Capitolo 3: La Nuova Generazione (IV)

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Uno schiocco di dita e Nico le voltò le spalle. Si avviò verso l'uscita in modo decisamente lento e sfacciato, mentre il circolo di persone intorno a lei cominciò, al suo solo ordine, a trasformarsi da debole barricata in un vero e proprio diversivo.

Agata e Viviana, furono le prime ad avvicinarsi a lei; armate di una piccola cesta di nastri colorati, la bloccarono al centro della stanza, impedendole di seguirlo e chiedere alcunchè. Una sulla sinistra e l'altra sulla destra, cominciarono ad intrecciare sparse ciocche di capelli e nastri, fino ad ottenere delle strette trecce colorate che le dovevano scendere lungo tutta la lunghezza della schiena.

Abili nella padronanza delle loro dita, terminarono in pochi minuti e, sorridendo, restarono ancora pochi attimi a rimirare la loro straordinaria opera. La trascinarono davanti a un specchio lungo e stretto, l' unico della stanza, con la parte bassa che era tra il macchiato e il crepato; uno di quegli specchi che se fossero stati tempi normali, non sarebbe considerato utilizzabile.

"Ora sei una Ribelle..." Viviana sembrava quasi commossa. In verità, le stava già scendendo una piccola lacrima.

"Benvenuta!" Questa era Agata, che al contrario della sorella, mostrava un ampio sorriso di eccitazione.

Lasciarono campo libero ai due "bruni" del Quartier Generale e, passando, fu d'obbligo lo scambio di un saluto d'intesa fra i quattro che ebbe il sapore di un sonoro "clap". Non li aveva ancora conosciuti, ma già da come si avviavano verso di lei, si poteva riconoscere in loro una forte e simpatica personalità.

Camminavano vicini barcollando a destra e a manca, aggrappati l'uno a l'altro, come se fossero due curiosi amici ubriachi dopo essersi alzati in seguito una pesante sbronza notturna. Fingevano una banale lite per un bracciale che avevano entrambi tra le mani. Tra le risate si sentivano frasi del tipo "Io sono il più coraggioso!", "No, io!", "Io sono quello che si merita il bracciale!", "No, non è vero!" mentre, tirando di qua e di là, si disputava la battaglia feroce per quell'enorme bracciale del colore dell'oro.

Era una discussione abbastanza "accesa" e Vera, entrando nell'atmosfera scherzosa, quasi provò un moto di pietà per quel povero, piccolo, misero bracciale, oggetto di così tanta contesa. Litigando e scherzando oramai erano giunti entrambi davanti a lei, erano così buffi che a Vera scappò troppo da ridere e loro, senza troppo pensarci, risero di gusto con lei.

"Marco..."

"Leo..."

Fecero in sincronia un inchino davanti a lei, portando ogni gesto ad essere innaturale e scomposto, fino all'esasperazione, fino alla goffaggine. E poi insieme proseguirono, porgendole quel bracciale che tanto si litigavano.

"Onore e oro a te, o meravigliosa dea della forza e del coraggio.

Ti facciamo umilmente dono di questo omaggio.

Che sia della tua anima il protettore e simbolo del tuo valore.

Che testimoni che sei una guerriera della Nuova Generazione."

Ora figurava, in tutta la sua lucentezza, nella parte alta del suo avambraccio.

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Capitolo 3: La Nuova Generazione, parte 4! Finalmente cominciamo a delineare tutta la piccola organizzazione di Ribelli! Correzioni, domande, eventuali opinioni e quant'altro tutti giù nei commenti. Mi fanno sempre piacere e mi aiutano a trovare la forza e l'ispirazione per proseguire. Grazie infinite a tutti!

P.s: Se vi capita l'occasione, passate a leggere (H)ORUS, la mia nuova storia! La trovate tra le mie Opere! __Fran__

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