Il primo giorno pt2~

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Il mio ufficio era enorme. Era ció che nemmeno nei miei pensieri avrei mai immaginato minimamente. Quella mattina tutti mi sorridevano e mi facevano cenni con il capo, sembrava che non aspettassero altro che me, la nuova dirigente dell'azienda.
Decisi che mi sarei impegnata affinchè Cooper, il mio capo, mi prorogasse il contratto oltre i sei mesi iniziali. Avrei lavorato anche ad agosto.
Mi sedetti alla scrivania e mi accorsi di un mazzo di fiori che, presa dai pensieri e dalla bellezza del mio ufficio, non avevo notato. Non avevano nessun biglietto, quindi, per non ricadere nell'errore di poco prima, anticipai i miei pensieri proibiti e mi dissi che probabilmente non era stato altro che un'altra idea gentile del capo. Quanto ancora credeva di dovermi ringraziare? Probabilmente non sapeva che dovevo ringraziare io lui.
Cominciai a sistemare le mie cose negli armadietti e personalizzare con il mio tocco femminile quella stanza, quando bussarono alla porta.
Avanti pure, dissi con un tono che persino a me stessa sembrava fin troppo gentile.

Buongiorno signora Nicholson disse una voce squillante ma esile. Sono Tasha e saró la sua segretaria personale.

Ciao Tasha, chiamami pure Gen dissi cordialmente e con fare amichevole. Mi piaceva instaurare un bel rapporto con i miei colleghi, non mi interessavano false riverenze atte solamente ad ingraziarmi per ricevere promozioni.

D'accordo mi disse. Fece una breve pausa e poi continuó
Il mio ufficio è davanti al suo Gen, mi chiami quando ha bisogno.

Le sorrisi gentilmente e poi mi venne in mente che lei avrebbe potuto conoscere il mittente dei miei fiori.
Tasha per caso sa chi ha lasciato questi fiori sulla mia scrivania? Non c'è un biglietto..

È stato Dan. Puntualizzó e poi immediatamente alzó gli occhi al cielo.

Dan? Dissi accigliata.

Ha ragione, mi scusi Gen, lei non puó conoscerlo visto che è appena arrivata. Dan è il direttore di un'altra succursale dell'azienda e ogni giovedì tutti i direttori si riuniscono per fare il bilancio della settimana. È un farfallone, fa questo con chiunque. La prego di non dire che gliel'ho detto io. Lui stamattina non si è accorto di me quando ha lasciato i fiori sulla sua scrivania.

Ottimo. Quindi Dan era la descrizione di quell'uomo che io avrei dovuto assolutamente mantenere alla larga. Lo avrei fatto.
Feci un cenno a Tasha per indicarle che poteva andare e poi la salutai con un sorriso. Presi i fiori, li capovolsi a testa in giù e li infilai nel cestino affianco alla scrivania. Decisi che quello era il primo passo migliore per segnare la distanza tra me e questo Dan. Nuovamente fui distratta dai rintocchi che bussavano alla mia porta.
Avanti! Dissi ancora una volta. Un uomo giovane, sui 30, moro ma con occhi chiari fece capolino alla mia porta.

Benvenuta signora Nicholson, io sono Daniel. Mi disse e sfoggió un sorriso a 32 denti poco male.

Salve Daniel, mi chiami Gen. Il tono che uscì da quella frase era quello di una donna fredda e impassibile. Bene, era quello che volevo. Con le donne mi piaceva instaurare un rapporto, con gli uomini no e quindi decisi che il comportamento da stronza stakanovista era quello che ci voleva.

Se vuole possiamo pranzare insieme oggi, Gen. Immagino che non conoscerà ancora gli altri colleghi..

Non gli feci nemmeno finire la frase che lo stoppai immediatamente.
La ringrazio, ma sono sommersa dal lavoro. Non credo che mi fermeró per pranzare. Gesticolai e abbozzai una risata.

Allora ci vedremo alle 6. Disse, sorridendo di nuovo. Feci un cenno col capo e lui sparì dietro la mia porta.

Cosa significava ci vediamo alle 6? Comunque non avrei minimamente pranzato con lui nè con qualsiasi altro collega uomo che avrei incontrato in giro per l'azienda. Chiariamoci, non volevo diventare una zitella polverosa, vecchia e arrugginita. Volevo solamente avere rapporti in cui non fossero coinvolti cuore e sentimenti.
Mentre pensavo, il mio sguardo si soffermó su un calendario affisso al muro di fronte e poi capii il significato della frase di Dan.
Certo. Era giovedì. E Dan era Daniel. Molto bene, ero ancora più felice di aver rifiutato il suo invito a pranzo. Sorrisi fiera di me. Era quella la Gen che avrebbero conosciuto in azienda.

Continua...

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Per chi non lo sapesse, ho creato un account su instagram in cui pubblicheró citazioni del libro e spoiler, seguitemi se vi fa piacere!! Il nick è lo stesso, @piienneggiu
Piccolo estratto dal prossimo capitolo
Bhè, volevo farla ambientare. Volevo metterla a suo agio. Giuro che dopo aver pronunciato quelle parole mi squadró dalla testa ai piedi indugiando per qualche secondo sulla mia scollatura.

Beautiful disasterDove le storie prendono vita. Scoprilo ora