Mi girai di scatto, riconoscendo la voce del ragazzo.

"Sono anche riuscito a riconoscerti, visto?" disse.

"Già" dissi io.

"Volevo parlarti."

"Lo so, anche io dovrei parlarti."

Annuì.

Iniziò ad arrivare un fresco venticello e ricordai di aver lasciato un coprispalle nella borsa nera. Me ne pentii subito, ma alla fine potevo sopportarlo.
Mi guardai intorno, nervosa.

"Togli la maschera" mi ordinò.

"È una festa in maschera, perché dovrei?" chiesi, anche se iniziai a pensare che Jenna avesse ragione: le feste in maschera non erano poi così divertenti.
"Potresti toglierla anche tu" continuai.

"Voglio guardarti negli occhi mentre ti parlo" disse.

"Anche io." Ma non sciolsi i nastri. Abbassai lo sguardo sulla punta delle scarpe.

"Non ci parliamo da un po' di tempo, non è così?" disse.

"Non poi così tanto tempo" replicai.

"Mi sono arrabbiato per una cavolata" sussurrò.

"Noah..."

"È vero, Faith. E ho mandato tutto all'aria per niente, hai contribuito a quello scherzo solo perché ti stanno facendo il lavaggio del cervello là dentro" disse.

"Non mi stanno facendo nulla ed è ora che tutti iniziate a capirlo" sbottai. "Questa sono io, questa è la vera Faith. E ti ho già spiegato perché l'ho fatto, Noah. E in questi giorni avresti potuto farti sentire, rispondere ai miei messaggi, invece di ignorarmi."

"Sono solo passati due giorni" sbuffò.

Evitai di sottolineare che, poco prima, aveva detto che non ci sentivamo da molto tempo. Che era lui a non rispondere alle mie chiamate, ai miei messaggi.

"Non mi sei mancato." Le parole uscirono fuori da sole e non feci in tempo a chiudere la bocca. Mi guardò stranito, ovviamente. Magari non si aspettava una risposta del genere.

"In che senso?"

"Ti ho mandato messaggi e ti ho chiamato, è vero, ma non sono stata così male, alla fine. Noah, non so se abbiamo rotto o se tra noi c'è ancora qualcosa, o se c'è stato davvero qualcosa. So soltanto che il nostro rapporto non è più come prima e non per lo scherzo alla North, ma da molto tempo e penso sia meglio finirla qui" spiegai.

"Tu mi piaci, Faith."

"Pensavo di provare qualcosa di più per te, invece..." Mi venne in mente il bacio con Travis alla festa di Halloween, quelle poche emozioni che avevo provato con un solo bacio a stampo. Ripensai alla sera prima, in piscina, dove tutte i miei sentimenti erano scoppiati in un solo momento.

Fame, avevo pensato.

Tutti pensiamo alla fame, quando sentiamo quel vuoto nello stomaco, mentre invece è qualcos'altro.

"Ti vedo solo come un amico" conclusi. "Mi dispiace."

"Si, anche a me." Abbassò lo sguardo.

"Possiamo comunque rimanere amici" suggerii.

"Amici un corno, Faith!" urlò. Sperai non attirasse l'attenzione. "Tu mi piaci sul serio e stai mandando tutto a puttane."

"Non penso che possiamo stare insieme, tutto qui. Ora, se non ti dispiace."

Mi allontanai lentamente, sentendo un peso nello stomaco scivolare via velocemente.

Io e Noah non potevamo stare insieme, non dopo che avevo baciato Travis ad Halloween. Non dopo che avevo capito ciò che veramente provavo per lui. Non dopo che ci eravamo baciati in piscina.

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