Capitolo 1

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Erin

Io e Lily eravamo sul divano a guardare la televisione. Era seduta sulle mie gambe, aveva la testa appoggiata sul mio petto e giocava con la collana che portavo al collo. Non trasmettevano nessun film interessante così avevamo inserito il DVD di Cenerentola.

-Mamma, chi è il mio papà?-

Ogni volta che mi faceva quella domanda volevo sprofondare nel terreno, volevo che qualcuno venisse e che mi uccidesse senza pietà. Era doloroso parlare di suo padre e non volevo dirle che non l'aveva accettata. Lui era stato il mio unico grande amore, con lui avevo vissuto a pieno la mia vita, mi aveva fatto scoprire il senso della parola amore e per questo gliene ero grata. Lily domandava spesso chi fosse suo padre, tutte le volte il mio cuore si fermava e poi riprendeva i battiti. Lei non poteva sapere.

La sola cosa che odiavo era che lui non sapeva di avere una figlia.

Harry Styles non sapeva di essere padre.

Quando gli dissi che ero incinta ero la ragazza più felice del mondo, avevo solo diciotto anni, ma a me non importava. Lui mi disse che era troppo giovane per avere figli, che la sua carriera era più importante, ma che, se avessi abortito, avremmo avuto altri figli più avanti. Io non volevo uccidere quella creatura. Non aveva fatto niente, era innocente, era frutto dell'amore tra me ed Harry.

Il giorno dell'operazione Harry mi aspettava a casa, ero andata da sola perché non volevo nessuno che mi consolava e che mi diceva che sarebbe andato tutto bene. Quando stavo per entrare in sala operatoria, avevo detto all'infermiera che non potevo farcela e che avrei tenuto il bambino. Prima di uscire dall'ospedale dissi all'infermiera che doveva confermare che l'operazione era stata fatta, ma che io me ne ero andata lontana da Londra. Da lì avevo cresciuto la mia bambina, ci eravamo rifugiate in un paese a due ore da Londra e non avevo più saputo niente dei One Direction.

Non guardavo molto la televisione, se non per vedere dei film con Lily, non compravo le riviste e non usavo il computer, se non per lavorare. Non volevo rivedere le facce dei ragazzi.

-Tesoro, sai che non mi piace parlare di tuo padre- le risposi. Lily aveva tre anni, era una bambina molto sveglia e piena di piccoli talenti. Erano tre anni che ero lontana da Harry, tre anni che non sapevo niente di lui e del suo mondo.

-Va bene- sentivo dal suo tono di voce che era delusa. Si rabbuiava ogni volta volta che non le davo una risposta. Voleva sentirsi dire chi era suo padre, chi era l'uomo che non era presente nella sua vita e che non la stava crescendo. Non potevo rivelarle il suonome. Avrebbe sofferto e non volevo questo per lei. Volevo che fosse felice.

Si addormentò sulle mie gambe. Il suo respiro divenne pesante e caldo. La presi in braccio e, senza svegliarla, la portai nella sua stanza. Sembrava un angelo quando dormiva, non smettevo mai di guardarla e mi domandavo come Harry avesse potuto abbandonare una bambina così bella. 

Bella quanto lui pensai.

Le rimboccai le coperte, ma purtroppo la svegliai. Si avvicinò a me e mi diede un bacio sulla guancia.

-Ti voglio bene mamma- disse prima di sbadigliare.

-Anch'io te ne voglio, amore mio...- le accarezzai i capelli e le lasciai un bacio sulla fronte. Una mamma amava sempre la sua bambina. Non potevo non amare Lily, lei era l'unica cosa che era rimasta dopo Harry e avrei fatto di tutto per renderla felice -...Vuoi davvero conoscere il tuo papà?...- le sussurrai dolcemente. Annuì -...Allora te lo farò conoscere, piccola mia- sorrisi. 

-Davvero?!- chiese con gli occhi che brillavano.

-Certo, tesoro- mi scappò una leggera risata. Parlammo per altri dieci minuti finché non si addormentò. Le accesi l'abat-jour e accostai la porta della sua camera. Lily non amava molto il buio e spesso veniva, durante la notte, veniva a dormire nel mio letto. Andai in cucina e presi un bicchiere d'acqua. 

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