Tregua~

4.3K 268 60
                                                  

Ero rientrata tardi, l'orologio segnava l'una di notte e il giorno dopo la sveglia avrebbe iniziato alle 7 a tartassarmi i timpani.
Avevo bisogno di un bagno caldo, non volevo ammettere a me stessa quello che avevo combinato alla cena.
Daniel.. Ma come mi era venuto in mente Dan in quel momento?
Ero stata così vigliacca da non esser nemmeno riuscita a chiedere scusa.
Avevo nella testa lo sguardo attonito di Gilbert impresso, mi bruciava dentro.
La cosa che mi fece più male non fu il dispiacere per averlo offeso, a quello avrei rimediato in qualche modo.
Ció che ardeva come un fuoco dentro di me era l'orgoglio, che avevo calpestato con i miei stessi piedi, anzi, con le mie stesse parole. Qualunque idea si fosse fatto Gil di me e Dan era sicuramente sbagliata, per questo gli avrei parlato.
Non mi ero nemmeno dimenticata, peró, della vendetta che ancora non avevo avuto nei confronti di Dan, solo che in quel momento mi sembró passare in secondo piano. Ero frastornata. Non riuscivo più ad essere la donna che aveva il controllo della sua vita. Stavo vivendo un turbine di sensazioni contrastanti che riguardavano persone che conoscevo appena. Mi sentivo come se da un momento all'altro stessi per svegliarmi e che fosse tutto un sogno elaborato dalla mia fervida immaginazione.
Invece no, non era così, era tutto reale.
Ero andata a cena con un collega, ero stata bene come poche volte nella mia vita. Mi faceva sentire tranquilla, a mio agio.
Mi immersi nel bagno caldo, dovevo necessariamente spegnere il cervello.
Massaggiai le tempie e socchiusi gli occhi, solo così riuscii a rilassarmi per un po'.

La settimana voló perchè fui indaffaratissima a lavoro e passai anche il sabato e la domenica in ufficio.
Il lunedì fui più libera, così pensai di chiedere a Tasha un riferimento per contattare Gilbert. Non fu difficile, utilizzai il lavoro come scusa.
Decisi di inviargli una mail.

A Gilbert:
Ciao, sono Gen
Mi dispiace. Vorrei avere almeno l'opportunità di chiarirti come stanno le cose, sicuramente tutto ció che hai pensato sarà sbagliato e spero che la prima parte della serata sia stata per te abbastanza piacevole da potermi almeno concedere questa possibilità.
3321232456

Preferii non rileggerla nemmeno, perchè se avessi indugiato troppo non avrei più avuto il coraggio di premere Invia.
Di tanto in tanto durante la settimana controllavo la posta, ma della risposta di Gilbert non ci fu nemmeno l'ombra.

Giovedì mattina accadde qualcosa che mi lasció interdetta e non fui l'unica ad esserne stupita, anche Tasha mi pareva senza parole.
Entró nel mio studio senza nemmeno bussare e fu penso la prima volta da quando ero li.

Gen ha chiamato Hopkinsn, avete un appuntamento a pranzo da Morimoto alle 13, ti aspetterà li. Sputó quelle parole tutte d'un fiato e io mi sentii avvolgere in una bolla di sapone.
Cosa significava quell'appuntamento?

Ha aggiunto che dovresti almeno dargli la possibilità di spiegarti, poi di fronte alle sue spiegazioni potrai scegliere cosa fare.
Le parole di Tasha mi arrivarono lontane. Sentii la sua voce come se fosse stata ovattata.
Per me non aveva alcun senso quell'atteggiamento, soprattutto dopo che fossero già passate ormai 2 settimane. Era troppo comodo comportarsi così. Aveva aspettato una mia mossa e solo quando non fu arrivata si decise ad agire.

Gen io non so cosa sia realmente successo tra te e Daniel Hopkins ma mi è sembrato che ci tenesse molto a questo pranzo.
Rimasi ancora in silenzio di fronte a quelle parole, ero davvero fuori di me.
Ridicolizzarmi e poi obbligarmi ad un pranzo... Quest'uomo doveva scendere un po' con i piedi per terra. Doveva incominciare a capire che il mondo non ruotava intorno a lui.
'Allora perchè ti presenterai all'appuntamento?' fece eco una domanda proveniente dalla coscienza. Anche quella volta la ignorai perchè non avevo risposte.
Tasha abbandonó il mio ufficio e io finalmente potetti crollare col viso tra le mani che poggiavano sui gomiti sulla scrivania. Qual era la cosa giusta da fare?

Beautiful disasterDove le storie prendono vita. Scoprilo ora