Uno splendido disastro~

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/GEN'S POV/
Quando entrammo al ristorante cominciai a sentirmi un po' più agitata. Iniziavo finalmente a realizzare quello che stavo facendo. Stavo per sedermi al tavolo con un uomo dopo aver accettato il suo invito a cena senza nemmeno indugiare un po'. E' vero, non era un appuntamento a tutti gli effetti, però era la prima volta dopo tanto che mi lasciavo corteggiare, quindi la cosa sorprese addirittura me stessa. Gilbert si accorse che fossi sovrappensiero perchè spezzò il silenzio.

Gen, parlami di te. Me lo disse guardandomi dritta negli occhi. Non so se me lo chiese perchè realmente curioso o perchè ingannava l'attesa del cameriere.

Cosa vuoi sapere? Risposi circospetta perchè speravo non facesse domande sulle questioni sentimentali.

Se sei impegnata per esempio.. disse lievemente imbarazzato. Dovette notare anche il mio di imbarazzo, perchè subito tergiversò aggiungendo
Dimmi la tua età, le tue passioni, cosa ti piace fare.. Mi piacerebbe conoscerti di più.

Sembrava davvero sincero, mi dava l'impressione di una persona pulita, una capace davvero di affezionarsi agli altri, senza scheletri nell'armadio, senza riserve. Non fu difficile aprirmi con lui, anche se preferii omettere alcuni particolari della mia vita, come quello che ero stata tradita qualche mese prima delle nozze.
Certo, alcuni particolari... echeggiò una vocina nella mia mente. Doveva essere la mia coscienza, ma la ignorai e ripresi la conversazione con Gilbert.

Ho ventotto anni e sono a New York da meno di un mese. Lavoravo già nella nostra azienda, ma non alla sede centrale. Mi sono trasferita perchè avevo fatto un periodo di trasferta qui di pochi giorni a giugno e poi Cooper decise di firmarmi un contratto di sei mesi come direttrice data la scomparsa di Burton.. feci una pausa e abbassai la testa. Quel pover uomo era stato il direttore della centrale prima che arrivassi io perchè un infarto lo aveva stroncato verso la fine di maggio. A volte mi capitava di sentirmi in colpa per aver dovuto prendere il suo posto, ma infondo colpe non ne avevo.
Ad interrompere la mia pausa fu il cameriere che ci diede il benvenuto e ci propose il menù del giorno. Ovviamente la paella era d'obbligo in un ristorante spagnolo e noi optammo per quella di pesce.

Continua Gen.. Mi pregò appena il cameriere si fosse voltato verso la cucina. Sembrava assorto dal racconto della mia vita. Mi guardava con degli occhi penetranti che scrutavano i miei. Mi sentivo come messa a nudo, eppure nemmeno in quel momento ero imbarazzata, nonostante stessi raccontando stralci della mia vita ad uno sconosciuto, quindi feci come disse.

Ho una gran passione per la lettura. Adoro i classici e i romanzi. A volte mi piace leggere anche i gialli, però capita poco spesso perchè non ho mai tempo da dedicargli e se non li leggo tutti d'un fiato non riesco ad indovinare il colpevole prima di arrivare alla fine del libro. Quelli di Agatha Christie li ho letti tutti però. Gli sorrisi dolcemente, mi piaceva parlare con lui. La mia vita ai suoi occhi doveva sembrare interessante, perchè non si perdeva una parola di quello che raccontavo e perchè ero bravissima a nascondere gli altarini.

La tua famiglia quindi è rimasta a... Si interruppe, effettivamente avevo dimenticato di dirgli la mia provenienza.

Whashington! esclamai completando la sua frase.
I miei genitori sono molto tradizionalisti, ci tenevano a rimanere nella casa dove si sono trasferiti da sposati e dove hanno cresciuto me e mio fratello Thomàs. Questa volta fu lui ad interrompermi e io fui felice di rispondere alla sua domanda.

Avete origini francesi? Gli spuntò un sorriso tenero sul viso quando collegò il mio nome a quello di mio fratello. Questo lasciava intendere che in qualche modo anche lui fosse legato a quel Paese.

Bernadette, mia madre è originaria di Bordeaux e sposò mio padre che viveva già a Washington. Si conobbero in vacanza e da allora lei si trasferì negli stati uniti e non si sono più separati. Sorridemmo entrambi. Io, per il pensiero felice e allo stesso tempo nostalgico rivolto ai miei genitori e lui, di rimando.
Era stata proprio mia madre, per una vita intera, ad inculcarmi il valore dell'amore e del matrimonio e ricordavo ancora la sua espressione disgustata quando la avvisai dell'annullamento delle nozze e soprattutto del motivo. Scossi la testa per eliminare quel pensiero. Non avrei permesso che il mio ex compagno mi rovinasse quella serata.. la serata.

Beautiful disasterDove le storie prendono vita. Scoprilo ora