Sei mesi dopo.

Harry guardò attentamente il suo armadio prima di prendere dalla stampella la sua solita divisa da lavoro di colore bordò.
Si sistemò davanti allo specchio e abbottonò la camicia bianca fin sopra al collo.
Si infilò velocemente i pantaloni neri e il suo gilè di tessuto del medesimo colore, profumante di vaniglia.
Gemma aveva di nuovo lavato i suoi abiti con l'aroma che il ragazzo amava.
Si smosse i capelli ormai corti e uscì dalla sua camera, con la barba tagliata, pronto per andare a fare colazione e per iniziare un'altra giornata di lavoro.

-ciaooo- lo salutò entusiasta il piccolo Harry dal seggiolone, ancora con la ciotola della colazione piena e le mani completamente sporche di cibo.
Il riccio sorrise andandogli vicino e strofinando il suo naso contro quello del piccolo Harry, mentre il bambino scoppiò a ridere felice.

-buongiorno- lo salutò Gemma, avendo chiuso dietro di lei il frigorifero.

Il ragazzo si illuminò e sorrise quando notò sua sorella serena e con un enorme pancione.
Era al terzo mese ormai e aveva trovato finalmente il tempo di poter lavorare anche a casa.
Gemma si avvicinò a suo figlio e mentre gli pulì le mani indicò a Harry il bancone con sopra la sua tazza di caffè espresso con tre cucchiaini di zucchero.

-sì Matt, capisco. Certamente farò il prima possibile lo prometto. Sì, ovviamente.
La ringrazio, ci vediamo al lavoro. Buona giornata-

Adam entrò nella stanza baciando sulle labbra Gemma, salutando sia il pancione che il piccolo Harry.
Salutò anche il riccio dopo qualche istante, mentre prese il caffè di sfuggita e iniziò subito ad indossare la giacca.

-vai presto oggi?- gli domando Gemma con tono afflitto, mentre l'uomo le rivolse uno sguardo malinconico.

-Matt ha bisogno di una mano.. non posso dire di no, lo sai-

La sorella di Harry annuì mentre Harry osservò la scena a bocca chiusa, guardando l'orologio e calcolando quanto ci avrebbe messo a fare tutto.
Una volta che Adam uscì dalla porta della loro casa, Gemma prese in braccio il piccolo Harry e gli mise le scarpine, pronto per andare all'asilo.

-lo porto io Harry-

Il ragazzo si massaggiò il collo preparandosi per uscire, prendendo velocemente il piccolo tra le braccia.

-lo faresti davvero?- gli domandò la sorella in tono grato.

-ovviamente. Non ritarderò e poi non puoi prendere la macchina con quel pancione-

Gemma rise e anche il piccolo Harry sorrise, balbettando qualcosa che solamente il ragazzo capì.
-perché tanta pancia?-

-cosa ha detto?-

Il riccio rise aprendo la porta, per poi richiuderla dopo aver risposto a sua sorella.

-dice che ti sei ingrassata moltissimo-

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Una volta che Harry accompagnò suo nipote all'asilo, guidò svelto e veloce per andare al lavoro.
Il cielo ormai era diventato completamente grigio, e in quella giornata così cupa, a New York sarebbe iniziato a piovere di lì a qualche istante.
Il ragazzo parcheggiò ad un isolato di distanza dalla caffetteria in cui lavorava e iniziò a correre per via delle gocce che stavano iniziando a bagnarlo completamente.
Entrò con il fiatone mentre alcune persone erano già davanti al bancone per ordinare qualcosa.

Si sbrigò ad entrare nel ripostiglio dove gli era concesso posare i suoi effetti personali e vestirsi per indossare la maglietta della caffetteria e l'etichetta con il suo nome scritto sopra.

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