Capitolo 1

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Sofia.

Che orrore, sento la loro puzza da un miglio di distanza.
Nascosta qui, fra le verdi foglie di una vecchia quercia dovrei essere al sicuro. Sono ore che attendo che quei disgustosi esseri se ne vadano.

So che percepiscono la mia presenza, lo leggo nei loro occhi, e la cosa non mi sorprende. Oggi mi sono avvicinata veramente, veramente troppo al loro territorio.
Li osservo camminare e chiacchierare sotto ai miei occhi, come se fossero persone normali. Ridacchiando e scherzano fra di loro, facendosi beffe della mia razza, del mio popolo, da decenni loro nemico.
Orrendi, spregevoli vampiri.

"Esseri disgustosi! Avanti Lyä possiamo ucciderli uno ad uno!"

Esclama improvvisamente una vocina dentro alla mia testa, anche se più che una vocina dolce ed innocua, come si potrebbe pensare, è più un tartassante e fastidioso assillo. Tutti quelli della mia razza ne hanno una.
La chiamiamo "Istinto".
È come un essere malvagio e privo di qualsiasi etica che vive dentro di noi.
Ogni volta che ci trasformiamo questo prende il controllo del nostro corpo e della nostra mente. Ci fa fare cose che preferirei non ricordare o immaginare. Riuscire a controllarla non è facile, ma è di vitale importanza. Fortunatamente la maggior parte della mia razza ci riesce, gli altri invece vengono oppressi.

"Guardali Lyä! Non si aspettano un tuo attacco! Possiamo batterli!"

Oltre che ad essere incredibilmente malvagia, delle volte è anche incredibilmente sciocca.
Attaccare ora non sarebbe affatto saggio, non oso nemmeno immaginare le cause di un simile gesto.

"Che orrore!'"

Su questo non posso darle torto.
Il bell'aspetto dei vampiri ha ingannato per generazioni e generazioni migliaia di esseri umani, che caduti nella tentazione di assaporare una notte di piacere con quegli affascinanti demoni, si sono ritrovati stesi su un letto di sangue.
Basta un loro morso, e gli occhi diventano rossi come il fuoco, la gola si secca e si comincia a nutrire un'ingestibile ed inguaribile sete; una voglia irrefrenabile di sangue, di morte, di dolore.

Sono esseri senza cuore, viscidi, malvagi. Morti che camminano. Noi li chiamiamo "I Freddi".

I nostri nemici, i nostri opposti.
Loro figli della baldoria, del sangue e del dolore. Noi figli delle regole, della luna e protettori della natura.
Solo una cosa ci accumuna, la notte, la nostra tetra ed amata notte.

So che non è stato saggio venire qui, senza contare il fatto che se mio padre scopre che mi sono allontanata così tanto dal branco mi uccide, ma dovevo farlo,volevo farlo ...
Scommetto che al grande Alpha, Becken Wolf, non sarà piaciuto per niente il comportamento che ho tenuto ieri sera scappando nel bel mezzo della trasformazione.
Una delle leggi del branco é che 'Durante le lune piene, tutti i Sangue di Lupo, così ci chiamiamo fra di noi, devono rimanere uniti. In questo modo l'Alpha ci può aiutare a controllare il nostro istinto. Poiché anche l'Istinto è costretto a sottomettersi al volere dell'Alpha'-

Chissà quanto sarà arrabbiato.
Non oso nemmeno immaginarlo.
In quanto principessa mi rendo perfettamente conto dell'innumerevole quantità di responsabilità che ho sulle spalle.
So che devo essere forte, so che devo essere coraggiosa. Non devo avere paura di nulla. Non posso essere triste. Non posso permettermi attimi di debolezza, io devo essere il buon esempio.

Tuttavia delle volte sento il bisogno di scappare, sento il bisogno di mettermi in salvo.
Correre e cacciare nel bosco; sentire ogni singolo rumore, assaporare ogni dolce profumo e ululare alla luna; sono cose che non hanno prezzo.
In quel momento mi sento un tutt'uno con l'ambiente che mi circonda, mi sento libera.
Dovrei provare le stesse emozioni anche quando caccio con il branco, ma non è così. Noi Lupi comunichiamo attraverso la mente quando ci trasformiamo, sentiamo tutti i nostri pensieri. Tutte le nostre angosce e paure.
È come trovarsi in una minuscola stanza vuota piena di persone che chiacchierano, chiacchierano e chiacchierano senza mai fermarsi, e tu sei lì, fra la folla, sottomessa dall'insieme di quelle voci e provo ad urlare, urlare ed urlare ancora, ma è come se nessuno riuscisse a sentirmi, come se la mia voce non fosse abbastanza forte.

La ragazza Lupo [in revisione]Leggi questa storia gratuitamente!