognato tutte le notti per due anni con l'attesa di baciarlo di nuovo.
Rimase però stupida della persona che si ritrovò davanti.
Harry era diverso.
Non era più lui.
Era come se facesse finta di non conoscerla.

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