All'uscita trovai Henry dentro l'auto. Mi accomodai sui sedili posteriori. Mi chiese come era andata la giornata e io gli raccontai delle lezioni che avevo avuto, evitando il discorso con Travis.
Mi aveva detto che ci saremmo sentiti quel pomeriggio e io come una scema non gli avevo neanche detto che mio padre mi aveva sequestrato il cellulare.

"Sono felice che tu sia arrivata puntuale" mi disse mio padre, quando entrai in casa. "Voti?"

"No, ma domani ho un compito di storia" risposi.

"Bene, studia tutto questo pomeriggio" disse. "Questa sera abbiamo degli impegni."

"Impegni che comprendono anche me?" chiesi.

Annuì. "Gli Hart organizzano una festa in onore dei loro venti anni di matrimonio al Gold e noi siamo invitati, ovviamente tu verrai con noi."

"Non lo sapevo" ammisi, dato che il nome Hart non mi ricordava nessuno.

"Ora lo sai" disse. "Comportati bene, Faith Elizabeth. Parla solo quando ti interpellano e, se fanno domande sulla North, dirai che hai studiato eccezionalmente e che solo per te hanno anticipato l'esame. Non dire idiozie, non fare battutine."

"Si, lo so" mormorai. Dicevano sempre le solite cose. Non parlare quando non devi, non fare battutine squallide.
Salii in camera per potermi preparare per il compito di storia.

Sgranai gli occhi quando vidi un vestito ben stirato sopra il mio letto. Lo presi tra le mani, era di marca e doveva essere costato tanto. Ma mia madre non si era mai fatta problemi.

Osservai attentamente il vestito. Doveva arrivarmi fino alle caviglie, era molto lungo. Il top sopra era senza spalline ed era bianco, con la scollatura a cuore. La gonna era in tulle e color salmone. Tra i due pezzi c'era una striscia nera che spezzava il tutto in un modo che mi piaceva molto.

Appoggiata sul comodino, trovai una maschera, come quelle veneziane. Era bianca ed oro.

"Ti piace?" Sentii mia madre alle mie spalle.

Mi girai verso di lei. "Molto."

"Ne sono contenta" disse.

"È per stasera? Non sapevo fosse in maschera" chiesi.

"Gli Hart hanno voluto così, tutti indosseremo delle maschere."

"Non ricordo neanche chi sono gli Hart."

"Vecchi avvocati che ho conosciuto anni fa, non penso che tu li abbia mai visti" mi spiegò. "Per le scarpe vieni questa sera in camera mia."

"D'accordo."

"Ho parlato con tuo padre, riguardo ieri sera. Che non succeda mai più, Faith."

"Non succederà" risposi, titubante. Non ne avevo la conferma, non sapevo se ciò che era successo la sera prima, sarebbe accaduto di nuovo. Travis mi aveva baciata e io volevo una risposta a quel perché.

Borbottò qualcosa che non riuscii a capire ed uscì dalla camera, lasciandomi sola.

La sera arrivò presto. Indossai il vestito e scelsi di indossare la maschera dopo.
Legai i capelli in un una perfetta treccia laterale e mi truccai leggermente. Non amavo essere troppo truccata, anche se quella sera avevo addosso una maschera.
Mi osservai allo specchio, accarezzando la gonna colorata.

Mi chiesi chi ci sarebbe stato a quel banchetto e se fosse stato noioso come tutti gli altri. Spesso, quando i miei ne avevano, non andavo. Non volevano che gli facessi fare brutte figure, specialmente da quando frequentavo la South.
Isaac, invece, andava sempre.
Lo veneravano come se fosse un dio greco.

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