Capitolo 13

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Non ho neanche fatto colazione la mattina seguente, mi sono catapultata giù dal letto e sono corsa a scuola.

Devo parlare con Axel. Devo assolutamente sistemare le cose con lui. Devo sapere se quello che ha detto ieri sera è vero!
Le parole pronunciate da lui mi rimbombano in testa come un eco interminabile, e più cerco di non pensarci, più queste mi tornano in mente.

Sono così confusa. Non so più cosa sono e chi sto diventando.

Non so perché, ma quando sto con Axel, tutti i miei assilli, i miei dubbi, svaniscono. Lui è la cura alle mie paure e alle mi sofferenze, lo è sempre stato sin dal primo giorno in cui l'oscurità dei suoi occhi ha incontrato il verde splendente e luminoso dei miei.

"Lyä basta! Sei tu la tua cura! Non un vampiro! È merito tuo se continui ad andare avanti con la testa alta, non di Axel"

Forse ha ragione il mio istinto, forse quel ragazzo mi sta facendo il lavaggio del cervello.

Sto camminando da più di un ora per i corridoi della scuola, con lo zaino su una spalla e la testa alta.
Non ho una meta ben precisa, in realtà spero solo di riuscire a trovare Axel il prima possibile.
Me ne sbatto delle lezioni, devo parlare con lui!

Mentre cammino per i corridoi della scuola, con il mio solito passo spedito, noto che dei giovani alle mie spalle mi fissano imperterriti il fondoschiena.

"Per tutte le lune!"

Quanto sono fastidioso questi umani.
Quasi, quasi mi diverto un po' ...

Concentro il mio udito sui due ragazzi che, a giudicare dalle felpa con lo stemma della scuola, devono sicuramente far parte di qualche squadra sportiva.
-E se provassi ad invitarla?- disse il più alto fra i due, rivolgendosi all'amico con un sorrisetto malizioso sulle labbra, e gli occhi fissi sul mio fisico tonico e slanciato.
-Non credo che ti convenga, ho saputo che è già di proprietà del figlio del conte. Quel volpone si è già assicurato il posto nel suo letto, da quello che ho sentito- continua l'altro, appiccicando il suo sguardo sul mio didietro.

Cosa? Un posto nel mio letto!? Ma fatemi il piacere. E poi cos'è questa storia che io ora appartengo ad Axel?
Sarà meglio sbrigarmi, prima che volino in giro altre voci!

"Ah! Comincio a stufarmi! Saranno due ore che cammino! Possibile che non ci sia neanche il suo fottuto odore a darmi una mano per trovarlo prima?!"

Sarà meglio chiedere a qualcuno.
Decido così di bloccare una giovane dai lunghi capelli biondi, che camminava nella direzione opposta alla mia. -Scusa hai visto un ragazzo alto, occhi e capelli neri e vestito sempre elegantemente?-
Già mi aspettavo un "no" come risposta, insomma le informazioni che gli ho dato sono scarse e prive di dettagli. Questa invece, alza un sopracciglio in segno di stupore -Ovvio! Come si fa a non vedere quel fico di Axel!-

Io mando gli occhi al cielo.
Possibile che in questo liceo guardino tutti solo la bellezza esterna?
Ah che rabbia!
Respira Lyä, Respira.
Uno, due, tre, quattro ...

-E dov'è?- domando io arrivata al limite della sopportazione.
-In presidenza ... Il preside Risend voleva parlare con lui. Da quello che mi hanno detto, c'erano anche Jagho e altri due signori molto affascinanti, credo che uno sia il padre di Axel. Quanto vorrei essere mandata in presidenza anch'io in questo momento!- mi risponde la ragazza sventolandosi il viso con una mano, non appena pronuncia il nome "Jagho".

Come?!
Cos'è questa storia?
Sarà meglio andare a vedere cosa combinano quelli la, prima che scoppi la terza guerra mondiale.

-Grazie Bionda!- esclamo alla giovane, superandola velocemente e dirigendomi in segreteria.

La ragazza Lupo [in revisione]Leggi questa storia gratuitamente!