Capitolo 3: La Nuova Generazione (III)

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Le si presentò davanti un ragazzo con spiccati tratti scuri: seppur i riflessi colorati del vetro era subito evidente la sua carnagione olivastra. I capelli spettinati, che sparpagliati salivano su come se avesse fatto una passeggiata in una giornata di vento, erano di un intenso color marrone scuro, forse più nero. Gli occhi profondi approssimativamente dello stesso colore. Non sapeva dire se era colpa della barba lasciata un po' incolta o no, ma le sembrava più grande di lei e di tutti gli altri.

"Nico." Si presentò freddamente e allungò la sua mano dritto davanti a lei.

Minuscole gocce d'acqua si staccavano ogni paio di secondi esatto, assumevano le cento sfumature della luce e poi si schiantavano sul pavimento, dividendosi ancora una volta, in mille goccioline, come piccoli cristalli di diamante. Allungò timidamente la sua mano per potergliela stringere. Era gelida quanto lui. Solo un pazzo poteva aver messo le mani in un secchio d'acqua gelata e usarle per presentarsi ad una persona senza nemmeno provare ad asciugarle e sperare di non sconvolgerla.

"Cosa fa una goccia, quando incontra una roccia?", domandò.

Quella domanda la lasciò un po' perplessa; "in che senso?" pensò. Rimase in silenzio. Le sembrò la cosa più intelligente da fare.

"Cosa fa una goccia d'acqua, quando incontra una roccia?" ripetè.

"Niente. Cosa deve fare...Niente."

"Hai ragione. Ma se diventano tante, sempre più insistenti, se diventano invadenti?"

Cominciò a pensarci per cercare di trovare qualcosa di sensato da dire, ma avrebbe dovuto capire immediatamente che quella non era una domanda che prevedeva una risposta. Lui le aveva stretto la mano per tutto quel tempo, finchè, dolcemente, cominciò a staccare le dita l'una dopo l'altra, a sfaldare quella salda presa, che lentamente veniva spostata più su. Dalla mano al polso, dal polso a metà braccio, fino alla spalla. Sempre più leggero, indugiando un po' di più alla base del collo con la mano ancora fredda. Un goccia le percorse la schiena e il freddo che, da lì in poi, si diffondeva per il suo corpo troppo caldo. Si avvicinò al suo orecchio e quasi sottovoce le sussurrò qualcosa: "Questo è quello che noi facciamo..."

Si staccò rapido da lei, facendola ritornare di scatto alla realtà, se così si poteva ancora chiamare. Prese, come prima, a girare intorno a lei e continuare il suo discorso, mentre tutti gli altri impassibili e attenti li circondavano, formando un secondo cerchio.

"Ci trasformeremo tutti in delle piccole gocce, ci scontreremo contro le rocce, non una, ma cento volte. E continueremo finchè non vi lasceremo i segni, finchè non le distruggeremo completamente. Saremo le nuvole cariche di pioggia sulla volta della Cupola"

Pendeva completamente dalle sue labbra, si girò soltanto per seguire con lo sguardo il dito indice che andava in direzione dello disegno inciso sulla porta.

"...E tu, Vera, sei il tassello che mancava, l'ultimo pezzo della squadra. Attenta, agile e forte, sia in anima che spirito. Sai ascoltare e agire di conseguenza. Abbiamo delle indoli curiose, delle menti brillanti, degli animi coraggiosi...-questo rivolgendo lo sguardo a persone sempre diverse- ma mancava un tipo come te alla Nuova Generazione."

Eccola lì, la Nuova Generazione: Agata e Viviana, le "gemelle", Leonardo, o Leo, un tipetto energico dalla criniera castana, Diego, un curioso e alternativo ragazzo, certamente di grande personalità con i suoi capelli colorati di un carico blu scuro, Marco, all'apparenza una personalità semplice con il suo aspetto scontato e banale in confronto al resto, Simona, Umberto e Nico, di sicuro, il leader.

E lei, il membro che mancava.

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Capitolo 3: La Nuova Generazione, parte 3!Finalmente cominciamo a delineare tutta la piccola organizzazione di Ribelli! Correzioni, domande, eventuali opinioni e quant'altro tutti giù nei commenti. Mi fanno sempre piacere e mi aiutano a trovare la forza e l'ispirazione per proseguire. Grazie infinite a tutti!

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