Capitolo 2

36.9K 1.7K 108

Finalmente siamo ritornati a casa, il nostro piccolo rifugio. Ammetto che non é un gran che, si tratta di una piccola casetta in legno molto semplice, nascosta nel cuore della foresta, leggermente più isolata delle altre case del nostro Clan.
Ha tre stanze da letto, compresa la mia, due bagni, una cucina e un piccolo salotto con un camino di mattoni con cui ci riscaldiamo l'inverno.

Ora ho di nuovo sembianze umane, ma sinceramente conoscendo mio padre ed i suoi attacchi d'ira, avrei preferito rimanere lupo.

Entro veloce in camera mia, chiudendo la porta alle mie spalle. Sperando con tutta me stessa che mio padre fosse troppo stanco per farmi la ramanzina.

Dopotutto ormai è notte, e solitamente lui va a dormire molto presto.

Meglio nascondersi sotto le coperte.

Mi tolgo svelta i miei jeans attillati e la mia grande felpa nera, che mi arriva quasi al ginocchio, e mi infilo rapida il mio pigiama: ovvero una paio di leggins e una t-shirt.

Poi, prima di nascondermi sotto alle coperte, mi avvicino al piccolo specchio della mia cameretta, osservando la meravigliosa foto di mia madre che tengo infilata fra lo specchio e il muro.

Subito la prendo fra le mani, e non posso far a meno di baciarla.

Mammina mia, non sai quanto mi manchi, da quando te ne sei andata tutto è cambiato.

Si tratta di una piccola fotografia che mio padre le scattò il giorno del loro viaggio di nozze. Lei è così bella, così sorridente e tiene fra le mani una bellissima rosa rossa.
La guardo tutte le sere prima di andare a letto osservando le differenze fra me e lei, e devo ammettere che più passa il tempo, più le assomiglio.
Proprio come lei, i miei lunghi capelli color del cioccolato, mi cadono lungo la schiena in morbidi boccoli, e fanno da cornice al mio viso ovale, decorato da una carnosa bocca a cuore, naso a patatina e grandi occhi verde smeraldo, che risaltano sulla mia pelle ambrata, come stelle nel cielo buio.
L'unica differenza è che lei era più alta di me, o almeno questo è quello che dice mio padre.
Anche se non mi ricordo molto di lei; i pochi momenti che mi sono rimasti impressi nella mente, sono attimi felici, di gioia. Che purtroppo non mi potrà più ridare nessuno.
Si chiamava Elise; che dolce melodia il suo nome.

Morì a causa di un Vampiro, durante uno scontro fra le due razze nemiche.
Secondo la storia, quando mio padre vide il corpo della sua compagna a terra sanguinante, perse completamente la testa.
In meno di una notte, fece strage di umani, vampiri e licantropi, e chiunque provò a fermarlo morì di una morte lenta e atroce.

La rabbia fa brutti scherzi a noi Sangue di Lupo, e il dolore per la perdita di una persona amata è ancora peggio.
Solitamente l'Alpha riesce a controllare meglio il proprio istinto, e rare volte perde il controllo, specialmente Becken, per cui non oso immaginare nemmeno il dolore provato da mio padre in quel momento. Un dolore talmente grande da far infuriare il lupo che è in lui.
Il compito di mia madre era anche quello di riuscire a calmarlo, di farlo ragionare, di consigliarlo; era l'unico essere che il suo istinto amava.

<<Tu si che sei stata una grande Sangue di Lupo mamma. Io non sarò mai alla tua altezza>> dissi guardando la foto, ed avvicinandola alle mie labbra nuovamente <<Notte madre ...>> continuo malinconica dopo aver riposto l'immagine della donna fra lo specchio e il muro.

Sto per infilarmi sotto alle coperte, quando sento la porta in legno della mia camera, aprirsi in un lento cigolio.

"Dannazione pensavo fosse a letto!"

Sento mio padre entrare come un uragano nelle mia cameretta e dal modo in cui ha appena sbattuto la porta, ed il gesto disperato con cui si sta massacrando i suoi capelli neri con le mani, deduco che sia molto arrabbiato.
Nonostante l'età devo dire che Becken si mantiene piuttosto bene, è alto e magro, e da sotto la maglietta si possono notare le braccia forti e muscolose.
Il suo viso, leggermente squadrato è serrato in un'espressione di rimprovero che crea sulla sua fronte delle piccole rughe. Sul mento una leggera barbetta nera gli percorre tutta la mandibola, che poche volte ho visto aperta in un sorriso.
Nonostante la carnagione ambrata come la mia e i capelli neri pece, i suoi occhi sono dello stesso colore del ghiaccio, se non grigi.

La ragazza Lupo [in revisione]Leggi questa storia gratuitamente!