(per questo capitolo ascoltate A drop in the Ocean di Ron pope.
Buona lettura, bacioni x)

Il rumore del motore della macchina grigia di harry fece scattare louis dal divano, ora già in piedi davanti al portone di casa.
non si aspettava una visita del suo migliore amico.
non a quell'ora, comunque.
erano anni che non lo vedeva, ma sapeva riconoscere ancora il suono della sua macchina.
quando aprì la porta se lo ritrovò davanti; un vero uomo.

-ehi- il ragazzo dagli occhi azzurri sorrise al suo migliore amico, confuso e serio.

-posso entrare?-

louis annuì facendolo passare e chiudendo la propria porta dietro di sé.
harry voleva delle risposte, ma louis non era ancora pronto a dargliele.

----

zack guidava svogliatamente mentre lily rimaneva seduta sul sedile del passeggero in silenzio.
zack non poteva sopportarlo; non amava guardare una persona che rimaneva in silenzio, per motivo inoltre a lui sconosciuti.

-mi hai chiamato, sono venuto, siamo in macchina e ora? non parli?-

lily era agitata, si poteva capire dal modo che aveva di guardare fuori dal finestrino.
aveva dipinto sul volto una verità che neanche zack era riuscito a decifrare.

-devo raccontarti una cosa-

il ragazzo sterzò cambiando via, percorrendo un tratto più lungo
dell'isolato,

-successo qualcosa con harry?-

lily arricciò il naso, non volendo nominare in quel momento il ragazzo.

-no, assolutamente no. con harry va alla grande, lo amo ed è una persona magnifica.. si tratta di mia madre-

la ragazza guardava le luci delle case illuminate, e di come quelle famiglie stavano passando dei momenti unici, tutti insieme.
in una vita normale, cosa che lei non avrebbe mai avuto.

-cosa c'è; ti ha scritto dal carcere?-

zack guardò per alcuni secondi lily che scoppiò in un pianto.
al ragazzo tornarono in menti gli anni in cui la sera tardi si intrufolava dentro la sua stanza e cercava di consolarla per via di sua madre.

-cosa è successo?-

-lei.. lei-

Lily provò difficoltà nell'aprirsi con una persona che non poteva capire a pieno il suo dolore, anche se l'aveva sentito attraverso i suoi racconti.
solo lily poteva capire la gravità di cosa stava accadendo, e ogni minuto e ora che passavano lei era ad un passo più vicino a sua madre.
non avrebbe potuto più vivere serenamente.
non avrebbe più potuto vivere la sua vita normalmente la mattina seguente.

-lei?-

la incitò zack, mentre tornava a guardare la strada.

-lei sta tornando zack.
domani mattina uscirà dal carcere e verrà da me-

il ragazzo scattò girandosi verso di Lily, scioccato e con le lacrime agli occhi.

-non è possibile.. riusciremo a fermarla-

-si vendicherà perché ho raccontato tutto alla polizia, e perché l'ho fatta mettere dentro tutti questi anni-

-troveremo una soluzione, vedrai-

la ragazza diede una botta allo sperarlo, imprecando.
urlava e piangeva, mentre tentava di sfogarsi e di porre fine a quel dolore.

-non c'è soluzione!
non troverò mai pace!-

il ragazzo cercava di capire lily, così cercò di mettersi nei suoi panni.

-che cosa intendi fare?-

la ragazza si avvicinò a lui e impugnò il volante.

-ciò che va fatto-

------

harry guardò ancora louis, cercando di non alzarsi per massacrarlo di botte.

-devi credermi harry; l'ho fatto per te-

-tu mi hai denunciato alla polizia e mi viene ancora a dire che l'hai fatto per me?-

harry si alzò.

-non eri più in te amico, nel giro di qualche giorno avresti ucciso anche lily, come le altre-

-LILY NON È COME LE ALTRE!-

harry era furioso e louis era spaventato più che mai.
si avvicinò al suo ex migliore amico e gli diede una forte gomitata allo stomaco, facendolo gemere.

-lo so, lo so.
l'ho capito solamente dopo, ma devi cercare di perdonarmi harry-

Harry non poteva.
non poteva perdonarlo dopo undici anni di carcere.

-PERDONARTI DOPO AVER PASSATO ANNI IN QUELLA CELLA?-

-ammettilo; te lo meritavi-

il ragazzo lo colpì violentemente, facendolo cadere a terra.
harry si mise sopra di louis ed iniziò a menarlo, sempre più forte, solamente con il desiderio di spaccargli la faccia.
quello sarebbe stato il segno che la loro amicizia era giunta al termine.
harry sarebbe partito per l'italia con lily, ed il suo passato questa volta sarebbe davvero rimasto lì, per sempre.
era cambiato e voleva dimostrarlo.

-mi dispiace harry-

-NON È COSÌ! NON TI DISPIACE E LO SAI-

continuò come meglio poté, mentre louis cercò con tutte le sue forze di fermarlo, ma solamente il suono del suo telefono riuscì a fargli lasciar andare la faccia del ragazzo, ormai ridotta uno schifo violaceo e sanguinante.
Harry impugnò il telefono ancora con le mani sporche di sangue.
il sangue di louis.
il sangue del suo traditore.
notò che il nome lampeggiante era quello di zack.
che cosa voleva ora?

-harry?-

-zack cosa c'è?-

-io non volevo..-

l'interferenza con il telefono non riuscì a far capire molto ad harry, ma qualcosa da quella conversazione tirò fuori.
zack era scosso e piangeva.
piangeva molto.

-cosa non volevi?-

-è successo così in fretta harry, io non riesco ancora a .. ti prego vieni-

-venire dove?-

-harry... lei non si muove-

harry non capì.

-cosa è successo?-

nessuno rispose.

-zack? zack? chi diavolo c'è lì con te?-

harry voleva sapere ma allo stesso tempo aveva paura.
paura di qualcosa che sembrava più grande di lui.

-abbiamo avuto un incidente Harry, Lily è morta-

N/A;
perdonatemi se ci sono errori e scusatemi per il ritardo,
domani posterò un'altra volta
bacioni xx, la vostra Chiara.

28 Days::Leggi questa storia gratuitamente!