-dovresti provarti anche questo Lily-

Gemma continuava a prendere abiti dagli stand del negozio più fornito di New York, mentre Lily guardava ed indicava i colori che più le piacevano.

-Lil?- Gemma la richiamò svariate volte prima di condurla nei camerini.

-sono davvero tantissimi- sospirò lei amareggiata.

-siamo qui per te oggi. Il mio abito può aspettare, ora pensiamo al tuo- la ragazza sorrise mentre cercò di posare tutti i vestiti su un'unica sedia.

-davvero Gemma io non so se è il caso di pensare così tanto a me-

Gemma scosse la testa, contrariata.

-spero tu stia scherzando. Avanti, provati il primo-

Lily entrò nel camerino e si mise a rovistare tra tutti quei coloratissimi vestiti, scegliendone come prima prova un colore tendente al lilla.

-puoi uscire- mentre Lily continuava a guardarsi allo specchio, una volta uscita Gemma si mise a pensare a voce alta.

-lo trovo incantevole, ti sta davvero bene il lilla ma, ecco non so forse-  era lungo, dannatamente lungo.

-non fa per me Gemma- si scusò Lily nel migliore dei modi, mentre aspettava una conferma dalla ragazza seduta su una comoda poltroncina laccata di nero.

-fa per te, solamente é troppo lungo- si ritirò nel camerino uscendo con un piccolo vestito verde.

-non fa per me- ribadì la ragazza per il secondo vestito.

Gemma acconsentì mentre la incitò a provarsi quello corto nero.

-é davvero corto- notò lei guardandosi allo specchio.

-sì, forse anche troppo- spiegò Gemma mentre Lily tentava di non morire soffocata all'interno.

Lily entrò di nuovo nel camerino e scelse questa volta un vestito rosso.

-Gemma puoi aiutarmi con i bottoni?-

La ragazza non riusciva ad unire i bottoni sulla sua schiena, avendo i capelli davanti al viso.
Quando due grandi e calde mani le sfiorarono la schiena si paralizzò, sbigottita.

-Harry- avrebbe potuto riconoscere quelle mani ovunque.

-mh- Harry le baciò il collo umido mentre chiuse l'ultimo bottone, alzandole i capelli dal viso.
Si guardarono attraverso lo specchio del grande camerino.
Harry aprì la bocca formano una o stupita, mentre le sue guance si colorarono di rosso.

-sei davvero..wow-

-ti piace?- domandò la ragazza sentendo il caldo corpo di Harry premerle dietro.

-non provocarmi Lil- Harry le baciò la spalla mentre affondò con precisione e sensualità i suoi denti sulla sua carne.

La ragazza sorrise mentre si morsicò il labbro, pervasa dal piacere.

-vi prego, non fatelo nel camerino!- si lamentò Gemma ridendo, mentre Harry uscì con Lily al suo fianco.
La ragazza notò il piccolo nipote in braccio a sua madre che osservava Lily incantato.

-questo mi piace davvero- Lily guardò ancora una volta l'abito allo specchio, intravedendo Harry da un lato.

-penso sia quello giusto per le tue nozze, o mi sbaglio?-

Gemma sorrise mentre abbracciò Lily, ancora con il piccolo in braccio.
Lily sorrise tornando in camerino.

-ti serve un aiuto?- domandò scherzoso Harry prima ancora di muoversi verso il camerino di Lily.

-faccio da sola Harry- uscì effettivamente dopo soli cinque minuti con l'abito che aveva scelto, mentre lo staff del negozio contribuiva con il riordinare i capi che avevano preso e di sistemare in cassa l'abito scelto.

-rimarrai con noi Harry?- il riccio guardò la sorella mentre prese suo nipote in braccio, annuendo.

I tre si misero seduti sulle grandi poltrone mentre Gemma andò a provarsi il suo vestito.
Una lunga scollatura sulla schiena era il richiamo principale di quel semplice ed elegante vestito bianco.

-sei stupenda- sorrise Harry guardando la sorella attraverso il vetro, mentre Lily approvò guardando il piccolo Harry tra le braccia dello zio.

Harry era diverso con i bambini.
Harry era migliore con i bambini.

-credi che alla mamma- il ragazzo annuì, notando la difficoltà che Gemma acquistò nel parlare della madre.

Lily osservò la loro situazione e ripensò alla sua, di madre, bloccata tra quelle sbarre in prigione.
Ma ne fu felice, dopo tutto quello che le aveva fatto.

-sei incantevole Gemma, ma è meglio se io ed Harry vi lasciamo soli-

Lily si sentì di troppo ed uscì con il piccolo Harry già contento di stare in braccio alla zia.
Nei restanti dieci minuti Gemma parlò con Harry della madre, del rapporto che aveva con Adam e della sua fottuta paura del matrimonio.

-volevo chiederti scusa per non essere potuto venire al battesimo del piccolo Harry, ma sai io non potevo uscire ancora dal carcere e-

-sai perché ho chiamato mio figlio come te Harry?- il ragazzo scosse la testa mentre osservò dallo specchio sua sorella.

-avevo perso le speranze. Sapevo che non ti avrei mai più rivisto.
Sapevo che non sarebbe cambiato niente: non avresti lasciato Bowling Green nemmeno per tutto l'oro del mondo.
Sapevo che non avresti mai visto tuo nipote.
Sapevo che io stessa non avrei mai più rivisto mio fratello, così ho pensato di chiamare il mio adorato Harry come te, per essere certa di avere un tuo ricordo, sempre e comunque.
Ma ora come ora sei qui e mio figlio può vedere che eroe é suo zio-

-non sono un eroe- sospirò lui contrariato.

La ragazza rise mentre si girò per guardare suo fratello -sei e sarai sempre il mio piccolo flashplan-

Harry sgranò gli occhi sorpreso, ricordando i tempi da bambino.

-ti ricordi flashplan?- domandò sorpreso

-ricordo quando correvi per tutta casa come un flash, chiamandoti con quel ridicolo nome- Harry rise mentre sistemò le spalline di seta bianca di Gemma.

-quei tempi erano- iniziò lui, sentendo l'amaro in bocca.

-magici- finì lei con nostalgia, abbracciandolo con amore.

-mi manca la mamma-

Harry la capiva perché mancava a tutti e due.
Non poteva farne a meno, la figura di sua madre continuava a vederla sempre, in ogni momento.
Sentiva ancora la sua voce perché era così affezionato a lei da non voler accettare la sua morte.

-avrei voluto anche lei qui- il ragazzo massaggiò la schiena scoperta della sorella, mentre cercava di consolarla.

-lei è sempre con te Gem-  la ragazza annuì tra la maglietta di Harry, ancora con il viso bagnato dalle lacrime.

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