Lily cadde sul comodo materasso in piume, lo stesso che le ricordò la dolce serata con Harry di un paio di giorni prima, proprio mentre tutte le luci notturne di New York erano accese, in un capolavoro di colori.
Il cellulare era a terra da così tanti minuti che a Lily sembrarono ore.
Harry si avvicinò alla sua ragazza e raccolse il telefono da sopra il morbido tappeto azzurro, porgendoselo all'orecchio per sentir parlare Will.
Nella sua mente tutto fintamente tornò chiaro; Raj, la madre di Lily, sarebbe uscita il giorno seguente di prigione per tornare da sua figlia.

-Credo che a Lily serva qualche minuto Will, sì, naturalmente.. Ti farò richiamare da lei il prima possibile.
Perfetto, ovviamente credo che troveremo una.. sì, a presto Will.-

Chiuse il telefono per poggiarlo sul comodino di legno, mentre si inginocchiò posizionandosi tra le gambe di Lily, ormai con le mani sul viso.
Il silenzio calò nella stanza così intensamente che Harry riuscì a sentire i battiti accelerati e il fiatone di Lily nell'aria, mentre i singhiozzi avevano cominciato a prendere il sopravvento.
La povera ragazza era caduta in una depressione tale da dover pensare che la madre, una volta uscita sarebbe tornata da lei, per farle del male.

-Amore..-

La voce di Harry la fece scattare, prima ancora di schizzare in un punto del letto così spaventata da far intimidire persino lui.
Non poteva immaginarsi davvero il ritorno di sua madre.
Non poteva e non voleva.

-Riusciremo a risolvere tutto-

Lily sentiva la voce del suo ragazzo lontana, mentre un alto muro immaginario di una decina di metri continuava a dividere Lily da Harry.

-Devo tornare subito a casa-

Harry le afferrò le fredde mani, pallide e con le vene violacee che attraversavano il polso per salire fin sulla spalla.

-Sul serio Lil, non permetterò che ti tocchi ancora-

la ragazza continuò a fissare il pavimento mentre le mani calde di Harry cercavano di rincuorarla, ma invano.

-Devo tornare da Will, devo tornare a casa subito-

Lily si alzò ed iniziò a preparare la sua valigia ancora con il vestito del matrimonio di Gemma addosso.
Harry si alzò per andare da lei, cercando di abbracciarla ma Lily era come caduta in una specie di trance e non parlava, se non per dire le stesse cose.
Devo tornare a casa.
Harry si schiarì la gola, forse doveva convincerla a restare.

-Possiamo scappare Lily.
Possiamo scappare ovunque tu voglia-

la ragazza sorrise, continuando a piegare i vestiti mentre il suo viso era bagnato dalla lacrime.

-Tu non capisci-

Harry non si dava per vinto.
Era spaventata, questo lui lo capiva bene, ma cercava comunque di aiutarla.
Di farla vivere serenamente.

-Un posto dove tua madre non potrà mai raggiungerci.-

La girò di scatto mentre teneva le mani strette nelle sue, lo sguardo fisso nei suoi occhi.

-Lily, supereremo anche questo insieme-

le baciò la fronte intensamente, come un vero e proprio bacio sulle labbra carnose.

-Partiamo.-

Lily ci pensò su mentre gli occhi verdi di Harry erano fissi su di lei.

-Per andare dove?-

-Ovunque tu vorrai Lil.- le baciò la guancia. -Ovunque.-

La ragazza annuì timidamente mentre sentì Harry mollare la stretta delle sue mani con cautela.

-Allora facciamolo adesso.-

Harry era entusiasta.
Tutto quello che voleva era stare con Lily, ed in quel momento poteva farlo.

-Dici sul serio? Oh Lily saremo il nostro per sempre, te lo prometto-

Premette con forza le sue labbra contro quelle della ragazza, mentre lei ricambiò il bacio appassionatamente.
Nessuno dei due sapeva resistere all'altro.

-Partiamo per l'Italia,non ci sono mai stata-

Il sorriso di Lily era quello che Harry aveva sempre sognato nei lunghi anni passati nelle fredde celle del carcere.

-Mi piacerebbe visitare Roma.-

I due erano entusiasti mentre si cambiarono e prepararono il tutto, scendendo di sotto da Adam e Gemma.

-Dove andate?-

Lily aveva ormai deciso di usare la sua speciale scusa solamente nelle occasioni particolari.

-Dobbiamo partire urgentemente. Il mio patrigno non sta bene e vorrei stargli accanto.-

Gemma dopo qualche minuto passato ad abbracciare Harry e Lily, li salutò dal ciglio della porta, mentre i ragazzi salirono in macchina per partire.
Harry ripensò alle parole di Gemma, prima di partire.
Questa sarà sempre casa tua Harry.
Harry inserì la cinta con destinazione l'aeroporto e l'Italia, in quel momento tutta per loro.

-Harry..-

-Sì?-

-Io credo di dover tornare prima a casa... sai, per prendere davvero tutto.
Non ho intenzione di tornare-

Harry era sorpreso, ma comprendeva la volontà di Lily.

-Devi salutare Zack?-

-Anche lui e Will.-

Il ragazzo annuì partendo per l'aeroporto, mentre alle prime luci del pomeriggio come canzone alla radio iniziò a passare Mirrors di Bruno Mars.

-Non vedo l'ora, possiamo programmare tutto; torniamo tra due ore nel Kentucky, prendiamo tutto e partiamo con un volo diretto per l'italia-

La ragazza gli rubò un bacio.

-Mi sembra un'ottima idea.-

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Quel paio d'ore passarono subito mentre Harry cercava di consolare e tranquillizzare Lily, ansiosa più che mai.
La ragazza ricordò a Harry dove aveva lasciato la sua auto, mentre tornavano nella loro stanza, nell'edificio ad un'ora da Bowling Green.
Entrarono esausti e prima ancora che potessero iniziare a riposarsi Lily, davanti agli occhi di Harry, cominciò a prendere tutto ciò che avrebbe potuto servirle in Italia, nella sua nuova vita con Harry.

-Sto preparando il tutto, credo che riusciremo a prendere il volo delle dieci.-

Lily abbindolò Harry mentre il ragazzo continuò a rimuginare sul perché Louis, il suo migliore amico, non era andato a New York per il matrimonio della sorella di Harry.
Il ragazzo sapeva che non era da Louis fare una cosa del genere.

-Devo andare a parlare con Louis-

Lily controllò l'ora; un quarto alle otto.

-Adesso?-

Il ragazzo la baciò amorevolmente attirandola a se.

-Torno presto, in tempo per partire e iniziare una nuova vita con te, amore mio-

La ragazza annuì mentre lo baciò, assaporando il sapore delle sue labbra con la lingua.

-Serve che io ti dica quanto ti amo?-

Harry sorrise, spostando una ciocca di capelli dietro l'orecchio di Lily.

-Non saprei.. Quanto?-

La ragazza arricciò il naso fondo gli una leggere pacca sulle natiche.

-Diciamo tanto-

Lui sorrise, includendo le fossette.

-Diciamo anche io-

E quando Harry uscì dall'appartamento Lily non ci ripensò due volte, lasciando le valigie ancora aperte ma piene, componendo il numero che ormai sapeva a memoria, dopo tutti quegli anni.

-Ehi Zack, ti andrebbe di andare a fare un giro con la tua auto?-

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