Travis

Il rumore della palla rimbombava nelle mie orecchie, Aiden girava da una parte all'altra del campo facendola rimbalzare sul pavimento.

"Dove è finito Luke?" urlò Cameron, entrando nel giardino di casa sua in quel preciso istante. "Doveva essere qui mezz'ora fa, ma tanto domenica dovremmo soltanto cercare di battere la North, chi se ne importa, no?" Era ironico.

Aiden scoppiò a ridere, anche lui era un po' strano quel giorno. Forse lo eravamo tutti e tre: Luke, Aiden ed io.

In realtà, non pensavo fossi strano, però Aiden me lo aveva detto quando mi era passato a prendere quel giorno.

Per me non lo ero, era solo che non c'ero con la testa, come negli ultimi sette giorni.

Sette giorni che non le scrivevo.
Sette giorni che non le parlavo.
Sette giorni che la vedevo nei corridoi e mi trattenevo dal sorriderle.

Sapevo che, probabilmente, anche lei non era sulla terra quando Jenna e Maya le parlavano. Sapevo anche che loro due sapevano tutto. Dopo che era uscita dal bagno, l'avevo seguita, ma lei era con Maya e Jenna a raccontargli cos'era successo.

E allora aveva raccontato loro di quella volta nel Bronx, di come Bryan avesse provato a portarsela via, quando era tutta una mia idea. Aveva parlato loro di quando mi aveva quasi tirato una padella in testa a casa di Melanie, di come avevamo passato qualche sabato insieme facendo da babysitter, di come avevamo pitturato le pareti in camera sua, di come l'avevo difesa da Luke per cercare di mantenere la scommessa. Questa era la parola che aveva usato: mantenere.
Gli aveva anche parlato di quando le avevo offerto da bere alla prima festa di Aiden di quest'anno, della sigaretta, dei Blake, del patto, della festa in maschera al Gold.

Aveva ripercorso tutti i nostri momenti in circa sei minuti, gli occhi ancora bagnati dalle lacrime e lo sguardo quasi sempre abbassato.

"È stato uno sbaglio, dovevo dar retta ad Isaac, dovevo fare solo questo e non l'ho fatto. Mi sono quasi innamorata di lui, o forse lo sono in pieno, forse sono davvero innamorata di lui e non è una semplice cotta che passa come la pioggia nei giorni in cui splende il sole. Ma è stato uno sbaglio e Travis Walker sarà soltanto un ricordo lontano, lo giuro." Con questo concluse il discorso. E ricordo ancora come mi ero sentito quel giorno, ascoltando le sue parole, vedendo le sue lacrime.

Mi ero sentito devastato. Come se un tram mi fosse passato sopra.

Lei si era innamorata di me.
Io mi ero innamorato di lei.
E per colpa mia avevamo perso tutto.

Aveva ragione, l'avevo illusa, sfruttata, l'avevo fatta andare contro la sua famiglia.
Avevo in mente soltanto lei, lei era tutto ciò che mi stava distruggendo.

Perché sì, Faith Evans era la mia rovina, la mia distruzione.

Anche se, infondo, avevo avviato un processo di distruzione automatica prendendomi gioco di lei.

Sentii un fischio che mi distrasse dai miei pensieri, era Aiden.

"Travis, tutto okay?" chiese.

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