Capitolo 6

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Harry: Quel posto era così...wow.

Harry: Mi hai fatto riscoprire una cosa così semplice che avevo dimenticato.

Louis: Sono contento che ti sia piaciuto.

Harry: Ho iniziato a scrivere una nuova canzone. È da tanto che non succedeva.

Louis: Quindi è stato qualcosa di molto positivo.

Harry: Davvero Louis, grazie.

Louis: Sono felice che ti sia piaciuto ed il tuo ultimo tweet sbaglio o quella è una frase di Bambi?

Harry: Forse...?

Louis: Sto ridendo come un cretino ed un'infermiera mi ha appena guardato male.

Harry: Sei già a lavoro?

Louis: Sì, doppio turno oggi, un mio collega è malato, impazzirò! Abbiamo un'intera squadra di nuotatori incidentata e non smettono di urlare e chiedere cose.

Harry: Posso venire a dare una mano ad uno di quei poveri nuotatori? ;)

Louis: No.

Harry: Perché?

Harry: Geloso? Haha

Harry: Dai Louis non puoi non rispondermi.

Harry: Louis va tutto bene?

Harry: Come vuoi...Ci sentiamo.

Louis: #10 Io non sono come un nuotatore.

***

Louis sbuffò nuovamente non appena sentì il fastidio campanello provenire dal corridoio. Erano ormai più di sei ore che era a lavoro e non vedeva l'ora di staccare. Niall ed il dottor Harrison erano influenzati da almeno un paio di giorni e a Louis toccava fare orari disumani per coprire anche i loro. Il reparto di ortopedia del 'The Royal London Hospital Whitechapel' era uno dei più all'avanguardia in tutto il paese eppure il reparto mancava sempre di qualche medico qualificato, non che Louis non si sentisse tale, solo che ammetteva senza problemi di non aver alcun tipo di esperienza ed in quel reparto serviva qualcuno che prendesse in mano la situazione assai critica del personale di servizio.

Louis imprecò sottovoce alzandosi nuovamente non appena Adele fu davanti la soglia della porta per chiedere al giovane dottore di seguirla nella stanza dove quattro dei sei nuotatori si trovavano. Louis con tutta la sua gentilezza fece segno alla ragazza di andare e lui la seguì immediatamente dopo, affiancandosi a lei. Doveva ammettere che Adele era bella. Di una bellezza eterea, fine. Aveva dei delicatissimi tratti, labbra rosee e sottili ed un paio di occhi verdi che facevano contrasto con la sua pelle olivastra.

«Hai origini inglesi?» - fece Louis continuando a camminarle di fianco. Non avevano mai parlato da soli e quelle poche volte che era successo, riguardava sempre il lavoro e Louis era sempre accompagnato da Niall o altri medici, fu strano per lei sentire quella domanda poiché non riguardava il lavoro. Adele sorrise emozionata, in fin dei conti stava per iniziare una discussione con il ragazzo per cui aveva una cotta da almeno sei mesi - «Mia madre è inglese, mio padre pakistano. Le mie origini sono davvero confuse» - Louis sorrise di rimando e tornò a farsi serio non appena varcò la porta dove quattro ragazzi erano ricoverati. Si guardò intorno divertito, quei nuotatori erano grandi e grossi eppure così spaventati: il van dove viaggiavano, in direzione di una gara, era uscito fuori strada, ma non c'erano stati davvero grandi danni. Qualche contusione, un po' di shock ed un polso rotto per uno di loro, niente a vedere con del vero e proprio dolore, dolore che Louis stesso aveva provato eppure i sei ragazzi, non smettevano un minuto di urlare, Louis li trovò davvero ridicoli ma non essendo molto professionale dire una cosa del genere, tenne il suo pensiero per sé.

Birthday's Presents || Larry Stylinson AULeggi questa storia gratuitamente!