epilogue

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"Dove stiamo andando esattamente?" Luke sorrise, poi lanciò uno sguardo a Frances che indossava una benda davanti agli occhi. Era seduta al suo fianco.

Le sue gambe magre abbronzate esattamente come il resto del suo corpo, una canotta le evidenziava il seno ed aveva dei pantaloncini che le arrivavano al ginocchio. Era in tenuta decisamente estiva ed era bellissima

"Ovunque tu voglia." Disse il ragazzo. Ormai anche lei era maggiorenne e aveva deciso di portarla in un posto a sua scelta per festeggiare.

"Voglio andare a Los Angeles." Disse lei, ridendo. Non credeva possibile il "ovunque tu voglia" di Luke perciò disse una città decisamente improbabile.

"Perfetto." Disse lui. "Stiamo andando all'aeroporto." Lei rimase a bocca aperta.
"Luke, stavo scherzando..." Cercò di togliere la benda ma non ci riuscì.
"Io no." Frances era estremamente in ansia. Andare a Los Angeles costava tantissimo, non volevo questo, insomma, le sembrava un tantino esagerato.

Quando arrivarono all'aeroporto, Luke decise di togliere la benda a Frances solo per non far pensare cose diverse dalla realtà alle persone.

Luke aveva già i biglietti per Los Angeles. Era un volo diretto che sarebbe durato circa 14 ore ma ne sarebbe valsa la pena. Già si immaginava la faccia di Frances quando avrebbe visto la sorpresa.

Il volo, nonostante la lunga durata, tra chiacchiere, film e lunghe dormite, durò quasi meno del previsto per i due ragazzi.

Frances era al settimo cielo. Chi non voleva un ragazzo come Luke?
Non solo era bello, ma era anche dolce e gentile. Sembrava quasi di vivere in un fiaba e Frances si sentiva una principessa.

Quando atterrarono e scesero dall'aereo, a Los Angeles c'era un bellissimo sole.

"Che ore sono?" Chiese Frances.
"Le 17.30" Frances si grattò la nuca.
"Ma non durava 14 ore il viaggio?" Chiese di nuovo.
"Infatti siamo partiti il 7 luglio, qui a Los Angeles è il 6 luglio." Spiegò Luke. La ragazza annuì.

"Ho comprato un auto." Disse Luke. Frances sbarrò gli occhi.
"E perchè l'hai fatto?" Chiese la ragazza.
"Frances, calmati, ho i miei motivi." Disse lui, raggiungendo una Volkswagen grigia.

"Sali." Ordinò Luke a Frances. Lei obbedì. Era curiosa di visitare Los Angeles anche se Luke le sembrava strano.

"Dove andiamo?" Chiese Frances.
"Fai troppe domande." Sbuffò Luke.
Il viaggio al presunto albergo durò 3 ore e mezza perciò Frances si addormentò. Era esausta.

Quando riaprì gli occhi non si trovò davanti ad un albergo ma davanti ad una villetta a schiera.

"L'hai affittata oppure hai parenti che abitano qui?" Chiese, sbadigliando.
"Frances, avevo già previsto tutto. La tua richiesta di venire qua a Los Angeles, l'aereo, il volo, l'auto e la casa." Frances lo interruppe.
"Hai comprato anche questa?
Luke non devi spendere tutti questi soldi per un viaggio, insomma, ho solo compiuto 18 anni!" Urlò Frances. Non era arrabbiata ma era preoccupata.

"Sta' zitta due minuti, ti prego!" Chiese Luke e lei si zittì.
"Siamo ad Orange County, so che la ami. Questa è la casa dei miei genitori, quest'auto me l'hanno regalata per i miei 16 anni. Ogni estate vengo qui ma ora voglio rimanerci per sempre.
Frances, verresti a vivere con me?" Frances aprì di colpo la bocca.

"E i miei studi?" Chiese lei.
"Ti ho iscritta ad una delle migliori università. Dista 20 minuti da qua.
I miei zii hanno un'azienda qua vicino, andrò a lavorare lì. Ho già pianificato tutto. Manchi solo tu per rendere perfetta la mia vita." Disse lui, sperando di convincere la ragazza.

"Devo avvisare i miei." Disse lei.
"Già avvisati." Sorrise Luke.
"Luke..." Sospirò lei.
Luke abbassò lo sguardo, pronto a ricevere un no come risposta.

"Certo che voglio vivere con te." Sorrise lei, prendendogli il viso tra le mani.
Si diedero poi un lungo bacio.

Lo sapevano entrambi. Insieme sarebbero stati felici.

E tutto grazie ad uno scherzo su FaceTime.

Vi consiglio di non fare scherzi su FaceTime, insomma, Frances è stupida, rido

Grazie mille per i traguardi raggiunti, siete stati magnifici.
Grazie a chi non ha creduto in me e grazie, ovviamente, a chi ha creduto in questa storia sin dall'inizio.
Grazie per avermi fatto ragionare, per avermi convinta a continuare questa stupidissima storia.
Abbiamo quasi raggiunto i 4k voti e non potrei essere più entusiasta di così. Non me lo aspettavo.

Spero leggiate altre mie storie e spero di trovare gli stessi commenti anche nelle altre storie, ci spero veramente un sacco.
Detto questo,
un immenso grazie.

P.s ho scritto un sequel. Lo trovate continuando a sfogliare il libro.

-ClaviaButera

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